Export Marche, cresce la meccanica il mobile segna il passo

3' di lettura 13/12/2019 - L’export delle Marche gode di buona salute e si conferma una straordinaria opportunità per il sistema delle imprese della regione ancora alle prese con una stagnazione sul fronte del mercato interno.

Le aziende della manifattura, ed in particolare quelle che in questi anni hanno investito in tecnologia e ricerca, stanno ottenendo risultati positivi sul fronte delle esportazioni. Segna il passo invece la manifattura tradizionale e si escludono i prodotti dell’agroalimentare. Il settore della meccanica e quello del mobile risentono come e più degli altri dell’andamento delle politiche e delle tensioni internazionali.

Ad analizzare la situazione è Moreno Bordoni, presidente dell’Azienda Speciale Mobile e Meccanica della Camera di Commercio unica delle Marche. “L’export delle Marche nel 2019 ci regala risultati soddisfacenti in vari settori. Per quanto riguarda il mobile e la meccanica notiamo però delle differenze. Mentre la meccanica registra complessivamente un +5,22% nelle esportazioni, il mobile segna il passo con - 6,25% rispetto al 2018. Il mobile e arredamento paga più di altri la situazione internazionale, soprattutto per via delle sanzioni nei confronti della Russia, la svalutazione del rublo e delle politiche protezionistiche. La meccanica invece ci regala un altro anno di crescita con numeri soddisfacenti che portano in dote un volume di esportazioni pari a 1 miliardo e 452 milioni di euro”.

Nel dettaglio il mobile ha fatturato 368 milioni di euro nel 2019 mentre nel 2018 ne aveva totalizzati 394 (-24 milioni di euro). Le esportazioni si sono concentrate in particolare verso i paesi dell’Ue: Francia e Germania al primo e terzo posto ma con un risultato negativo (-1,22% con i transalpini – 14% con i tedeschi). Contrariamente alle aspettative è cresciuto invece l’export anche verso gli Stati Uniti (+14,5% e il Regno Unito (1,5%). Bel salto dell’export verso la Cina (+54,6%) e risultato ancora negativo verso la Russia (-19%). Bene anche gli Emirati Arabi con un +12%.

Positive come detto le performance della meccanica con un fatturato che cresce di 72milioni di euro rispetto al 2018 (+5,22%). A risultare negative sono le esportazioni verso la Russia (-9%), Ucraina (-13%) e Turchia (-40%). Soddisfacenti invece quelle verso i paesi Ue (Francia +20,4%); Germania (+12%); Spagna (+8%); Regno Unito (+11%). Sorprende anche la crescita degli Stati Uniti (+12%) e quella dell’Australia passata da 21 milioni di euro di importazioni meccaniche dalle Marche a 28ml. (+32%). Entusiasmante invece quella relativa al Giappone dove le esportazioni di prodotti della meccanica sono quasi raddoppiate passando da quasi 8 milioni di euro a oltre 15ml. (+96%).

“Questi risultati sull’export ci danno indicazioni utili e meritano ulteriori approfondimenti - conclude Moreno Bordoni - ma ci dicono chiaro e tondo che occorre puntare la nostra azione su politiche che favoriscano le imprese ad entrare ancor di più e meglio nei mercati esteri. La contrazione dei consumi e la stagnazione sul mercato interno si possono battere solo trovando nuovi mercati. Mercati nei quali l’appeal del Made in Italy continua ad essere un elemento strategico sinonimo di qualità, gusto e ricerca. L’azione della Camera di Commercio dovrà puntare ad aiutare le imprese ad individuare nuove opportunità, strategie e nuovi mercati”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-12-2019 alle 00:41 sul giornale del 14 dicembre 2019 - 380 letture

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