Tasse, si attenua la pressione fiscale sulle imprese di Pesaro, Cna: "Meglio del 2018 ma si può fare di più”

Moreno Bordoni cna pesaro 7' di lettura 19/09/2019 - Si attenua la pressione fiscale sulle imprese di Pesaro. Anche se la posizione della città di Rossini in graduatoria nazionale parla ancora di un poco lusinghiero 103esimo posto (su 141 comuni considerati), si riduce tuttavia in percentuale il peso dei tributi che gravano ogni anno sulle imprese.

E’ quanto risulta dal Rapporto 2019 dell’Osservatorio della CNA nazionale sulla tassazione delle piccole imprese in Italia presentato ieri a Roma. Un rapporto che analizza in proiezione il peso del fisco sul reddito delle piccole imprese in quasi tutti i capoluoghi di provincia. L’Osservatorio calcola il Total tax rate (Ttr), vale a dire l’ammontare di tutte le imposte e di tutti i contributi sociali obbligatori che gravano sulle imprese espresso in percentuale sui redditi (Imu; Tasi; Tari; Irap; Ivs; Irpef; Iri; Add. Reg.le Irpef; Add. Comunale Irpef).

Per il comune di Pesaro il dato è del Total tax rate, insomma il livello generale di tassazione secondo una proiezione per il 2019 è del 61,2%. Da notare che nel 2018 era invece del 62,8% (un punto e mezzo in più rispetto a quest’anno). Ma il rapporto fissa anche il cosiddetto Tax free day (Tfd), ovvero il giorno di liberazione dalle tasse, la data fino alla quale l’imprenditore deve lavorare per l’ingombrante socio pubblico. Ebbene per Pesaro quella data è il 10 di agosto (lo scorso anno era invece il 16 agosto). E dunque a Pesaro, come in molti altri comuni italiani, si lavora per più di 8 mesi solo per pagare le tasse. Ma la città, che pure ha migliorato rispetto agli anni precedenti con il total tax rate (nel 2012 era addirittura al 67,8%), non se la cava ancora proprio bene in media nazionale.

Va leggermente meglio Urbino che in graduatoria nazionale si piazza all’89esimo posto con il tax free day che è anticipato al 7 agosto anche se la città Ducale peggiora rispetto allo scorso anno (era 85esima). Fa ancora meglio Ancona che risulta 53esima in graduatoria nazionale con il tax free day al primo di agosto e anche le altre province marchigiane Macerata, ma soprattutto Ascoli e Fermo. A differenza di altri organismi, anche internazionali, l’Osservatorio CNA basa la sua analisi sull’impresa tipo italiana, con un laboratorio e un negozio, ricavi per 431mila euro, un impiegato e quattro operai di personale, 50mila euro di reddito. Scendendo nel dettaglio troviamo che la tassazione nazionale incide per il 39,6% (era del 41,1% nel 2018) quella comunale per il 14,7% (era il 14,8% lo scorso anno e quella regionale per il 6,8% (era del 6,9%).

Per l’assessore Antonello Delle Noci “L’inversione di tendenza che emerge dallo Studio di CNA, visti i criteri adottati dalla ricerca è un costante incentivo a trovare insieme alla categoria ed agli artigiani sempre migliori soluzioni che possano da una parte alleggerire la tassazione ma ancora di più incentivare l’economia del territorio. Sotto questo profilo, il Comune di Pesaro ha congelato la tassazione dal 2012 ad oggi, nonostante dal 2019 avrebbe potuto scegliere di incrementare le aliquote, come molti Comuni hanno fatto. Ma soprattutto, grazie ad un continuo e costante lavoro di spending review, sono state messe in campo risorse per turismo e cultura che hanno trovato conferma e conforto in un aumento delle presenze e quindi uno sviluppo del comparto turistico nella Città della Musica. A questo si aggiungono le imponenti risorse messe in campo sui lavori pubblici, che hanno visto il quinquennio precedente come straordinario, con più di 50 milioni di euro di appalti e lavori e di certo non ci fermeremo qui, anzi! Molti sono gli spunti e le buone idee che CNA mette in campo e quindi mi sento di poter raccogliere la sfida e insieme agli artigiani, commercianti, associazioni di categoria, lavorare insieme per migliorare le condizioni economiche delle imprese e dei lavoratori e rendere il tessuto produttivo sempre più competitivo”

“Su Pesaro e Urbino non ci aspettavamo miracoli – commenta il segretario provinciale della CNA, Moreno Bordoni – ma questi, alla verifica dei fatti, sono dati moderatamente incoraggianti con una lieve riduzione della pressione fiscale. E’ ancora troppo poco ma è importante avere invertito la tendenza”. Tuttavia pur apprezzando gli sforzi fatti dall’Amministrazione comunale di Pesaro e Urbino e in minima parte dalla Regione in questi anni per cercare di ridurre il peso fiscale, come si vede dai dati dell’Osservatorio nazionale della CNA, siamo ancora lontani dal raggiungere un livello di tassazione che possa far vivere tranquillamente le imprese”.

Gli fa eco il presidente della CNA, Alberto Barilari. “Ci sono ancora differenze molto marcate rispetto ad uno stesso territorio regionale. E non parliamo di città ascrivibili al cosiddetto cratere del sisma che pure potrebbero aver visto scendere alcuni parametri relativi alla tassazione. Insomma bisogna fare di più”. Ed è su questo fronte che la CNA non analizza solo la situazione ma formula delle proposte. Un percorso virtuoso solo alle prime mosse “Si è innestato un percorso virtuoso alle prime mosse. La crescita della pressione fiscale sulle piccole imprese, quindi, non è ineluttabile”. Secondo Bordoni e Barilari “qualche passo in avanti è stato compiuto negli ultimi anni. Sono state, infatti, trasformate in legge alcune importanti proposte della CNA: l’introduzione del regime forfettario di tassazione del reddito d’impresa, l’introduzione del regime di cassa per la determinazione del reddito delle imprese in contabilità semplificata, l’abrogazione degli studi di settore. “A incidere sulla riduzione del Total tax rate delle proiezioni dell’Osservatorio CNA è soprattutto l’innalzamento al 50 per cento della deducibilità dell’Imu sugli immobili strumentali, vale a dire i capannoni, i laboratori, i negozi, vitali per un’impresa, per l’imprenditore come per i suoi dipendenti. La Legge di bilancio 2019 che l’ha prevista ha anche fissato al 2023 la sua totale deducibilità”.

Lo scenario alternativo: le proposte della CNA

Molto, insomma, rimane ancora da fare per arrivare a un fisco più equo e sostenibile per le piccole imprese. Secondo la CNA occorre, quindi, agire senza indugio prima di tutto per semplificare il sistema, ancora molto complesso. Sette sono le principali linee di azione:
- Ridurre la tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo, partendo dai redditi medio-bassi, utilizzando le risorse provenienti dalla “spending review” e dalla lotta all’evasione. - Rivedere la tassazione Irpef delle imprese personali e degli autonomi.
- Rendere l’Imu pagata sugli immobili strumentali delle imprese completamente deducibile dal reddito d’impresa a partire già dall’anno d’imposta 2019.
- Definire il concetto di insussistenza di autonoma organizzazione ai fini del non assoggettamento all’Irap e aumentare la franchigia Irap ad almeno 30mila euro.
- Rivedere i criteri per l’attribuzione dei valori catastali degli immobili, al fine di allinearli ai valori di mercato ad invarianza di gettito.
- Agevolare il passaggio generazionale delle imprese individuali tramite la completa neutralità fiscale delle cessioni d’azienda, al pari di quanto previsto in caso di conferimenti.
- Evitare di spostare sulle imprese gli oneri dei controlli attraverso un uso intelligente della fatturazione elettronica BtoB, eliminando nel più breve tempo possibile tutti i regimi Iva del “reverse charge” attualmente previsti, lo “split payment” nonché la ritenuta dell’8 per cento applicata sui bonifici relativi a spese per cui sono riconosciute le detrazioni fiscali.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-09-2019 alle 09:29 sul giornale del 20 settembre 2019 - 1554 letture

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