Tutto esaurito per le conferenze su Pirandelllo. Tanti giovani alla scoperta del grande scrittore e uomo di teatro

conferenze su Pirandelllo Paolo Montanari 3' di lettura 28/10/2017 - Le prime due conferenze dedicate a Luigi Pirandello a 150 anni dalla nascita, hanno avuto un consenso di pubblico ininmaginabile, oltre ogni previsione.

La sala conferenze della libreria coop in corso XI settembre non è riuscita a contenere il pubblico che oltre a stare in piedi si è dovuto collocare negli spazi adiacenti, per permettere di ascoltare le prime due tematiche legate al grande scrittore e drammaturgo siciliano.

Nella prima conferenza il prof.Salvatore Ritrovato docente di Letteratura italiana all'Università di Urbino, ha svolto una relazione su Pirandello e la letteratura. Pirandello risente della sicilianità, della cultura positivista che si sta diffondendo in Euroipa, della psicoanalisi di Freud. Non vive dunque relegato nella sua Sicilia, anche se i costumi, le regole, la religiosità della sua terra sono sempre presenti nelle sue novelle, racconti fantastici, che poi si trasformeranno anche in opere teatrali e cinematografiche come la Giara. Eppure Pirandello come tanti scrittori del suo tempo fece all'inizio il copia incolla da altre opere ormai sconosciute,surclassate dal genio pirandelliano, che poi ha plasmato e ha dato vita a nuova linfa narrativa.

Il tema della narrazione è stato ripreso dal giornalista e critico letterario, Paolo Montanari, nella sua introduzione alla seconda conferenza del prof. Roberto Rossini, docente, attore e regista, che ha presentato per l'occasione un progetto per la scuola sul teatro di Pirandello. Per Montanari, il teatro di Luigi Pirandello nasce dalle novelle che sono dialogate. Il teatro viene inteso come degradazione dell'opera d'arte. Secondo Pirandello la vita non è altro che teatro, che è il luogo più idoneo per rappresentare le maschere sociali. In tutto Pirandello, ha fatto 43 opere teatrali, alle quali da un titolo complessivo: Maschere nude. E' stato scelto questo titolo perché nelle opere viene messa a nudo la verità nascosta, il mondo interiore dell'uomo. E i temi che vengono messi in scena corrispondono all'opera narrativa pirandelliana: il contrasto tra l'essere e l'apparire, crisi d'identità, solitudine dell'uomo.

Il teatro di Pirandello viene definito di tortura perché ci invita a riflettere sull'esistenza. L'opera che raggiunge l'apice di questi aspetti è certamente Sei personaggi in cerca d'autore. L'opera più moderna e vicina a noi. I personaggi di quest'opera teatrale non hanno un ruolo e ognuno rappresenta il proprio dramma. Dunque viene evidenziato il contrasto tra persona e personaggio, cioè tra vita e forma. La novità introdotta con il teatro pirandelliano e che non esistono più barriere tra palcoscenico e platea.

Il tema dell'identità e della sua frantumazione è stato analizzato da Roberto Rossini, che ha fatto una analogia fra Pirandello e Svevo. Due autori che respirano il nuovo clima culturale mitteleuropeo, il primo Pirandello perché insegna a Berlino e viene a contatto con la cultura non solo freudiana, ma anche dell'espressionismo tedesco, il secondo perché triestino, crocevia di culture diverse. Il tema della maschera, dell'ignoto, dello specchio sono alla base delle loro opere, con la differenza che l'opera teatrale di Pirandello, sta avendo grande fortuna in tutto il mondo e meno l'opera narrativa, mentre quella di Svevo è poco consciuta e nemo profeta in patria i due grandi scrittori sono più studiati all'estero che in Italia.






Questo è un articolo pubblicato il 28-10-2017 alle 15:07 sul giornale del 29 ottobre 2017 - 1800 letture

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