La sanità che funziona: l'esperienza di due ex pazienti del reparto di urologia dell’ospedale di Pesaro

Ospedale San Salvatore di Pesaro 2' di lettura 15/09/2019 - Vivere a Pesaro comporta a volte nostro malgrado di dover usufruire del servizio ospedaliero. A me è capitato la prima volta la settimana che sta passando, ed è stata la prima volta nei miei 70 anni. Mi sono ricoverato nel reparto urologia per un non evitabile intervento. Mi sembra un dovere raccontare in modo breve, se riesco, questa mia esperienza per quei cittadini pesaresi che dovessero essere costretti ad affrontare una esperienza simile.

Mi sono venuti a prendere e sono entrato nella sala attigua a quella operatoria, l’infermiera che mi doveva preparare, per ragioni mediche ha dovuto utilizzare l’ago più volte su di me, lo ha fatto con una gentilezza e simpatia uniche, chiedendomi ogni volta: le faccio male? Sempre con un viso rassicurante e sorridente. Poi è arrivata l’anestesista che mi ha spiegato come, a causa dell’effetto dei medicinali, mi sarebbe girata un po’ la testa, togliendosi la mascherina mi ha mostrato il suo viso sempre segnato da un sorriso rassicurante, caratteristica comune a tutti i presenti. Mi sono svegliato 5 ore dopo e credevo ancora di dover entrare in sala operatoria, nessun dolore, solo il viso preoccupato per l’attesa di mia moglie fuori dal blocco operatorio.

Staff medico indubbiamente di eccellenza, disponibile a rispondere ad ogni domanda, anche fatta in corridoio, sempre con una risposta gentile ed esauriente. In particolare mi ha impressionato il lavoro incredibile del personale di supporto, infermieristico e di servizio. In sintesi quello che le infermiere in particolare sono riuscite a fare è mettere in atto la terapia dell’accoglienza. Simpatia, gentilezza, sempre pronte alle chiamate; sono riuscite a farmi superare le situazioni più oggettivamente imbarazzanti dicendo semplicemente che era il loro lavoro, mi sono trovato a mio agio anche nelle situazioni di peggior imbarazzo.

La cosa ancor più fantastica è che nei tre turni, mattino pomeriggio e sera cambiavano le persone ma il modo di fare non cambiava mai, diversi fra loro ma tutti parti complementari di quella terapia dell’accoglienza che per me è stata la medicina più importante, e lo dico anche a nome del mio compagno di stanza Daniele. E allora grazie, grazie mille volte a tutti, questo paese è davvero molto più bello grazie a persone così.


Alvaro Picinetti e Daniele Dionigii ex pazienti del reparto di urologia dell’ospedale di Pesaro diretto dal Dott. Valerio Beatrici.






Questo è un articolo pubblicato il 15-09-2019 alle 10:50 sul giornale del 16 settembre 2019 - 5721 letture

In questo articolo si parla di attualità, redazione, ospedale san salvatore di pesaro, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/baCc





logoEV