Carabinieri Pesaro: ai saluti il Capitano Meluccio, nuovo incarico a Cagliari

4' di lettura 16/09/2019 - Il comandante del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo dei carabinieri di Pesaro e Urbino ai saluti: da questa settimana il capitano Aldo Meluccio lascia il capoluogo dopo tre anni. Lo attende un importante incarico in Sardegna: avrà il comando della Compagnia Carabinieri Sanluri, alle porte di Cagliari.

Un’assegnazione di alta responsabilità in un territorio molto delicato, che arriva dopo questi anni di elevato impegno operativo nella provincia di Pesaro e Urbino dove insieme ai militari del Nucleo Investigativo ha svolto importantissime attività con ottimi risultati operativi.

Il capitano Meluccio, 38 anni, di origine napoletana, in questi anni alla guida del Nucleo Investigativo ha lavorato su indagini di spessore per delitti efferati, come l’omicidio di Marcello Bruzzese, agguato di matrice criminale organizzata, avvenuto nel centro di Pesaro la sera di Natale 2018, ed ha diretto le investigazioni a seguito l’omicidio di Sesto Grilli a San Lorenzo in Campo nel marzo 2019, quando nella notte l’anziano venne affrontato da malviventi di origine calabrese e pestato a sangue in casa (recentemente sono stati arrestati i 4 giovani ritenuti responsabili); nonché per l’omicidio di Ugo Ascani, ucciso dalla moglie nell’estate 2018 a Frontone, e per altri fatti di sangue.

L’ufficiale si è occupato anche di due articolate indagini intraprese dai carabinieri nel 2018 per una preoccupante serie di una decina di rapine in banca e negli uffici Postali accadute a Pesaro e dintorni, con la scoperta e l’arresto dei componenti di due diverse bande, che a seguito delle indagini sono state disarticolate e gli autori (di origine romana in un caso e siciliana nell’altro) arrestati. Si ricorda in proposito il blitz, a fine febbraio 2018, degli uomini del Nucleo Investigativo del capitano Meluccio che insieme ai colleghi del Nucleo Operativo Radiomobile di Pesaro arrestarono nella filiale UBI del quartiere Loreto, due rapinatori catanesi nell’atto di svaligiare la banca. Fu il loro ultimo colpo.

Di sicuro rilievo il costante contrasto allo spaccio di droga in Provincia con decine di operazioni effettuate negli anni. Tra queste spiccano: l’arresto di un anconetano 50enne fermato quasi 200 grammi di cocaina e 20 mila euro di proventi (inseguito dopo uno spaccio a Pesaro e bloccato all’uscita sull’autostrada A14 Ancona sud); invece, nel quartiere Soria a Pesaro, a fine 2018, fu individuato e catturato un albanese 48enne che spacciava in città, nel suo appartamento aveva 850 grammi di cocaina pronta da suddividere e 1500 in contanti; importantissime le ravvicinate operazioni antidroga di questa estate con vari arresti operati dal Nucleo Investigativo in diverse zone del capoluogo, incidendo in modo decisivo sul fenomeno del consumo di cocaina legato alla movida estiva del litorale tra Fano e Pesaro sino a Gabicce Mare. In evidenza la cattura ad agosto di due 40enni del posto, uomo e donna, scoperti con in casa 200 grammi di cocaina e 1000 euro di proventi. In ultimo pochi giorni fa, l’arresto eseguito a Pesaro dagli uomini del Capitano Meluccio, quando un 40enne albanese, bloccato dopo aver spacciato nella zona commerciale della città, a casa nascondeva circa un kilogrammo di cocaina pronta alla suddivisione ed all’immissione sulla piazza, oltre a 10mila euro di illeciti proventi.

Tra le indagini dirette dal Capitano che più hanno turbato l’opinione pubblica si cita quella per i fatti della Pasqua 2017 con la grave vicenda che ha visto coinvolto un avvocato di Pesaro e dei soggetti stranieri ingaggiati da un altro legale per aggredirlo. Meritano menzione infine i complessi accertamenti svolti a seguito del decesso, dopo un disperato ma tardivo ricovero negli ospedali prima di Urbino poi al Salesi di Ancona, di un bambino di 7 anni che a Cagli, nel 2017, venne colpito da una grave otite bilaterale poi degenerata in encefalite e non ebbe le cure necessarie. Le indagini coordinate prima dalla procura di Urbino poi da quella di Ancona hanno portato al deferimento in stato di libertà dei due genitori e del medico omeopata, a cui i carabinieri del Nucleo Investigativo, a termine indagini, notificarono l’ordinanza del giudice di interdizione per un anno dalla professione medica.

Lascia la nostra provincia un professionista serio, stimato dai superiori, dall’autorità giudiziaria, dai collaboratori e dalla comunità.


da Comando Provinciale dei Carabinieri di Pesaro e Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-09-2019 alle 00:51 sul giornale del 17 settembre 2019 - 2716 letture

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