Violenze sul treno, scarcerato congolese, Lanzi (Siulp): "E' vergognoso che non debba passare un solo giorno in galera"

arresto polizia 21/10/2018 - Mentre infuria il dibattito politico sulla torre panoramica preferita alla ruota panoramica, sul tema della sicurezza, a parte le preoccupazioni espresse dai cittadini, sono rari gli interventi dei nostri rappresentanti politici locali, sia di governo sia di opposizione.

Ciò che è avvenuto sul treno regionale venerdì scorso è un fatto per vari aspetti molto grave che, sorprendentemente, non è stato stigmatizzato o censurato da nessun esponente politico. Innanzitutto, non abbiamo letto neanche una sola parola di ringraziamento o di plauso nei confronti del carabiniere forestale, del poliziotto e del finanziere che hanno affrontato con coraggio il cittadino di origini congolesi Mondele Mambulu Matukae che, dopo aver aggredito la capotreno, con calci, pugni e spintoni si è rivolto contro i tre appartenenti alle forze di polizia, minacciandoli anche con frasi come “Vi sparo, vi mangio vivi, vengo a trovarvi ad uno a uno”.

Per accompagnare il Mondele in Questura sono dovute intervenire due Volanti e una Gazzella dei Carabinieri. Per lungo tempo anche in Questura il Mondele ha continuato a tenere atteggiamenti aggressivi. La speranza di poter celebrare nella stessa giornata il relativo processo per direttissima è sfumata, sembra per l’assenza di un cancelliere. Il processo è stato rinviato al giorno dopo, con la conseguenza che in fretta e furia l’Ufficio servizio della Questura ha dovuto attivarsi per richiamare da casa dei colleghi disponibili a vigilare il cittadino congolese nell’arco delle successive 24 ore, sino al sabato mattina. Inoltre, venerdì sera, il Tribunale ha emesso l’ordine di scarcerazione per un cittadino albanese considerato socialmente pericoloso, per il quale è si è dovuto istituire, in attesa dell’esecuzione del decreto di espulsione, un servizio di piantonamento sino alla mattina dopo.

Non avendo celle o camere di sicurezza a norma, per controllare i due fermati oltre ai colleghi richiamati da casa in servizio, altri colleghi si sono trattenuti in straordinario ed è stato fermato l’unico equipaggio di Volante disponibile sul territorio nel corso della notte. Il Mondele ha sempre tenuto una condotta irridente nei nostri confronti, senza mai mostrare alcun pentimento, pentimento che ha solo esternato nel corso del processo. La sentenza del Tribunale ha convalidato l’arresto del Mondele condannandolo ad un anno e quattro mesi ma, nel contempo, rimettendolo subito in libertà. E’ vergognoso che in un Paese come il nostro chi pone in atti comportamenti così violenti senza alcuna ragione, mettendo a rischio l’incolumità fisica di molte persone, non debba passare un solo giorno in galera.

E’ evidente che fatti come questi, nel loro complesso, rafforzano sensi di frustrazione e demotivazione in tutti gli operatori delle forze di polizia. Ancor più grave è l’assenza di parole di condanna del fatto e di solidarietà nei confronti del capotreno e dei tre operatori delle forze di polizia da parte della politica, probabilmente distratta da altre priorità. Il SIULP chiede che tutta la società civile prema e si impegni a modificare un impianto legislativo che oramai permette a troppi delinquenti di restare, di fatto, impuniti.


da Marco Lanzi
Segretario Provinciale Siulp Pesaro 




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-10-2018 alle 16:41 sul giornale del 22 ottobre 2018 - 4959 letture

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