La figura dell'artista Elsa de’ Giorgi: donna di particolare talento, sempre elegante

Elsa de’ Giorgi 3' di lettura 14/10/2019 - Si è svolto nei locali dell'Associazione di volontariato onlus "Azobè, creata dalla famiglia dello scultore Loreno Sguanci, attiva dal 2005, per far fronte alle necessità dei minori e delle loro famiglie con l'apporto di un laboratorio educativo e didattico, l’incontro, in cui il professor Antonio Luccarini, già docente di filosofia, ha rievocato in maniera appropriata, esaustiva e coinvolgente "La figura dell'artista Elsa de’ Giorgi".

L'oratore è stato adeguatamente presentato dalla figlia dello scultore Sguanci che dirige il citato laboratorio, di cui ne ha delineato le caratteristiche e le finalità che si prefiggono. Ha rilevato pure l'interesse per questa esemplare figura artistica, purtroppo, finita nell'oblio. Luccarini ha spiegato come questa donna, privilegiata dalla bellezza, eccezionale, di elevato rango, di particolare talento, sempre elegante, abbia dimostrato un attivissimo impegno nei vari ambiti, in cui si è cimentata. È un peccato che questa pesarese sia, poi, stata trascurata, sia dalla Regione, sia dalla sua città natia che, peraltro, da tempo, cura l'annuale ben nota Mostra cinematografica.

Elsa è nata nel 1914 ed è deceduta ultraottantenne nel 1997. A 18 anni, allorché partecipò ad un Concorso fotografico, fu, subito, notata dal regista Mario Camerini che la designò quale una delle interpreti del film "T’amerò per sempre" , nel 1933 e diventò ben presto una diva famosa. Legò il proprio nome a quasi 30 film, ricordiamo - "Teresa Confalonieri" di Guido Brignone, 1934, "Capitan Fracassa" di Duilio Coletti, 1940, "Il fornaretto di Venezia" di Duilio Coletti, 1941, "La locandiera" di Luigi Chiarini, 1944, "Il tiranno di Padova" di Max Neufeld, 1946, "Salò o le 120 giornate di Sodoma" di Pier Paolo Pasolini, 1975 - ma, poi, abbandonò quest’attività perché le affidavano delle parti non corrispondenti ai suoi gradimenti. Diventò amica, sempre pronta a difenderlo, oltre ché di Pier Paolo Pasolini, il quale la voleva sempre accanto a sé quando presentava un proprio lavoro, di Anna Magnani che seppure la definì l' "Ultima delle vivazze che girano a Cinecittà", l’ammirava, considerandola una persona quanto mai sensibile ed onesta d'animo. Si distinse pure in campo teatrale e recitò con Benassi, Visconti, Strehler.

Fra le sue pregiate pubblicazioni, quali, "L'eredità Contini Bonacossi: l'ambiguo rigore del vero", 1988, "Ho visto partire il treno", 1992, "Una storia scabrosa, 1997, da segnalare, senz'altro "I coetanei", 1955, per la straordinaria scrittura, la coinvolgente narrazione, il valore storico e la persistente attualità, libro con cui vincerà il premio Strega ed un premio speciale per come era stato trattato il tema della resistenza. Quest'anno è stato ripubblicato da Feltrinelli in edizione economica e davvero, varrebbe la pena approfittarne. La sua accogliente villa romana, ove riceveva le personalità culturali, artistiche dell'epoca, divenne pure, nel momento critico, luogo di rifugio di ebrei, di perseguitati, a dimostrazione del suo coraggio durante la fase bellica. Quanto alla vita matrimoniale l’unione con Sandrino Contini Bonacossi, senza figli, non ha avuto buon esito. Quando era ancora sposata nacque un amore travolgente con Italo Calvino. Vi è stata una corrispondenza di 407 lettere che è stata considerata il più bel epistolario d'amore di tutto il Novecento. Elsa de’ Giorgi è stata, dunque, una donna con i suoi indiscussi meriti che ha lasciato un segno incancellabile.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-10-2019 alle 00:30 sul giornale del 15 ottobre 2019 - 601 letture

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