Omicidio Malipiero, la donna uccisa a botte e coltellate, Safri: "Non sono un mostro"

Zakaria Safri 1' di lettura 07/05/2019 - Si è tenuto ieri nell’aula del Tribunale di Pesaro il processo a Zakaria Safri, il 38enne accusato dell’omicidio di Sabrina Malipiero, la donna uccisa lo scorso 13 luglio in via Pantano a Pesaro.

Quello di Sabrina Malipiero è stato un omicidio feroce, questa la verità rappresentata anche dalle immagini mostrate in tribunale dal medico legale Adriano Tagliabracci. La vittima sarebbe stata accoltellata nove volte, tra collo e torace.

Secondo quanto ricostruito l'aggressione sarebbe iniziata con pugni al volto o forse sbattendo la 52enne col capo a terra. Il corpo della donna è stato trovato col naso rotto e senza due incisivi.

Poi l'aggressore sarebbe passato ai coltelli affondando nove colpi, uno dei quali fino a 11 centimetri di profondità e andando a perforare la pleura del polmone destro, un altro recide trachea ed esofago. A quel punto l'avrebbe trascinata agonizzante poco prima di morire dissanguata.

Un'impronta palmare sporca di sangue sul muro e il dna sotto le unghie della donna inchioderebbero Zakaria Safri, il 38enne marocchino accusato dell'omicidio.

In aula Safri si difende: "Non sono io il mostro, quando sono salito l'ho trovata in fin di vita e le ho tolto il coltello dalla gola".

La prossima udienza è attesa per il 15 maggio.

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Questo è un articolo pubblicato il 07-05-2019 alle 09:10 sul giornale del 08 maggio 2019 - 4198 letture

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