Risposta sull'intervento del Presidente della Regione Marche contro Montecopiolo e Sassofeltrio

Ceriscioli comitato per Montecopiolo in Emilia Romagna 4' di lettura 09/04/2019 - E' con una certa amarezza che leggiamo l'intervento del Presidente delle Marche, Luca Ceriscioli Ceriscioli riferendosi al nostro referendum dice che ci “darà battaglia in tutte le sedi”.

Questa affermazione ci sembra che vada oltre le righe e sia di scarsa rappresentatività istituzionale.

Una posizione di parte e arrogante non solo verso i cittadini di Montecopiolo e Sassofeltrio ma anche verso il Parlamento che il 12 marzo 2019 ha votato a grande maggioranza a favore del nostro passaggio in Emilia Romagna.

Non capita sempre di trovarsi un presidente di regione che si erge a condottiero di una battaglia contro i cittadini di due piccoli comuni, che hanno il solo torto di avere chiesto per ragioni sociali prima che politiche di unirsi ad altra regione.

Una richiesta consentita dall'art. 132 della Costituzione.

Ceriscioli richiama l'ennesima raccolta firme per interrompere ancora una volta al Senato l'iter legislativo. Cerca di confondere con i numeri o forse da professore di matematica prestato alla politica si è sbagliato con qualche altro problema aritmetico.

Al presidente diciamo che le firme vanno autenticate, verificate, conteggiate e sono comunque estranee al percorso legislativo previsto per le questioni elettorali e referendarie e pertanto non possono interromperlo.

Il risultato del nostro referendum del 24 e 25 giugno 2007, con 83% e 84% di SI di Montecopiolo e Sassofeltrio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 158 del 10 luglio 2007 ed è cosa diversa da una raccolta di firme qualsiasi. La raccolta di firme l'avevamo già conosciuta nel 2015 ed è riapparsa in questi giorni dopo il voto parlamentare, dove alcune associazioni pesaresi di categoria non sono state indifferenti.

Noi diciamo che in democrazia i risultati delle consultazioni elettorali si devono accettare anche se diversi da quelli attesi.

NEL MERITO

• Quando Ceriscioli richiama il Governo“...di tornare a coinvolgere i territori ascoltando la loro voce”, è un modo maldestro di spostare le sue responsabilità.
• Quando vuole bloccare nuovamente la conclusione dell'iter adducendo che le condizioni sono mutate, noi rispondiamo nella sostanza delle questioni dicendo che le condizioni sono certo mutate: ma in peggio.
• Quando dice che “...i cittadini hanno cambiato idea”, lo dice per nascondere il proprio fallimento politico che ha prodotto un forte esodo dalle aree interne della regione e ha visto lo smantellamento degli ospedali, la centralizzazione dei servizi sulla costa abbandonando le zone interne.
• Quando “...chiede al Governo di fermare l'iter... "ricorre ad una prassi politica inconsueta che esce dalle regole costituzionali.
• Quando sostiene: "...è quindi evidente che il Montefeltro vuole restare unito”, molto probabilmente conosce poco la geografia perché l'Alta Valmarecchia è Montefeltro e non ha nessuna intenzione di ritornare indietro.
• Quando dice che 12 anni dal referendum sono tanti e che va rifatto; non dice che questo ritardo è dipeso dall'ostruzionismo suo e dal resto dei capi PD della regione Marche.

Sulla qualità della battaglia di Ceriscioli e compagni, ci chiediamo:
1. Che battaglia è quella contro cittadini perlopiù anziani che chiedono di poter accedere ai servizi sociali e sanitari più vicini senza dover percorrere distanze e sopportare fatiche estenuanti?
2. Che battaglia è quella contro i cittadini di Montecopiolo e Sassofeltrio che sono alla ricerca di migliorare le proprie condizioni di vita e sociali e per questo chiedono di unirsi alle istituzioni coerenti al territorio?
3. Che battaglia é quella che nega i diritti costituzionali?

CONCLUSIONI

Chiediamo a tutte le forze politiche di assumere ciascuna le proprie responsabilità e di porre fine a questo accanimento politico contro Montecopiolo e Sassofeltrio.

Da anni sosteniamo la lotta per l'affermazione del risultato del nostro referendum, respingiamo con i nostri mezzi gli attacchi sistematici e coordinati portati avanti dalla Regione Marche, dalla Provincia di Pesaro-Urbino e dai politici marchigiani del PD.

A questi attacchi non ha sempre corrisposto per noi, un sostegno adeguato e all'altezza del profilo dello scontro, dalle istituzioni romagnole ed emiliano-romagnole e nemmeno dai gruppi PD e Leu parlamentari che hanno lasciato campo libero e scelto l'astensione.

Il 12 marzo 2019 la Camera dei deputati ci ha reso giustizia approvando il Disegno di Legge n. 1171-A per il passaggio di Montecopiolo Sassofeltrio in Emilia Romagna.

Ci auguriamo che questo avvenga al più presto anche al Senato.


   

da Comitato per Montecopiolo in Emilia Romagna







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-04-2019 alle 08:47 sul giornale del 10 aprile 2019 - 4125 letture

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