Vivere Critico, un omaggio allo scrittore americano Philip Roth: il rimpianto del Premio Nobel mancato

2' di lettura 26/05/2018 - “La vita è solo un breve periodo di tempo nel quale siamo vivi”: così scrive Philip Roth nel suo grande capolavoro, “Pastorale Americana”. Tre giorni fa (22 maggio 2018) lo scrittore statunitense è deceduto a 85 anni, in un ospedale di New York, a causa di un’insufficienza cardiaca.

Già negli anni precedenti aveva sofferto di disturbi di salute quali un esaurimento nervoso e un trattamento medico sbagliato che gli causava insonnia. Tuttavia non ci si aspettava che Roth ci abbandonasse così presto, senza aver terminato la propria carriera con il meritato Nobel. Lo scrittore, infatti, era stato nominato più volte per vincere il Nobel per la Letteratura ma invano. Amato dai lettori di tutto il mondo, ma criticato per il suo linguaggio troppo irriverente. Nonostante ciò ottenne numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Pulitzer per la narrativa nel 1998, proprio grazie al romanzo “Pastorale Americana” (da cui è stato tratto un film diretto e interpretato dal regista scozzese Ewan McGregor). La sua carriera come scrittore iniziò con la pubblicazione di “Addio, Columbus e cinque racconti” del 1959 e terminò con “Nemesi” del 2010, un romanzo ambientato nel New Jersey nel 1944. Il 10 novembre 2012, infatti, annunciò pubblicamente: «Alla fine della sua vita il pugile Joe Louis disse: "Ho fatto del mio meglio con i mezzi a mia disposizione". È esattamente quello che direi oggi del mio lavoro. Ho deciso che ho chiuso con la narrativa. Non voglio leggerla, non voglio scriverla, e non voglio nemmeno parlarne». Così si congeda ai suoi lettori, ancora amareggiati per la notizia e preoccupati per la volontà post-mortem dello scrittore. Ancora in vita, Roth diede istruzioni precise ai familiari: quelle di distruggere il suo archivio personale nel momento in cui egli fosse morto. Dunque ora resta solo aspettare se la famiglia rispetterà la sua decisione o se risponderà agli interessi dei suoi fan più accaniti e della critica, che dal 2012 aspetta ancora di leggere qualche inedito di questo personaggio. Nel frattempo consoliamoci con la notizia che Einaudi ha racchiuso tutti i saggi dello scrittore in “Perchè scrivere? Saggi 1960-2013”, che uscirà nelle librerie a fine ottobre 2018.

Sara Albertini

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Questo è un articolo pubblicato il 26-05-2018 alle 09:14 sul giornale del 27 maggio 2018 - 884 letture

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