Messaggio di S. E. Mons. Piero Coccia in occasione della Festa di San Terenzio

arcivescovo Piero Coccia 5' di lettura 16/09/2019 - Le celebrazioni con cui ogni anno le città festeggiano il loro Santo Patrono non sono atti puramente rituali e formali, ma gesti carichi di significato: ci ricordano che i Santi sono passati tra noi, hanno lasciato un segno nella nostra storia, un’eredità che non vogliamo dimenticare; esse inoltre rappresentano un punto di convergenza tra la comunità cristiana e la comunità civile, chiamate entrambe a dialogare e a collaborare per la costruzione del bene comune.

Ecco il significato e il valore con cui anche noi oggi ci apprestiamo a vivere la festa del Patrono della nostra città, San Terenzio. Quest’anno, in particolare, la Chiesa di Pesaro vuole pregare e impegnarsi per essere sempre più una Chiesa esodale, come dice papa Francesco, capace cioè di compiere l’esodo necessario a rendere più umani gli uomini, a instaurare un dialogo autentico e un incontro con tutti, irradiando la sua testimonianza e il suo annuncio di salvezza fino alle periferie del mondo.

Non si può negare che la nostra Chiesa locale stia già svolgendo un’opera notevole in questa direzione, nel solco di una tradizione millenaria che la Festa del Patrono invita appunto a valorizzare. Anche nella nostra città le periferie sono tante: c’è il mondo dei giovani, minacciato dal vuoto esistenziale che la bufera dell’immediato e dell’istinto provoca; la famiglia, la cui fragilità è spesso all’origine di tante devianze giovanili e di altre tragiche conseguenze; e poi ci sono i poveri, i malati, il mondo del lavoro e della politica, l’ambiente e molto altro ancora.

In tutto questo non possiamo non essere grati per ciò che il Signore e la fede operosa di tanti cristiani stanno permettendo: ricordiamo il carico di lavoro che le Caritas si stanno assumendo nella nostra diocesi, il lavoro educativo che si svolge negli oratori, nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti, nelle scuole e in numerosi campi del volontariato. E non possiamo certo dimenticare la proficua collaborazione che spesso in tali esperienze si è instaurata tra la comunità cristiana e le istituzioni della città. E tuttavia la Chiesa ha sempre bisogno di riformarsi, di rinnovarsi, di riconoscere i suoi limiti, pur senza mai abbattersi. Ha sempre bisogno di tentare nuove strade per questo esodo che le è costitutivo.

Ma da questa esigenza nasce inevitabilmente la domanda: in quale modo la Chiesa di Pesaro può riformarsi nella direzione di una sempre più vera esodalità? A quale condizione, su quale base può rinnovare davvero la sua pastorale e adeguarla alla sua missione nel mondo odierno? La risposta ci viene ancora una volta da Papa Francesco: la sinodalità è la condizione per seguire il Signore Gesù ed essere servi della vita in questo tempo ferito.

La Chiesa non può essere autenticamente esodale, autenticamente missionaria, se non vive al suo interno la sinodalità, l’unità visibilmente espressa dei suoi figli: con il Signore Gesù, prima di tutto, suo vero fondamento – attraverso la preghiera, l’ascolto della Parola, l’eucaristia, i sacramenti; poi con i Pastori e tra tutti i suoi membri, attraverso la compagnia reciproca, la collaborazione, l’assunzione comune di responsabilità di laici e presbiteri, la cooperazione tra le diocesi e le chiese. La missione richiede una identità prima che una attività. Non c’è missione se non esiste una persona o una comunità determinata dall’appartenenza a Cristo e alla Chiesa.

E’ una trama di relazioni umane aperte alla trascendenza che va ricostruita. Da qui possono nascere quella stima e quel rispetto profondo per gli altri che sono fondamentali non solo per la vita della comunità ecclesiale, ma anche per la solidità della convivenza sociale. La nostra Chiesa, dal canto suo, sente l’esigenza di percorrere un ulteriore cammino di conversione: proprio per questo abbiamo messo a tema del tradizionale Convegno diocesano di settembre “La Chiesa di Pesaro chiamata alla sinodalità e alla esodalità”.

San Terenzio, vescovo e martire e la Madonna delle Grazie, compatrona della nostra città, ci accompagnino e ci benedicano in questo complesso cammino.

Celebrazioni:

Lunedì 16 settembre Basilica Cattedrale Ore 18,30 S. Messa Ore 21,15 Mandato dell’Arcivescovo agli Operatori Pastorali della Diocesi
Venerdì 20 settembre Teatro Sperimentale Ore 21,15 Convegno “La Chiesa di Pesaro chiamata alla sinodalità e alla esodalità” prof. Andrea Riccardi, Comunità di Sant’Egidio
Sabato 21 settembre Basilica Cattedrale Ore 18,30 S. Messa presieduta dall’Arcivescovo con il Conferimento dei Ministeri del Lettorato e dell’Accolitato
Lunedì 23 settembre Basilica Cattedrale Ore 18,30 S. Messa con i Cresimandi della Vicaria di Pesaro 1

Martedì 24 Settembre Basilica Cattedrale SS. Messe ore 8,00 - 9,00 – 10,30 – 11,30 – 18,00

Ore 16,30 Celebrazione dei Vespri. Ore 17,00 Processione con l’urna di san Terenzio per le vie: Rossini – Marsala – Bertozzini – P.le 1° Maggio – C.so XI Settembre – Piazza del Popolo – Rossini. Ore 18,00 SOLENNE CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA PRESIEDUTA DA S.E. R. MONS. PIERO COCCIA. - Nella stessa celebrazione vengono ricordati i 25 i , 50 i e 60 i di Ordinazione Sacerdotale e Professione Religiosa.

In occasione della Festività di San Terenzio il Museo Diocesano rimarrà aperto, con ingresso gratuito, dalle ore 9,00 alle ore 12,30 e dalle ore 16,00 alle ore 19,30.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-09-2019 alle 08:15 sul giornale del 17 settembre 2019 - 1486 letture

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