Piano d’accumulo capitale, uno strumento finanziario alternativo alla quota 100

3' di lettura 16/03/2019 - Le riforme pensionistiche che si sono susseguite (ed in certa misura inseguite) da circa un trentennio non hanno avuto altro effetto che rendere sempre più ostica l’uscita dal mondo del lavoro e sempre meno remunerativo il reddito da pensione.

Una situazione che, specie dopo l’intervento della Fornero, ha provocato una crisi sociale cui nemmeno il decreto relativo alla Quota 100 riuscirà, nel breve, a porre rimedio.

L’alternativa, per fortuna, non manca. Se lo Stato si è progressivamente disimpegnato su questo fronte, lo stesso non possiamo dire del mercato, il quale invece ha messo a disposizione una serie di strumenti per accompagnare il lavoratore verso una pensione adeguata al proprio standard di vita. Il PAC (Piano di Accumulo Capitale) è una di queste interessanti soluzioni.

Il grande vantaggio del Piano di Accumulo non sta certo nei rendimenti che offre, tendenzialmente abbastanza contenuti. Esso rappresenta però una soluzione per tutte le tasche, e garantisce una flessibilità che altre opzioni, altrettanto buone, non posseggono. Che cos’è un PAC? Banalmente, immaginiamo un grosso salvadanaio in cui, ogni mese, inseriamo una parte del nostro capitale. A fine anno, quel salvadanaio conterrà una data somma, alla quale abbiamo volontariamente rinunciato per poterci permettere, ad esempio, una vacanza. Ecco, con il PAC funziona più o meno così, con la differenza che quel capitale, anziché rimanere immobile come se fosse in un salvadanaio, viene investito in altri strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, quote di fondi ecc.), con l’obiettivo di generare un piccolo profitto extra. Come detto, il vantaggio risiede nella flessibilità. Con il PAC il risparmiatore che intenda accedere all’investimento può decidere quanto versare mensilmente, se modificare il proprio versamento in corso d’opera ed anche, eventualmente, di sospenderlo.

Secondo gli esperti, un buon PAC dovrebbe durare almeno 6-7 anni. Per questa ragione, è fondamentale avere un orizzonte lungo sulla propria prospettiva di vita, in modo tale da pianificare le scelte in campo economico in maniera ponderata. Chiaramente, non è sempre facile, ed occorre quindi sapersi muovere con grande attenzione.

Il PAC infatti presenta molti vantaggi, ma anche qualche nota dolente. L’accantonamento costante di una somma, innanzitutto, significare incentivare al risparmio, anche se quella somma rimasse la medesima (come se fosse stata messa, dicevamo, in un salvadanaio); l’investimento, tuttavia, mette al riparo il capitale dall’inflazione, e rappresenta pertanto un’opzione altamente consigliata. Altro punto di forza, la diversificazione. Di norma, chi gestisce un PAC investe ad ampio raggio, puntando su più mercati e più strumenti finanziari, in modo tale da coprire eventuali, e sempre possibili, passivi. La durata del PAC, inoltre, consente anche di sostenere più facilmente il corpo a corpo con la volatilità dei mercati, poiché ad una congiuntura sfavorevole in un dato periodo, ed in un dato mercato, corrisponde poi sempre una ripresa da qualche altra parte, in qualche altro momento. Gli esperti, a tal proposito, parlano di “eliminazione della componente stagionale”.

Gli aspetti negativi, invece, sono rappresentati in prima battuta dai costi, che in taluni casi assumono forme decisamente eccessive, specie all’inizio (con commissioni di performance anche al 25-30%). In secondo luogo, proprio il timing rischia di trasformarsi in un boomerang. Ad un certo punto, infatti, il PAC volge al termine, ed occorre vendere le quote acquistate durante il ciclo di vita. Che succede se, proprio in quel frangente, i prezzi hanno subito un ribasso? Esattamente quello che si immagina, ossia un calo netto del guadagno prospettato. Per questo motivo, in genere, le performance non sono altissime. Naturalmente, si può intervenire riducendo l’entità del versamento quando si avvicina la scadenza del PAC.

Il PAC non è solo uno strumento per la pensione, ma data la situazione attuale, sarebbe opportuno tenerne conto anche da quel punto di vista.






Questo è un articolo pubblicato il 16-03-2019 alle 20:35 sul giornale del 16 marzo 2019 - 561 letture

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