Riqualificazione via dell'Acquedotto, da zona di degrado ad area opportunità. Ecco il progetto

Riqualificazione via dell'Acquedotto 3' di lettura 28/03/2018 - "Grazie alla trasformazione urbanistica inserita nel bando periferie, finanziato con 11 milioni e 200mila euro, l'area di via dell'Acquedotto, gradualmente, nel giro di pochi anni, passerà da zona di degrado ad area opportunità", spiega il sindaco Ricci. GUARDA LE FOTO DEL PROGETTO.

Una riqualificazione ben definita che attraverso il progetto dall’architetto Marco Tamino restituirà alla città un nuovo "luogo" lontano dal degrado, caratterizzato da quattro obiettivi principali: la riconnessione dell’area alla città, la creazione di un vasto sistema ambientale protetto da sistemi di controllo informatico, la creazione di poli di aggregazione collettiva, la forte attenzione al design.

Il progetto architettonico per la zona di via dell’Acquedotto a Pesaro è stato illustrato da Abitare.it, rivista leader che si occupa di architettura e design internazionali. Riportiamo l'articolo a firma di Irene Guzman.

Pensato dall’architetto Marco Tamino in collaborazione con il Servizio pianificazione urbanistica e nuove opere del Comune, è il primo passo di un più ampio programma di rigenerazione urbana che nell’arco dei prossimi dieci anni toccherà molte altre aree e contenitori urbani dismessi della città. Fortemente voluto dall’amministrazione del sindaco Matteo Ricci e finanziato dal bando Periferie (nell’ambito del “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia”), il progetto riguarda una superficie di 49mila metri quadrati tra le più interessate da una progressiva marginalizzazione, da un forte degrado ambientale e da significativi problemi di sicurezza pubblica.

Quattro gli obiettivi principali: primo tra tutti, la riconnessione dell’area alla città, con la valorizzazione del vicino polo di scambio della stazione ferroviaria e con la creazione di nuove piste pedonali e ciclabili, di un ponte e due sottopassi ferroviari che estendono la “ciclopolitana”, il sistema della mobilità sostenibile sviluppato nel territorio pesarese. In secondo luogo, la creazione di un vasto sistema ambientale protetto da sistemi di controllo informatico che comprendono telecamere a circuito chiuso, controllo degli accessi con lettura delle targhe e servizi anti-aggressione con una centrale di controllo attiva giorno e notte.

Il terzo focus si concentra sull’introduzione di funzioni urbane attrattive utili a creare poli di aggregazione collettiva: caffetterie, ristoranti ma anche luoghi di intrattenimento culturale e musicale (dal 2018 Pesaro è “città della musica Unesco”), per il tempo libero e per lo sport, che rappresenteranno anche nuove opportunità economiche e occupazionali. Verrà introdotto, proprio in questa direzione, un prototipo di smart house realizzato con tecnologie innovative a basso impatto ambientale (Nzeb – Nearly zero energy building), pensato anche per soluzioni di co-housing e co-working.

Ultima, ma non meno importante, è la forte attenzione al design materializzata da un sistema di servizi e di piazze realizzate su piattaforme lignee soprelevate che si confondono nella ricca vegetazione fluviale spontanea e si affacciano sull’argine del Foglia, recuperando un rapporto storico dimenticato tra la città e il suo fiume. I nuovi elementi architettonici, che giocano sul rapporto interno-esterno e sull’uso della luce, possono ricordare gli spazi berlinesi che da qualche anno sorgono sulla riva dello Sprea o il lungo Senna parigino e nello stesso tempo si confrontano con i valori del “luogo” e con quell’architettura “de loisirs” che caratterizzava le spiagge pesaresi di tradizione novecentesca. L’avvio dei lavori è previsto per l’inizio del 2019.








Questo è un articolo pubblicato il 28-03-2018 alle 10:18 sul giornale del 29 marzo 2018 - 4012 letture

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