Crisi del commercio, Varotti: "Basta con le aperture domenicali"

2' di lettura 17/02/2020 - “La crisi del commercio – l’abbiamo detto e scritto più volte – dipende da molti fattori: la crisi economica che ha determinato una riduzione dei consumi; l’aumento insostenibile delle tasse e delle imposte che sta ammazzando il commercio tradizionale; la concorrenza sleale del commercio on line e dei grandi “player” dell’e-commerce a cui non vengono fatte pagare le tasse (o in misura molto inferiore rispetto alle “botteghe”)”.

Amerigo Varotti, Direttore Generale di Confcommercio Pesaro e Urbino/Marche Nord torna su un argomento di grande attualità vista la costante chiusura di attività commerciali e la “strisciante desertificazione di borghi e centri storici.

“Ma l’altro elemento che sta determinando la morte del commercio e delle nostre Città è l’assurdità di tanti centri commerciali e ipermercati costruiti nel nostro Paese e nella nostra regione. Mostri di cemento che oltre a consumare e distruggere drammaticamente l’ambiente (hanno già cementificato e impermeabilizzato il 20% del nostro territorio), con norme urbanistiche favorevoli e politiche commerciali non regolamentate adeguatamente (le vendite sottocosto), stanno causando la chiusura di tanti negozi e la diminuzione della occupazione ed i problemi sociali che la sparizione di negozi e botteghe nei nostri Paesi sta determinando. Perché quando chiude un negozio che mete sul lastrico commercianti e dipendenti nessuno interviene a sostegno – mentre per le preoccupanti concentrazioni commerciali (vedi Conad/Auchan) i problemi occupazionali sono sanati e coperti dallo Stato, cioè da tutti noi (oltre 5400 dipendenti in cassa integrazione).

Bloccare la grande distribuzione (insieme alla tassazione dei giganti del web) è indispensabile per far vivere le nostre Città e il commercio nei centri storici. Allora bisogna che il Governo urgentemente (come sembrava fosse intenzione dei 5 Stelle!) approvi una legge per la chiusura domenicale di ipermercati, outlet e centri commerciali prevedendo solo l’apertura domenicale e festiva facoltativa dei piccoli negozi. Chiudere la grande distribuzione nei giorni festivi e alla domenica è un segnale di civiltà e sarà certamente un contributo per far vivere le nostre Città che senza la presenza di negozi e botteghe stanno diventando dormitori e contenitori vuoti”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-02-2020 alle 10:17 sul giornale del 18 febbraio 2020 - 1757 letture

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