Fusione: per Monteciccardo grandi vantaggi, per Pesaro operazione sostenibile

consiglio comunale pesaro 4' di lettura 04/12/2019 - «Domattina mi sentirò con il commissario di Monteciccardo per convocare il referendum domenica 19 gennaio». Lo ha detto Matteo Ricci in consiglio comunale, intervenendo sull’indizione del referendum consultivo per la fusione per incorporazione del Comune di Monteciccardo con quello di Pesaro.

«Fretta? Ne avremmo fatto volentieri a meno, ma da parte nostra nessuna forzatura. Non immaginavo che a Monteciccardo i residenti riuscissero a raccogliere il doppio delle firme, rispetto alla quota richiesta, in così poco tempo. Ora ci muoviamo subito per evitare il cortocircuito istituzionale. Ce lo dice chi ha seguito l’iter tecnico della procedura». Scenari: «Se vincerà il no a Monteciccardo, la partita si fermerà un minuto dopo. Se prevarrà il sì, bisogna considerate le scadenze per il rinnovo del consiglio regionale, dal momento che la Regione dovrà fare la legge. Oltre a quelle per la scadenza del commissariamento», ha evidenziato il sindaco. Secondo cui «la fusione è sicuramente molto più conveniente per il Comune di Monteciccardo. I residenti si ritroverebbero con tasse più basse, ovvero quelle di Pesaro. Entrerebbero subito nelle graduatorie dei servizi di Pesaro, vedi sociale e asili. E avrebbero un piano di investimenti di cinque milioni che non so in quanti anni, realisticamente, potrebbero altrimenti fare fare». Monteciccardo, ha puntualizzato Ricci, «manterrebbe l’autonomia decisionale con il municipio. Con parere vincolante sulle questioni del suo territorio».

Mentre Pesaro, con la fusione, «ha diritto al contributo statale di due milioni all’anno per 10 anni. E’ il massimo che si può ottenere». Per il sindaco, la fusione avrebbe quindi, per Pesaro, «discreta convenienza economica. Il deficit di Monteciccardo è stimato tra 500mila euro e un milione – ha osservato -. Ma penso che sia più vicino al milione. Se fosse così, in caso di vittoria del sì prenderemo un ‘mutuo Monteciccardo’ pari a 5 milioni. Se al milione di deficit aggiungiamo la quota di ammortamento e l’interesse per il mutuo, sicuramente la cifra sale. Poi ci sarà un effetto razionalizzazione, che ci consente di fare scendere il costo. Con quei due milioni di contributo che arrivano a Pesaro non facciamo ‘cassa’. Una buona parte vanno a Monteciccardo per chiudere il debito e per fare il piano degli investimenti. Ma in ogni caso c’è un margine che ci consente di dire che l’operazione è sostenibile e per noi ha una discreta convenienza». Il sindaco ha dunque confermato il contributo per le fusioni: «Il governo precedente non aveva rimpinguato il fondo nazionale, ora i soldi sono stati ripristinati. Anche grazie a una nostra iniziativa dei sindaci». Perciò, «le motivazioni fanno pendere la nostra bilancia più dalla parte del sì. Intanto nel convocare il referendum». Ha aggiunto Ricci: «Ho avuto l’impressione che dal centrodestra si puntasse a impedire il referendum. Magari contando sull’appoggio del M5s, quindi facendo male i conti». Ancora: «Mettetevi d’accordo: prima siete preoccupati che Pesaro faccia una cosa troppo a vantaggio di Monteciccardo, come se non dovesse avere l’autonomia decisionale. Poi siete preoccupati per Monteciccardo, quando dite che risolverebbero i loro problemi andando a votare con un nuovo sindaco».

L’inciso: «Convochiamo il referendum e i cittadini si esprimeranno. Se vincerà il sì, si farà un’operazione di razionalizzazione, salvataggio e aggregazione istituzionale. Se prevarrà il no, il Comune di Monteciccardo tornerà a votare qualora si presenti qualcuno per risolvere i problemi. A mio avviso Monteciccardo ha tutti i vantaggi. Pesaro avrà una parte di problemi da risolvere e una parte di vantaggi. Ma penso che Pesaro e la bassa Valle del Foglia dovranno sempre più lavorare insieme. E se ci sono processi che vanno in questa direzione, che partono dal basso, sono elementi virtuosi». Infine: «Con la fusione, Monteciccardo diventerebbe fondamentale per dare servizi a quartieri di Pesaro molto esterni. Come Ginestreto e Santa Maria dell’Arzilla».

Conclusione: «La nostra posizione? Sì con cautela. Perché ci rendiamo conto che Monteciccardo ha tanti problemi. E soprattutto spetta ai suoi cittadini decidere la loro strada».






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-12-2019 alle 22:38 sul giornale del 06 dicembre 2019 - 2872 letture

In questo articolo si parla di attualità, pesaro, Comune di Pesaro

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/bdFs