Coronavirus, emergenza non solo per commercio e turismo. Artigianato e manifatturiero del pesarese in crisi dai primi di febbraio

4' di lettura 26/02/2020 - Non sarà solo il mondo del turismo della ristorazione, dell’accoglienza e del commercio a pagare lo scotto di questa incredibile e imprevista situazione originata dal Coronavirus. Vero è che questo comparto sconterà prima degli altri la crisi determinata dall’emergenza sanitaria, ma sarà complessivamente tutto il mondo dell’artigianato e della piccola e media impresa a subire l’effetto domino determinato da questa crisi.

In provincia di Pesaro e Urbino, una delle prime per esportazioni e per prodotti manifatturieri, già da alcuni giorni si contano gli effetti dirompenti della crisi cinese partita ormai dai primi di gennaio con i focolai del virus a Whuan. Molte delle imprese del pesarese che si riforniscono abitualmente di materie prime in Cina, stanno facendo fatica ad andare avanti da giorni con le produzioni. Se sommiamo ora l’emergenza sanitaria nazionale e le restrizioni che sono state avviate nelle Marche, facile capire quali saranno le conseguenze per il sistema economico. Danni immediati che si protrarranno anche nei prossimi mesi, a causa della cancellazione di ordinativi e degli eventi fieristici. La Cna di Pesaro e Urbino, in linea con quella regionale e nazionale chiede l’approvazione di misure efficaci per contenere i danni diretti e indiretti che stanno subendo le imprese.

Un sostegno alle imprese. “E’ prioritario – dice il segretario, Moreno Bordoni - risarcire le imprese la cui attività dovesse essere sospesa per effetto di leggi e ordinanze e lasciare liquidità alle imprese sospendendo i pagamenti contributivi, imposte e tasse per tutte le regioni interessate da provvedimenti restrittivi, comprese le Marche. Serve una moratoria per il pagamento delle rate dei mutui e va potenziato il Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese.

“Soprattutto – aggiunge Bordoni - non bisogna cedere a un panico immotivato e generalizzato. Per ripartire va affrontata l’emergenza con serenità, adottando le precauzioni necessarie, senza enfatizzare la situazione. Non ne abbiamo alcun bisogno”.Intanto il sistema CNA nazionale si è incontrato al Ministero dello Sviluppo Economico con il Ministro Stefano Patuanelli, i sottosegretari Gian Paolo Manzella, Alessandra Todde, Stefano Buffagni. Alla CNA e alle altre associazioni presenti, il Ministro ha confermato lo sforzo del governo per fronteggiare la crisi provocata dal Coronavirus e mitigarne gli effetti sulle imprese.

Dopo i primi provvedimenti assunti dal governo (decreto 6 e decreto MEF per rinvio versamenti) arriverà venerdì un nuovo decreto MEF sulle scadenze fiscali e la prossima settimana un decreto con misure economiche precedentemente pensate come Decreto Crescita 2.

Esprimiamo – aggiunge il presidente della CNA di Pesaro e Urbino – Alberto Barilari – vivo apprezzamento per la tempestività dell’intervento pubblico e del metodo di continuo confronto con le parti sociali. Ha denunciato la brusca frenata che sta subendo l’economia in numerosi settori e anche al di fuori delle aree a maggiore rischio per effetto delle strette interazioni tra le filiere produttive e di servizio. Danni immediati e prospettici a causa della cancellazione di eventi fieristici e cancellazione ordini. È elevato il pericolo di comportamenti irrazionali generati dal panico che si diffonde”.

La CNA ha invitato il Governo a mantenere una stretta relazione con le amministrazioni locali per adottare misure di restrizione effettivamente adeguate e proporzionate all’evolversi della situazione.

È essenziale assicurare equilibrio e ponderazione nella comunicazione per non creare esagerati allarmismi e non danneggiare l’immagine del Paese anche all’estero.

Le imprese attendono misure efficaci di aiuto per contenere i danni diretti e indiretti che stanno subendo. Le priorità indicate dalla CNA sono:
- Mantenere aperta la circolazione delle merci e degli automezzi per garantire rifornimenti e approvvigionamenti alle imprese. Contrastare blocchi alle frontiere e nell’import export.
- Lasciare liquidità alle imprese per far fronte al bisogno di circolante con sospensione pagamenti contributi, imposte e tasse (in parte nel decreto MEF da estendere a tutti i comuni e regioni interessate), moratoria rate mutui e accelerazione pagamenti PA, potenziamento del Fondo di Garanzia per le PMI.
- Tutele per lavoratori dipendenti attraverso estensione cassa integrazione per tutti (artigianato tramite FSBA), indennità per autonomi e professionisti
- Ristoro dei danni diretti per le imprese la cui attività dovesse essere sospesa per effetto dei dispositivi di legge
- Rinvio adempimenti e alleggerimento oneri a carico imprese e slittamento entrata in vigore ISA e norme sulle crisi di impresa

Il Ministro ha annunciato l’impegno del Governo a rinviare l’entrata in vigore del Decreto Legislativo sulla Crisi di Impresa e l’utilizzo degli ISA per l’anno 2020. Il Ministro ha altresì confermato lo sforzo per tutelare e promuovere i prodotti italiani all’estero e individuare soluzioni per le Imprese del Turismo che per prime hanno risentito degli effetti della crisi in corso.

In foto: Il segretario CNA di Pesaro e Urbino, Moreno Bordoni e il presidente provinciale, Alberto Barilari








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-02-2020 alle 16:42 sul giornale del 27 febbraio 2020 - 1782 letture

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