Coppia lesbica: mancata iscrizione allo Stato Civile di Pesaro

mani amore unione coppie gay 4' di lettura 21/08/2018 - La vicenda delle due mamme che hanno richiesto l’iscrizione di entrambe come genitrici del loro bimbo allo Stato Civile del Comune di Pesaro ci è nota, in quanto la coppia è oggi seguita dallo sportello legale di Arcigay Agorà.

Le due donne, dopo la nascita del bambino, avvenuta in Italia, si sono recate allo Stato civile per richiedere la formazione di un atto di nascita nel quale entrambe comparissero quali madri, tali essendo. Pur nel massimo spirito di collaborazione da parte dell'Ufficio, si sono però scontrate con il rifiuto opposto all'iscrizione del genitore non biologico, motivato dalla posizione negativa assunta in merito dal Ministero dell'Interno.

Sebbene nell'ambito di un quadro legislativo non chiaro in materia, è d'altra parte vero però che molti Sindaci (che ricordiamo sono Ufficiali dello Stato Civile) hanno deciso per la trascrizione di atti di nascita con genitori dello stesso sesso per i bambini nati all'estero o per la formazione dell'atto di nascita con genitori dello stesso sesso per i bambini nati in Italia (Milano, Torino, Firenze, Bologna per citare le principali), allo scopo di tutelare il superiore interesse del minore. Le decisioni di questi sindaci, spesso impugnate dalle procure, sono state confermate anche dall’autorità giudiziaria: ricordiamo solo il recente decreto del tribunale di Pistoia dello scorso cinque luglio su un caso analogo.

In tale decreto si legge che “il diritto alla genitorialità, e ancor più alla bigenitorialità, è un diritto prima di tutto del minore ad instaurare relazioni affettive stabili con entrambi i genitori, sia quando lo stesso sia stato concepito biologicamente che a mezzo delle tecniche mediche di cui alla PMA”; e ancora: “Il figlio voluto dalla coppia omosessuale attraverso il ricorso alla PMA deve trovare tutela anche sotto il profilo giuridico”. Basterebbe citare questi stralci della decisione di Pistoia per chiudere la questione una volta per tutte.

Che il dato della provenienza genetica non costituisca oggi un requisito imprescindibile della famiglia è ormai d'altronde evidente e chiaro alla società, oltre che alla giurisprudenza. La Corte Costituzionale (n. 162/2014) ha da tempo infatti chiarito che “il progetto di formazione di una famiglia caratterizzata dalla presenza di figli, anche indipendentemente dal dato genetico, è favorevolmente considerata dall’ordinamento giuridico, in applicazione di principi costituzionali, come dimostra la regolamentazione dell’istituto dell’adozione”.

Ma in questo paese pare che questa sia ormai la prassi: tutte le volte in cui la politica è stata pavida, ci ha dovuto pensare la Magistratura. Le due mamme saranno quindi costrette a proporre un ricorso all’autorità giudiziaria con l’unico fine di tutelare il legittimo e predominante interesse del bambino a vedere riconosciuto il ruolo di genitori alle due persone che lo hanno voluto e se ne stanno prendendo cura, poiché siamo anche noi convinti che occorra “puntare a un obiettivo di civiltà” come dice Cristina Tedeschini, capo della Procura.

Ci sia permessa un’ultima nota verso chi, rinunciando a una scelta certamente praticabile alla luce della giurisprudenza richiamata, ha quantomeno peccato di coraggio nella vicenda, e cioè il Sindaco quale Ufficiale dello Stato Civile. Ricci conosce certamente la posizione in materia della Prefettura, organo locale del Governo, ossia quella dei ministri Salvini ("Famiglie con una mamma e un papà, niente fritti misti") e Fontana (“Le Famiglie Arcobaleno non esistono”), che a parole Ricci e il suo partito osteggiano. Spiace doverlo dire, ma dietro il tecnicismo burocratico traspare l'ombra di una scelta politica che ci amareggia: no alle Famiglie Arcobaleno. Ricci dice sempre di voler far diventare Pesaro più bella e accogliente: ecco, nel nostro piccolo vorremmo avanzare il dubbio che una città non diventa bella e accogliente solo con le biciclette, le frecce tricolore o le candele. Anche riconoscere diritti ai bambini delle nuove famiglie che si formano sarebbe un bel modo per far crescere Pesaro e renderla più bella per tutte e per tutti, che è anche l’obiettivo finale delle nostre associazioni e per raggiungere il quale saremmo più che felici di aprire un confronto con l’Amministrazione locale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-08-2018 alle 23:22 sul giornale del 23 agosto 2018 - 4175 letture

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