Profili critici della nuova legittima difesa, avvocati e magistrati a confronto

4' di lettura 20/06/2019 - Avvocati e Magistrati si danno appuntamento a Pesaro, giovedì 20 giugno, ore 15.30, nella sala Sant'Elmo presso il Cruiser Hotel, per confrontarsi ed approfondire i profili critici delle modifiche legislative, in vigore da circa un mese, in tema di “legittima difesa”.

A partecipare saranno il Sostituto Procuratore Dr.ssa Silvia Cecchi, in rappresentanza della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pesaro, che illustrerà le innovazioni normative ed affronterà le problematiche afferenti l'imputazione, il Prof. Marziano Cerisoli, Docente di Psicopatologia forense, che tratterà la tematica della valutazione psicologica e della valutazione psichiatrica dei profili emotivi, il Prof. Avv. Lucio Monaco, Ordinario di Diritto Penale presso la Facoltà di Giurisprudenza della Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, che esporrà gli aspetti sistematici della riforma e le questioni di legittimità costituzionale che si prospettano all'orizzonte.

A promuovere l’appuntamento è la Camera Penale “Vittorio Pieretti” di Pesaro, con il patrocinio dell'Ordine degli Avvocati di Pesaro. Sono assolutamente fuorvianti e pericolosi quei messaggi politici che strumentalizzano il diritto penale. Affermare che solo da oggi, con la riforma in vigore, sia legittimo difendersi da chi si intoduca illegittimamente in casa o in un negozio, non è assolutamente vero. Ipotizzare, immaginare, che ora chi reagisca non possa più essere indagato, sospettato e non possa più rimanere per mesi o anni sotto indagine significa fuorviare la pubblica opinione. I giuristi ben sanno che, i già pochi procedimenti penali per questioni di legittima difesa, continueranno ad essere iscritti nel registro delle notizie di reato ed a celebrarsi come lo è stato sino ad oggi.

L'interpretazione del Presidente Mattarella sulla riforma della legittima difesa ha vanificato l'intero impianto normativo e ne ha evidenziato la sterile natura propagandistica. Le raccomandazioni del Presidente Mattarella sono una circostanza eccezionale, se non addirittura unica. Esse confermano la fondatezza delle perplessità di ordine costituzionale immediatamente sollevate dall'U.C.P.I. - Unione delle Camere Penali Italiane, dalla Associazione Italiana dei Professori di Diritto Penale e dalla Associazione Nazionale Magistrati. Avvocati, Pubblici Ministeri e Giudici non potranno ignorare il significato della lettera del Presidente Mattarella. La comunicazione con cui è stata annunciata e declamata la riforma della legittima difesa ha trasmesso un messaggio che degrada il valore di beni fondamentali, quali il diritto alla vita.I procedimenti penali aventi ad oggetto fatti di reato che afferiscono questioni di legittima difesa domiciliare hanno una consistenza effettiva inversamente proporzionale alla enfatizzazione populista ed al clamore mediatico.

Da oggi, paradossalmente, ad avere maggiore timore, dovranno essere proprio i cittadini. Chi, purtroppo, commette reati in modo professionale per sostentarsi, proprio sulla scorta dei numerosi e ripetuti distorti messaggi mediatici, probabilmente sarà portato a decidere di sparare od aggredire un attimo prima, invece di limitarsi a minacciare. Sicchè, forte e stringente è l'esigenza di criticare e contrastare l'idea che dalla criminalità debbano difendersi i cittadini, armandosi. La criminalità dovrà essere fronteggiata solo dallo Stato. Di contro, l'idea oggi comunicata, mette a repentaglio la stabilità dell'ordine giuridico e contrasta con i principi della democrazia liberale e del diritto penale che non può che essere, a sua volta, altrettanto liberale. Vi è una attribuzione di significato non rinunciabile al sintagma “diritto penale”: quella che pone l'accento sul primo termine “diritto”, a scapito di una prevalenza della funzione del punire. Il diritto penale “liberale” fornisce, nel nostro campo, gli argini da opporre al facile asservimento dell'afflizione punitiva al perseguimento di ideologie o scorciatoie demagogiche.

Da queste e da altre riflessioni, l'Unione delle Camere Penali Italiane ha promosso il concepimento, la scrittura e la pubblicazione, avvenuta lo scorso 10 maggio 2019, del “Manifesto del Diritto Penale Liberale del Giusto Processo”: una riflessione articolata e stimolante, con l'obiettivo di fissare i principi irrinunciabili ai quali deve ispirarsi la legge penale e processuale quale immaginata e voluta dai padri costituenti, ed intorno ai quali sono invitati a riconoscersi tutti coloro che credono nella irrinunciabile centralità di quei valori per il destino stesso della nostra democrazia.

In epoca di populismi avvertiamo tutta l’urgenza di ricostruire una larga unità di giuristi attorno al tema del rapporto tra effettivo funzionamento del sistema penale, diritti fondamentali delle persone, garanzie costituzionali. Si tratta, in fondo, di rimettere al centro del dibattito culturale la questione del valore autentico del garantismo. Come ha scritto Nadia Urbinati, “la legittimità del potere che deriva dal consenso democratico non rende la volontà politica meno pericolosa per la libertà personale, né per ciò stessa più innocua”.


   

da Camera Penale "Vittorio Pieretti" di Pesaro





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-06-2019 alle 00:15 sul giornale del 21 giugno 2019 - 1212 letture

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