I Lions riportano alla ribalta i mosaici pesaresi

5' di lettura 20/05/2019 - I Lions Club cittadini Host e Della Rovere hanno dedicato l'ultimo inter meeting ad un tema che è stato e rimane sempre desto nel cuore dei pesaresi, vale a dire, "I mosaici del Duomo: un tesoro prezioso".

A tal fine sono stati invitati all'incontro due personalità: il dott. Giovanni Migliaccio, napoletano di nascita, ma pesarese d’adozione, un fervente ed appassionato erudito, da oltre vent'anni, d'arte antica ed il dott. Daniele Vimini, vicesindaco, assessore alla Bellezza ed alla Vivacità, con deleghe alla cultura ed al turismo, anch'egli particolarmente interessato a questo argomento.

Il presidente del Della Rovere Alberto Paccapelo ha precisato di essere lieto per il coinvolgimento, nella circostanza, di un esperto in materia e di un politico avveduto. I mosaici del nostro Duomo, sino al 1866, non si sapeva che esistessero e soltanto, dopo il 2000, è stato possibile prenderne visione. Se ne approfondirà l'aspetto simbologico e si proporranno, altresì, gli interessi turistico culturali ad essi correlati.

Pure il presidente dell'Host Marco D'Angeli si è rallegrato per la partecipazione di due noti oratori e per l'arricchimento che si potrà trarre dal tema che è stato, opportunamente, prescelto. Ha aggiunto che, dopo il rinvio per le condizioni avverse, sabato mattina 1 giugno si ripeterà, quest'anno, il service "Spiagge e fondali puliti", con l'adesione di tutti i Sodalizi Lions della Zona A. A Pesaro si provvederà alla pulizia di Baia Flaminia.

Marco Ferrara, presidente del locale Leo Club, ha esposto il progetto finalizzato a raccogliere fondi, a favore dei ragazzi della Scuola di Wolisso in Etiopia, per realizzare un campo polivalente. Sono state, pertanto, organizzate due serate: "Meleodia", basata su un concerto ed "Aperitivo letterario", ove saranno effettuate letture di esperienze maturate in terra africana. Dopo la premiazione del socio Paolo Bartorelli dell' Host per 15 anni di appartenenza al Sodalizio, il dott. Migliaccio ha esordito, segnalando che la rilevanza di questi mosaici è di livello mondiale. Sono state menzionate varie figure storiche, da Giustiniano imperatore romano d'oriente per le sue conquiste motivate da fini religiosi, al generale Belisario che ha combattuto i Goti, a Narsete, fidato eunuco di Corte che ha lasciato la firma nel nostro Duomo vicino all'altare, al generale imperiale Giovanni, conquistatore dell'Italia, che sarà il costruttore del nostro Tempio e lo attesterà apponendo, anch’egli, la propria firma in prossimità dell'entrata. Questa Cattedrale acquista valore perché registra la presenza in Occidente di simboli orientali provenienti dall'impero Sasanide.

Attualmente attraverso i vetri, che in alcuni punti sostituiscono la pavimentazione, è possibile vedere soltanto una parte assai limitata del mosaico soprastante del VI secolo, nulla di quello sottostante del IV e V secolo, di maggior pregio, quindi, soltanto il 5 - 10 % del totale. Fruendo delle immagini di una rarissima pubblicazione della Curia, sono stati fatti vedere e commentati ad abundantiam entrambi i mosaici che si estendono per una superficie di 600 m quadri, soffermandosi sull’infinità di pesci, animali e sulle molteplici relative simbologie. La più famosa è quella della sirena bicaudata simbolo di fecondità.

Il dott. Vimini, dopo essersi felicitato con l'oratore per la sua dotta esposizione, con i Lions ed i Leo per la loro costante e valida opera di sussidiarietà a beneficio della città, ha puntualizzato che i mosaici sono un bene dello Stato, inseriti, nel nostro caso, all'interno di una Cattedrale, quindi, sempre con il doveroso rispetto per le esigenze del culto. Vi è stata di recente una tesi di laurea di uno studente pesarese al Politecnico di Ancona che ha prospettato una soluzione, con requisiti di attuabilità, per vedere al meglio questa bellezza. L'attuale mobile pavimentazione è costituita, infatti, da moduli, facenti parte di un reticolato rettangolare che poggiano su una base d'acciaio. Per l'85% sono costituiti da marmo, per il 15% dai finestroni. L'idea sarebbe di sostituire l'intero reticolato con altrettanti tasselli in vetro satinato, opacizzato che, in condizioni normali, non permettendo la visione, non sarebbero distraenti durante le funzioni religiose, ma quando occorre, nei momenti programmati di visione, illuminando opportunamente ogni singolo rettangolo, diventerebbero trasparenti, permettendo, quindi, una visione integrale di uno strato dei mosaici. Il costo sarebbe stimato al di sotto dei 2 milioni, quindi, una cifra non impossibile.

È stata, inoltre, segnalata una seconda opportunità. Come completamento del Museo G. Rossini di prossima apertura, sarà realizzato un teatro smontabile, quindi mobile, in grado di essere portato momentaneamente in altre sedi, con la capienza per 60 persone, ideato dal prof. Monacchi, che, quando rimane a Pesaro sarà ubicato, nella Sala delle conferenze dei Musei Civici. In tale teatro si è in grado di ascoltare un suono tridimensionale, con altoparlanti adeguatamente collocati. Avvalendosi di apposite telecamere e di un anello video di elevata definizione, sarà, dunque, possibile oltre che vedere i mosaici, ascoltare, ad esempio, pure un coro gregoriano. Sono oggi di moda le intermediazioni, i documentari, gli streaming per far conoscere e divulgare il nostro patrimonio culturale artistico. Per raggiungere, nel migliore dei modi, tutto ciò, occorre naturalmente un'azione corale del Comune e di tutti i partner, comprese le Associazioni dei service cittadine.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-05-2019 alle 10:05 sul giornale del 21 maggio 2019 - 780 letture

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