Pensiline per la copertura del mercato ittico lungo la Calata Duilio, Belloni: «Poca informazione sul tema, serve meno superficialità»

15' di lettura 20/08/2019 - Sulla polemica dei costi relativi alla pensilina per la copertura del mercato ittico lungo la Calata Duilio, l’’assessore all’Operatività Enzo Belloni risponde all’interrogazione presentata dal Gruppo Consiliare “Prima C’è Pesaro Fdi” e a quanto apparso sulla stampa.

Di seguito la risposta all’interrogazione presentata dal Gruppo Consiliare “Prima c’è Pesaro Fdi” avente come oggetto “Stutture di protezione per operatori del mercato ittico”, che “a detta degli operatori del settore del mercato ittico, tale installazione risulta totalmente errata nella collocazione, nella direzione del montaggio, nonché totalmente priva di utilità” e che “la spesa risulta essere a dir poco spropositata in relazione alla dimensione della struttura”. A seguito di tale osservazione occorre precisare che la nominazione “Stutture di protezione per operatori del mercato ittico” non è pertinente, in quanto il finanziamento europeo che ha reso possibile l’intervento attinge al fondo FEAMP, ovvero un fondo che la Comunità Europea cede ai comuni per materia esclusiva di pesca, quindi l’attività destinataria del contributo è stata l’attività di pesca, non il mercato ittico. Infatti, la vendita diretta del pescato giornaliero effettuata direttamente dagli operatori della pesca (beneficiari del contributo europeo) non è assimilata al mercato ittico, che è una attività diversa e soggetta ad altra regolamentazione.

Precisamente, per beneficiare del suddetto fondo FEAMP l’Amministrazione comunale ha partecipato ai due seguenti bandi FEAMP ITALIA - PROGRAMMA OPERATIVO 2014-2020:

- Bando Regione Marche - PRIORITÀ 1 - OBIETTIVO SPECIFICO 4 - MISURA 1.43: PORTI, LUOGHI DI SBARCO, SALE PER LA VENDITA ALL’ASTA E RIPARI DI PESCA (importo € 721.140,00 + € 127.260,00 di cofinanziamento da parte del Comune di Pesaro)

- Bando del FLAG - Marche Nord - PRIORITÀ 4 - OBIETTIVO SPECIFICO 4.1 - AZIONE 1.1: REALIZZAZIONE/MIGLIORAMENTO STRUTTURE E SERVIZI OFFERTI NEI PORTI DI PESCA (importo € 99.000,00)

Si evidenzia che l'attività e i luoghi d’intervento che potevano beneficiare del contributo erano l’attività di pesca, presso porti, luoghi di sbarco (banchine) e ripari di pesca. Gli operatori della pesca interessati sono stati più volte interpellati per tramite dei rappresentanti delle cooperative di Pesaro e di Gabicce (sig. Guido Marcolini e Sig.ra. Annamaria Franchini), sia durante riunioni formali, sia in occasione dei numerosi sopralluoghi che il Servizio Nuove Opere ha effettuato durante tutte le fasi di sviluppo del progetto. A tale proposito, si precisa che il progetto ha avuto inizio nel 2016 con la partecipazione al bando della Regione Marche, a cui è seguita la partecipazione al bando del FLAG – Marche Nord, per consentire il completamento del progetto. Occorre anche precisare che la realizzazione delle tettoie sulla banchina Munafò e Pescatori fa parte di un ben più ampio progetto di “Riqualificazione di parte della banchina Munafò, banchina Pescatori e banchina Pagnini del Porto Canale di Pesaro” realizzato con i due contributi congiunti. L’importo indicato nell'articolo del 20/08/2019 rappresenta solo l'importo massimo presente nel Quadro Economico (€ 948.000,00) ma la spesa effettivamente sostenuta per tutti i lavori previsti risulta essere pari a € 740.000,00, ripartita come segue:

- importo pensilina Banchina Munafò (255mq di copertura): € 200.000,00 (se si prende come esempio Senigallia, è giusto precisare che la superficie coperta è di circa 180mq con una spesa di circa € 154.000,00, pertanto per una spesa a mq superiore a quella di Pesaro)

- importo pensilina per area pulitura reti (Banchina Pescatori, 125mq di copertura): € 100.000,00

- il restante importo è stato utilizzato per la riqualificazione generale di circa 2000mq di pavimentazione, per la realizzazione e/o modifica dei sottoservizi, per la realizzazione delle varie reti impiantistiche (elettrica, idrica, di scarico, fotovoltaica, ect....), per la messa in sicurezza della Banchina Pescatori con realizzazione di idonea passerella di carico/scarico delle casse con le reti in luogo di una passerella fatiscente e pericolosa, per la realizzazione di idonei piani di appoggio nel piazzale esterno alla Cooperativa pescatori (Banchina Pagnini), per gli arredi sulle varie Banchine, per la realizzazione delle opere di fondazione per la futura 4° pensilina, ect...

La proposta con cui l’Amministrazione comunale, a partire dal 2016, ha partecipato ai due bandi è nata dal rilievo, a quella data, di alcune criticità che di seguito si riportano in sintesi: Banchia Munafò (area per la vendita diretta del pescato).

La vendita diretta del pescato giornaliero si svolge sulla banchina Munafò tramite bancarelle mobili che vengono collocate durante la mattinata e riposte in apposito magazzino al termine delle operazioni di vendita. Una volta collocate sulla banchina, le singole bancarelle venivano coperte con tende che proteggevano la merce e gli operatori da sole, pioggia e vento, ma che non coprivano l’intera area di vendita, determinando spesso condizioni disagevoli per il pubblico e gli utenti che non avevano alcun riparo. Inoltre, le tende, chiudendo il banco, limitavano l’utilizzo dello spazio circostante e impedivano la vista immediata della merce esposta da parte degli acquirenti, che molto spesso dovevano “infilarsi” sotto le tende per poterla vedere (come lamentato da alcuni di essi). Inoltre, le utenze per la fornitura di acqua e corrente elettrica erano collettive e gli stessi rappresentanti delle cooperative della pesca avevano più volte lamentato difficoltà e disguidi per la divisione della spesa e la riscossione delle quote. Banchina Pescatori (area per deposito, pulizia e manutenzione delle attrezzature e delle reti e raccolta dei rifiuti della pesca) e Banchina Pagnini (area della sede della Cooperativa Pescatori).

L’area della banchina Pescatori era priva di elementi e spazi idonei alla sistemazione delle attrezzature di pesca e gli operatori non avevano alcun tipo di riparo né dal sole né dalla pioggia. Inoltre, sul muro frangiflutti della banchina Pescatori si rilevavano condizioni disagevoli, addirittura rischiose, per le operazioni di ormeggio delle imbarcazioni e di carico e scarico delle attrezzature e delle casse. Sulla banchina Pagnini, lo spazio antistante la sede della Cooperativa Pescatori, utilizzato quale deposito delle attrezzature, risultava non ben organizzato e appariva spesso in disordine. La pavimentazione di entrambe le banchine era in pessime condizioni e necessitava di importanti interventi di rifacimento.

Sulla base di questi rilievi è stata formulata la proposta progettuale che vuole contribuire al generale processo di riqualificazione del Porto Canale di Pesaro, il cui scopo principale era appunto quello di migliorare le condizioni di lavoro della "Piccola pesca", e questo si è cercato di fare, perché nella Banchina Munafò (vendita del pescato) si è realizzata una struttura che mediamente per 8 mesi all'anno funziona bene, ovvero ripara dal forte sole primaverile/estivo e dalla pioggia primaverile/autunnale, ma sopratutto ripara i clienti che vanno ad acquistare il pesce. Per il vento invernale ci sono tende impermeabili su tutto il lato lungo fissate a terra con occhielli in acciaio inox, e come sanno bene gli operatori sono stati predisposti sui restanti 3 lati degli occhielli su cui possono fissare cavi in inox ed appendere dei teli, in maniera tale che tutta la pensilina possa essere riparata dal vento sui 3 principali lati, che sono i più importanti. Oltre questo, come già indicato sopra, per la "Piccola pesca" si è anche lavorato molto sulle Banchine di lavoro effettivo, cioè la Banchina Pescatori e Banchina Pagnini.

Ciò premesso, di seguito si risponde puntualmente ai vari quesiti posti in più sedi:

1) Perché non si è valutata l'installazione di una struttura in legno, o altro materiale eco-sostenibile, vedi Senigallia, più resistente alle intemperie e con costi di manutenzione più economici?

Sulla Banchina di Pesaro si poteva realizzare solo una struttura a sbalzo in quanto la banchina deve restare libera per le esigenze delle attività portuali e per ragioni di sicurezza (prescrizioni di Autorità di Sistema Portuale). Quindi, fatta eccezione per una ristretta fascia (circa 1,20 metri) adiacente al guard-rail, la banchina non può essere occupata da elementi fissi (quali ad esempio banchi, arredi, pilasti). Per realizzare una struttura a sbalzo delle dimensioni necessarie a coprire l’intera area vendita (sbalzo di 5 metri), area fra l’altro soggetta anche all’azione del vento, l’unico materiale che garantisce elevate prestazioni di resistenza è l’acciaio. Si precisa che in ambiente salmastro, rispetto al legno, l'acciaio (così come l’alluminio utilizzato per il rivestimento della copertura) è più resistente, più durevole e necessita di una più semplice manutenzione; non a caso il metallo è il materiale più utilizzato in tutto il comparto della cantieristica navale e negli interventi in ambito portuale. A tale proposito si fa notare che la pensilina realizzata a Senigallia è costituita da pilastri in acciaio e la copertura è in materiale misto, policarbonato e legno. Inoltre, la struttura non è sbalzo, ma ha appoggi su entrambi i lati lunghi, quindi è più semplice a livello statico. Si può infine affermare che il metallo è un materiale tanto sostenibile quanto il legno, poiché anch’esso di origine naturale e riciclabile. Se da un lato il legno è un materiale che si rigenera, dall’altro il metallo è un materiale totalmente riciclabile, quindi è lo studio del caso specifico che ne deve determinare la scelta, non un’idea o un preconcetto.

2) Perché si è deciso di provvedere al montaggio in posizione che non protegge gli operatori del mercato ittico dalle intemperie?

Per “intemperie” si deve intendere un’alterazione delle condizioni normali dell’atmosfera e del clima, in particolare perturbazioni atmosferiche e precipitazioni (freddo o caldo eccessivo, pioggia, neve, grandine), pertanto, l’osservazione non risulta pertinente, perché la tettoia protegge da pioggia, neve, grandine e dai raggi solari in determinate ore e determinati punti, a seconda della rotazione e della posizione del sole. Se, invece, per “intemperie” si vuole intendere solo vento, caldo e freddo, vien da sé che una struttura aperta su 4 lati non può fungere da protezione totale. Per ovviare alle limitazioni proprie di una struttura aperta, le pensiline sono state dotate di tende apribili all’occorrenza, poste sul retro (ossia dal lato esposto a NNO da cui provengono maestrale e tramontana). A tal proposito occorre precisare che, oltre alle sopra citate prescrizioni delle autorità portuali, anche le norme urbanistiche vigenti hanno reso impossibile la realizzazione di una struttura chiusa sulle banchine portuali, dove è invece possibile realizzare elementi di arredo urbano (tipologia e definizione in cui, da un punto di vista urbanistico, ricadono le pensiline).

In sintesi, si evidenzia che data la particolare natura e funzione del luogo la posizione delle pensiline è stata fortemente vincolata e proprio in considerazione delle varie problematiche, il progetto è stato illustrato agli operatori interessati, in particolare al sig. guido Marcolini, in tutte le sue fasi e, nei limiti del possibile, si è cercato di fornire le migliori risposte alle osservazioni e alle richieste degli operatori. Se con l’espressione "montaggio in posizione che non protegge" si intende il fatto che la parte più alta è rivolta verso il porto (fatto pressoché insignificante, visto che una struttura aperta è attraversata dal vento in tutti i lati), si deve sottolineare che sarebbe stato improponibile invertire la sezione della struttura (pilastri lato porto) poiché, come più volte ripetuto, la banchina deve restare libera. Anche una inversione della collocazione dei banchi (fronte verso il porto) non avrebbe risolto il problema, anzi lo avrebbe aggravato perché i venti da NNO sarebbero arrivati sul fronte e non ci sarebbe stata la possibilità di chiudere con le tende poiché si sarebbe limitato il passaggio del pubblico e dei clienti. Inoltre, si sottolinea che sia per ragioni strutturali (pilastri lato strada) sia per ragioni di scolo e scarico delle acque, la pendenza della pensilina necessariamente doveva essere verso la strada. Infine, si evidenzia che la pendenza "aperta" verso la direzione del vento predominante permette allo stesso di infilarsi sotto la struttura che in tal modo rimane più stabile, in quanto il vento non spinge sulla copertura (dopo la realizzazione la pensilina è stata soggetta a due trombe d'aria con venti fino a 110Km/h e ha dimostrato ottima resistenza).

3) Perché non si è provveduto all'installazione di servizi igienici come richiesti più volte dagli operatori?

La soluzione al problema dei servizi igienici, usufruibili anche da parte del pubblico, è nell’interesse dell’Amministrazione comunale, ma allo stato attuale, non essendo consentita la realizzazione di manufatti chiusi, non è possibile realizzarli. Si potrebbe pensare di realizzarli nei giardini, ma tale area al momento non rientra nella piena disponibilità dell’Amministrazione Comunale e in ogni caso la proposta andrebbe elaborata in un diverso e ulteriore progetto. Si fa notare che per i lavoratori della Cooperativa che operano sulla Banchina Pescatori esistono i bagni della sede (sulla Banchina Pagnini), mentre per uso esclusivo di chi opera e lavora sulla banchina Munafò, non si dovrebbe escludere la possibilità che vengano realizzati i servizi igienici all’interno del magazzino (circa 200mq) dove si ripongono i banchi della vendita.

4) Si è pensato di predisporre delle zone di scolo per la pulizia del pesce e dei banchi finalizzati all'esposizione dei prodotti?

Rispetto alla situazione precedente è stata notevolmente migliorata la modalità di utilizzo. Si riporta che nella riunione del 03/05/2018 (di cui si dirà meglio al punto 5), gli operatori avevano esposto la difficoltà di sollevamento dei pesanti coperchi in ghisa che chiudevano i pozzetti per gli allacci, quindi sono stati sostituiti con chiusini doppi (sollevabili a metà), più facile da sollevare. Per lo scarico dei lavandini è stato utilizzato un piccolo coperchio in resina ed è stato predisposto un tubo diametro 50mm. Inoltre, per la pulizia di fine attività è stato anche realizzato uno scarico diametro 160mm, in maniera tale che sia più facile scaricare i residui delle lavorazioni. Inoltre, come già sopra riportato, su richiesta degli operatori, sono state realizzate utenze elettriche ed idriche indipendenti con contatori separati, che allo stato attuale ancora gli interessati non hanno provveduto ad "allacciare", ed è proprio per questo motivo che la struttura ancora non viene utilizzata. Sempre come da richiesta degli operatori, è stata inoltre realizzata la raccolta delle acque piovane lungo tutta la strada (90 metri lineari di canaletta continua) in maniera tale che durante i giorni di pioggia l'acqua piovana, che normalmente scola nel porto, non bagni i piedi degli operatori e dei clienti (visto che strada e banchina hanno ovviamente pendenza di scolo verso il canale). Per quanto riguarda i “banchi finalizzati all’esposizione dei prodotti” si ricorda che i banchi fissi non potevano essere installati sul Molo, come precedentemente espresso, e si specifica che i banchetti mobili già presenti non sono un mercato del pesce, bensì un ausilio alla vendita del pescato giornaliero allo sbarco, in alternativa alla vendita diretta dalla barca, cioè l'unico tipo di vendita concesso in Banchina a Pesaro, per cui è stata rilasciata una idonea e specifica licenza ai vari operatori.

5) Perché, prima di approvare il progetto, non sono stati coinvolti i pescatori, direttamente interessati dall'opera in oggetto, al fine di comprendere al meglio le loro esigenze.

Si ritiene che chi ha formulato questa domanda non abbia avuto informazioni corrette, in ogni caso a integrazione di quanto già riportato in premessa e al punto 2 si deve aggiungere che gli operatori della pesca sono stati coinvolti nel progetto fin dalla prima proposta di fattibilità. Si fa notare che dal 2016 ad oggi sono stati numerosi i sopralluoghi e i rilievi effettuati quasi sempre nelle ore del mattino durante la vendita, quindi alla presenza dei pescatori, sia per ragioni pratiche e organizzative, sia per una più diretta conoscenza delle dinamiche e delle condizioni di lavoro e per poter interpellare direttamente gli operatori. Il progetto nei suoi elementi sostanziali (posizione delle pensiline, numero delle postazioni, dotazione impiantistica) è stato più volte illustrato e discusso con gli operatori interessati, in particolare con il sig. Guido Marcolini, che sebbene all’inizio abbia espresso una certa contrarietà, alla luce di una più approfondita conoscenza delle problematiche ha poi condiviso la scelta ed espresso le dovute osservazioni, che nei limiti del possibile sono state recepite. Infine, per formalizzare quanto il più delle volte informalmente illustrato, discusso e condiviso, gli operatori, per tramite dei rappresentanti delle cooperative, sig. Guido Marcolini e Sig.ra. Annamaria Franchini, sono stati convocati almeno in due momenti, precisamente il 03/05/2018, alle ore 15, presso la sala riunioni del Servizio Nuove Opere e il giorno 11/10/2018, alle ore 12, presso la Capitaneria di Porto. All’incontro dell’11/10 erano presenti i rappresentanti delle cooperative, mentre all’incontro del 03/05 erano presenti numerosi altri operatori.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-08-2019 alle 17:50 sul giornale del 21 agosto 2019 - 3348 letture

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