No alle plastiche monouso in spiaggia, Biancani: "Strategia della Regione Marche rivolta alla tutela ambientale"

Spiagge invase dalla plastica, Legambiente: "Problema gravissimo" 4' di lettura 26/06/2019 - Esce dalla Terza Commissione Ambiente del Consiglio regionale la proposta di legge per la riduzione dei rifiuti derivanti dai prodotti monouso realizzati in plastica.

E’ la prima legge a livello nazionale di questo tipo che si colloca nel solco della precedente legge regionale del 2018, anticipando anche il recepimento della Direttiva comunitaria in materia ambientale. Introdotto anche il divieto di fumo nei tratti di spiaggia in assenza di appositi contenitori per la raccolta dei filtri. Approdo in Aula entro il mese di luglio. Una legge di assoluta eccellenza. La prima a livello nazionale (nelle altre Regioni si registrano, ad oggi, soltanto ordinanze) e, addirittura, anticipatrice della norma statale (“Salvamare”) che dovrebbe recepire le volontà, enunciate in sede europea dalla nota Direttiva comunitaria dello scorso marzo, sui divieti ai prodotti in plastica monouso. E’ già nelle premesse di fondo la soddisfazione del Presidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale, Andrea Biancani, per il via libera in Commissione alla proposta di legge contenente le “norme per la riduzione dei rifiuti derivanti dai prodotti monouso realizzati in plastica”. Norma che troverà approdo in Aula per l’approvazione definitiva entro il mese di luglio.

“Una legge – ha subito tenuto a sottolineare Biancani – che si colloca in una strategia complessiva della Regione Marche rivolta alla tutela ambientale, testimoniandone la particolare sensibilità”. “E’ questa, infatti, la seconda normativa, in ordine di tempo, dopo la legge regionale dell’agosto 2018, che andava a favorire la riduzione dei rifiuti in plastica in mare e sulle spiagge. Una legge, quella dello scorso anno – rileva Biancani – che ha già prodotto risultati importanti, anche grazie all’attivazione del Tavolo tecnico che si è messo subito al lavoro per individuare accordi tra operatori della pesca, Capitanerie di porto, Autorità portuali e Comuni al fine di riconoscere il ruolo di sentinelle del mare ai pescatori, unici soggetti in grado di contribuire concretamente e giorno per giorno al recupero dei rifiuti in plastica in mare. Esperienze che sono già partite con notevole successo in alcune marinerie e che vanno sostenute con decisione, unitamente all’attivazione di un efficace sistema di raccolta differenziata all’interno delle aree portuali”.

“La legge approvata quest’oggi dalla Commissione Ambiente – aggiunge Biancani - si inserisce perfettamente in questa logica, andando però alla fonte del problema, cercando di indirizzare alcune scelte, orientandole a buone prassi, e rivolgendosi, in modo particolare, ad alcuni di quei soggetti che, fino ad oggi, hanno fatto uso di materiali in plastica monouso. Regione, Province, Comuni, ma anche società partecipate, ospedali e strutture sanitarie, mense scolastiche e universitarie, gestori di stabilimenti balneari e attività economiche in aree demaniali, chiunque organizzi manifestazioni o eventi avvalendosi di contributi regionali o del patrocinio della Regione dovranno pertanto attenersi alle disposizioni che fanno divieto, per tali soggetti, di utilizzare prodotti in plastica monouso. Diversi i prodotti vietati individuati dalla legge, tra i quali posate, bicchieri e piatti di plastica, cannucce, contenitori in polistirene. I prodotti consentiti per il monouso saranno esclusivamente quei materiali definiti riciclabili, biodegradabili o compostabili, mentre continueranno ad essere utilizzabili quelli per le finalità medico-sanitarie.

“L’utente – precisa Biancani – potrà comunque continuare ad usufruire degli stessi servizi erogati da quei soggetti, ma con materiali ecocompatibili”. Infine, molto significativa risulta essere la previsione, inserita nell’elenco delle azioni vietate, del divieto di fumo nei tratti di arenile non provvisti di appositi contenitori per la raccolta dei filtri, messi a disposizione dal concessionario o di cui la persona si è premunita. E’ fatta salva la possibilità per le amministrazioni comunali adottare ordinanze ancora più restrittive rispetto a quanto previsto dalla legge e sono, inoltre, indicate sanzioni di carattere pecuniario per i trasgressori. Per quel che riguarda le tempistiche, la legge diverrà pienamente operativa entro novanta giorni dall’approvazione in Aula, tempo necessario per consentire ai soggetti interessati di definire le proprie modalità attuative.

La norma prevede, inoltre, la possibilità di utilizzare i materiali in plastica già acquistati, al fine di smaltire le scorte, entro il 31 marzo 2020.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-06-2019 alle 15:26 sul giornale del 27 giugno 2019 - 883 letture

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