Pakistani a Pesaro e la piaga del caporalato

richiedenti asilo 1' di lettura 11/05/2019 - Quando lo scorso i Carabinieri arrestarono e denunciarono per intermediazione e sfruttamento di manodopera un imprenditore pakistano di 27 anni in quanto, in un vigneto a Isola di Fano, faceva lavorare in nero o con contratti irregolari 9 suoi concittadini, ponemmo una serie di domande.

Questo fenomeno di sfruttamento dei migranti riguarda solo il settore agricolo o anche altri settori? Vi è una rete od una organizzazione che agisce da intermediario tra questi pakistani e imprenditori locali per farli affluire nella nostra provincia e sfruttarne il lavoro?

Nonostante importanti ed oggettive difficoltà investigative, l’ottimo lavoro delle forze di polizia della nostra provincia, dopo il recente arresto di alcuni pakistani per spaccio di eroina, ha permesso di dare un duro colpo alla piaga del caporalato, addirittura commesso da imprenditori pakistani nei confronti di connazionali richiedenti asilo!

Il SIULP, supportato nei suoi interventi unicamente dal segretario Cisl Giovanni Giovannelli, il primo ad evidenziare pubblicamente il fenomeno del caporalato nella nostra provincia, fu ingiustamente accusato di diffondere dati falsi sul massiccio arrivo di pakistani nella nostra provincia, di fare allarmismo e persino di amplificare il fenomeno per fini politici!

La domanda di molti cittadini, come mai così tanti pakistani confluiscono proprio a Pesaro, ha perlomeno trovato una delle possibili risposte. Non ci eravamo inventati niente.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-05-2019 alle 09:46 sul giornale del 12 maggio 2019 - 1910 letture

In questo articolo si parla di attualità, siulp pesaro, richiedenti asilo

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