Festa della Repubblica: tre pesaresi da ricordare

bandiera italiana| 2' di lettura 06/06/2018 - Il 2 giugno, durante la celebrazione dell'Anniversario della Repubblica il Prefetto di Pesaro ha conferito numerose onorificenze a cittadini della provincia di Pesaro che furono internati nei campi di concentramento nazisti e diverse alla memoria, ricevendo la onorificenza gli eredi. Molte onorificenze dovrebbero essere conferite a persone che hanno compiuto atti anche altamente meritori che sono rimasti sconosciuti.

Tra questi vi sono tre cittadini pesaresi che durante l'ultimo conflitto mondiale anche senza rendersene conto hanno compiuto una impresa che certamente ha influito positivamente sulla considerazione degli Alleati angloamericani riguardo gli italiani considerati tutti fascisti anche dopo l'armistizio del 8 settembre.

La considerazione che gli Italiani erano gente di rispetto e di lealtà nei confronti degli Alleati, contribuì certamente anche l'impresa portata a termine da tre pesaresi che pur rischiando la vita hanno contribuito a tenere nascosti e a fare fuggire tre ufficiali inglesi del massimo grado che furono liberati l'8 settembre, ma ricercati dai fascisti e dai tedeschi e precisamente il Generale Philip Neame governatore della Cirenaica, il generale Tudor Boyd comandante delle forze armate corazzate in Africa e vincitore dell'esercito italiano comandato dal Gen. Graziani ed il comandante della RAF, l'aviazione britannica, in Africa.

Se la protezione e la difesa della libertà di questi generali, e non solo di questi, fu dovuta all' opera ed al coraggio di tanti personaggi importanti della Romagna, la fuga ed il raggiungimento dei tre generali ai loro reparti nell'Italia del sud, fu esclusivamente realizzata ad opera di tre pesaresi e precisamente l'ing. Ruggero Cagnazzo, Alftrdo Lisotti e Guido Canestrari.

Infatti i tentativi di imbarco nelle acque di di Gabicce e Cattolica, organizzati dal Generale Alexander e Montgomery fallirono tutti in quanto non inviarono, come d'accordo, il sommergibile agli appuntamenti per i quali erano stati mandati due ufficiali esperti in trasmissioni e così fallirono i tentativi di fuga organizzati d'accordo con il gen. Alexander dall' ufficiale Italiano Bruno Vailati, mentre il piano organizzato dal pesarese Cagnazzo, con l'aiuto anche degli altri pesaresi andò a buon fine permettendo ai fuggitivi di raggiungere Termoli occupata dagli inglesi e così essere ricevuti da Winston Churchil a Marrachesh. Il bello – sarebbe meglio dire il brutto- fu che di tutti quelli che aiutarono la fuga, solo il Canestrari ed il Lisotti patirono le conseguenze del loro generoso comportamento perchè solo loro furono denunciati da un loro amico ebreo e, nella Pasqua del '44, arrestati e torturati dai fascisti e processati dalla Gestapo davanti al tribunale tedesco di Bologna.

Se quanto sopra è vero, come è vero, un riconoscimento alla memoria, appare doveroso.

Doveroso ricordare questi pesaresi che senza alcun specifico dovere hanno compiuto questa impresa di alto valore civile.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-06-2018 alle 11:08 sul giornale del 07 giugno 2018 - 1179 letture

In questo articolo si parla di attualità, bandiera italiana, Emilio Comandini

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