Apriti Pesaro su università, economia, identità del territorio

piazza del popolo, prefettura , palazzo ducale 2' di lettura 30/01/2020 - E’ di qualche giorno fa, la costituzione ufficiale di Apriti Pesaro con un suo statuto di Associazione politico-culturale, con l’obiettivo di esprimere una leadership d’opinione per aprire nuovi spazi alle idee, alle persone, alla politica.

Fra i temi già emersi nei nostri incontri, è risultato centrale quello legato agli Studi, con particolare riferimento all’Università, da connettere necessariamente al nostro sistema produttivo in affanno e alle nuove sfide tecnologiche e internazionali. In due occasioni abbiamo avuto modo di evidenziare come fosse un errore la chiusura dei corsi universitari.

In occasione del convegno di Apriti Pesaro sull’Economia e l’Occupazione del Territorio dal titolo ‘Un sasso nel ristagno’(febbraio 2019), si dibatteva sulla chiusura di Pesaro Studi. Dalle nostre analisi sul ‘benessere equo sostenibile’ emergeva infatti una quasi totale assenza di brevetti industriali in provincia; quindi la necessità di avere un polo tecnologico per la ricerca e l’innovazione nelle imprese. Questo a fronte di un potenziale mercato manifatturiero in uscita verso l’estremo est del mondo e un altrettanto potenziale massiccio mercato turistico in entrata da quei paesi che si sposava perfettamente con un corso di laurea in Lingue orientali tanto da apparire paradossale la sua chiusura.

In un secondo convegno intitolato ‘A.P. Nuovo Sviluppo Cercasi’(novembre 2019) abbiamo posto in evidenza la necessità di supportare le aziende del territorio in forte crescita come quelle della meccanica di precisione e quelle nate dalla trasformazione digitale, di avere l’ausilio di corsi universitari per formare figure professionali e profili specialistici per un mercato del lavoro già pronto ad assorbirli, attivando quella che riteniamo essere una visione d’insieme in grado di connettere scuole-università-politica.

Da queste considerazioni nasce il nostro apprezzamento per il piccolo ma significativo ‘ravvedimento’ fatto con l’accordo sottoscritto con l’Università Politecnica delle Marche. A noi poco importa se sia o meno un fatto politico strumentale per futuri accordi politici. A noi interessa che Pesaro e chi l’amministra capisca finalmente che solo con un massiccio investimento in conoscenza, ricerca, cultura noi saremo in grado di uscire dal declino e aiutare chi, nel mondo dell’impresa, già si impegna per farlo.

In questa prospettiva deve essere imprescindibile la sinergia con Urbino, con Fano Ateneo per ricucire un’identità del nostro territorio che tanto ha pagato alla crisi a causa dei limiti strutturali di un modello in cui il profitto non sempre ha messo la giusta attenzione sulla crescita, l’innovazione, la qualità.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-01-2020 alle 00:00 sul giornale del 31 gennaio 2020 - 1416 letture

In questo articolo si parla di politica, ​​​​​​​Apriti Pesaro, comunicato stampa

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