Nuovi locali per il Ceis, Ricci: "Riconoscimento per il 25esimo di don Gaudiano"

4' di lettura 04/10/2018 - Dopo 5 lustri, «il prete degli ultimi» continua a scuotere le coscienze. Attraverso l’eredità (tangibile) delle opere: da Casa Moscati al Centro per l’handicap, passando per il Servizio sollievo del Ceis e il Centro interculturale per la pace.

Non a caso, per la presentazione delle iniziative nel ricordo di don Gaudiano, a 25 anni dalla scomparsa, la scelta ricade sulla Comunità di via del Seminario. Con i rappresentanti delle strutture di accoglienza: «Un luogo da cui tutto è nato – spiega il sindaco Matteo Ricci, affiancato dagli assessori Giuliana Ceccarelli e Sara Mengucci -. Da qui il pensiero di don Gaudiano si è diffuso nella città, coinvolgendo tante persone che hanno creduto nei suoi valori. Pensava che una città guardata e costruita con gli occhi degli ultimi fosse più giusta. La sua eredità è un patrimonio culturale straordinario da difendere. A maggior ragione nell’epoca odierna che, spesso, mette in discussione la dimensione dell’accoglienza e della solidarietà. Anche per questo la giornata del 10 ottobre, tutti gli anni, è diventata un appuntamento fisso per riflettere e rilanciare i suoi valori. Quest’anno lo faremo con don Ciotti».

Nel mezzo, il punto sui nuovi bisogni: «La crisi ha generato necessità ulteriori, in una fase di risorse calanti – commenta il sindaco -. Il rischio del ridimensionamento c’è stato, ma abbiamo tenuto sulla rete dei servizi e sulla coesione sociale. Anche grazie alla grande collaborazione con l’associazionismo: un elemento distintivo della città, per gran parte frutto dell’intuizione di don Gaudiano. Che buttava il cuore oltre l’ostacolo, mettendo sempre prima il bisogno e l’ascolto dell’altro».

Così il sindaco annuncia il riconoscimento, nel 25esimo anniversario della morte: «Metteremo a disposizione nuovi spazi, intorno al centro storico, per le esigenze di sviluppo del Ceis. Una cosa concreta. Lo abbiamo già deliberato in giunta e stiamo ragionando su tre ipotesi (ex Bramante nella parte che resterà pubblica, via della Vetreria o l’attuale area del bocciodromo in via Foscolo, che sarà demolito, ndr) per le attività del Centro diurno handicap e per Il Porto Ceis - Teatro Gallegiante. Sceglieremo insieme al Ceis, in proiezione futura».

Osserva Ivano Dionigi, presidente della fondazione: «Sulla solidarietà, Pesaro ha fatto scuola in Italia grazie alle opere di don Gaudiano. Pensiamo al suo lavoro sulle tossicodipendenze, sui minori, sull’Aids. Abbiamo invitato don Luigi Ciotti perché a Torino, su scala più ampia, ha portato avanti un percorso simile. Quando morì don Gaudiano non riuscì a venire al funerale. Ma mandò una lettera toccante, che rileggeremo insieme il 10 ottobre. Don Ciotti e don Gaudiano consideravano l’uomo nella sua interezza, hanno dedicato l’esistenza a ‘saldare il cielo con la terra’. Due grandi testimoni. Ne parleremo con gli studenti e le scuole: da loro dobbiamo ripartire. Fino a 10 anni fa c’era ammirazione per chi si batteva per la giustizia e la solidarietà. Oggi sembrano parole divenute ‘sospette’ per chi cerca di realizzarle». Don Franco Tamburini, presidente Ceis: «Don Gaudiano ha fatto tutto con generosità. In via del Seminario si leggeva il Vangelo, poi è nato il resto. Nel segno del rispetto e della dignità, valori che contengono una dimensione culturale rilevante».

Mercoledì 10 ottobre, al teatro Rossini, le iniziative nel ricordo del «prete degli ultimi». Si parte con gli studenti: alle ore 8.30 lo spettacolo ‘Non c’è più…religione!’, curato da ‘Il Porto Ceis’ (il video del backstage nei canali social del blog ‘La forza di cambiare’, curato dal giornalista Alberto Pancrazi). «Ci saranno attori giovani. Rappresenteremo don Gaudiano a contatto con i ragazzi delle scuole, ripercorrendo alcune fasi della sua vita», evidenzia il coordinatore Giuliano Ferri.

Quindi, alle 10.30, il confronto tra i ragazzi e don Ciotti intorno al tema ‘Giustizia e solidarietà ancora possibili?’. Nel pomeriggio, alle 17, l’incontro con il fondatore del Gruppo Abele e la città al teatro Rossini: «Caino, dov’è tuo fratello?» è il titolo dell’appuntamento con don Ciotti aperto al pubblico. Chiusura con la messa alle 18.30 in Cattedrale, celebrata dall’arcivescovo Piero Coccia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-10-2018 alle 10:30 sul giornale del 05 ottobre 2018 - 2258 letture

In questo articolo si parla di pesaro, Comune di Pesaro, ceis

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