Stagione concertistica: venti minuti di applausi per il grande concerto di Mischa Maisky

Mischa Maisky 3' di lettura 23/10/2017 - Non poteva iniziare che con il grande concerto del violoncellista lituano di origine israeliana, Mischa Maisky accompagnato da I Virtuosi Italiani primo violino direttore Alberto Martini, la stagione dell'Ente Concerti di Pesaro giunta alla 58esima edizione in un teatro Rossini gremito di persone.

Un concerto da grande cartellone e quest'anno ha sottolineato il presidente dell'Ente Concerti, dottor Chiocci, il programma pesarese è da grande città e non ha nulla da invidiare a città italiane come Torino,Genova per esempio. Un programma variegato e una interpretazione sublime da parte di Mischa Maisky, che ha ricevuto venti minuti di applausi ed ha concesso due bis, Caikovskji e Bach. Un concerto in ricordo di Roberto Licini, sostenitore per tanti anni dell'Ente Concerti e al maestro Alberto Zedda. E in suo onore il programma ha previsto per primo la Sonata per archi n.3 in SOL che rientra nelle sei sonate a quattro che originariamente era intitolata Opera di sei sonate Composta dal sig.Gioachino Rossini in età di anni XII in Ravenna, 1804. Le Sei sonta a quattro sono pagine per contrabbasso ed archi composte per l'amico mecenate di Rossini, Agostino Triossi. La prima sonata eseguita mirabilmente dai Virtuosi Italiani è scritta in maniera tradizionale con tre movimenti: moderato,andantino e allegro, un movimento molto conosciuto in forma di rondò. Non vi sono influssi romantici nella sonata ma invece prevale la fantasia e la libera invenzione melodica.

Il Concerto n.1 in DO per violoncello e orchestra di Haydn anch'esso in tre movimenti: moderato, adagio e allegro molto, rientra nella trentina di concerti di Haydn scritti per vari strumenti. Opere di circonstanza come il primo Concerto eseguito con grande pathos da Maisky, che fu scritto tra il 1761 ed il 1765. Il suo manoscritto ebbe una storia travagliata: prima ritenuto perduto poi più tardi ritrovato al museo nazionale di Praga. Il primo movimento moderato procede quasi a ritmo di marcia e sta in bilico fra il concerto barocco e quello moderno. Nell'adagio le vibranti sonorità degli archi accompagnano il dolista in una atmosfera delicata. Infine l'Allegro conclusivo secondo i canoni settecenteschi, si ripresenta, in tono divertente e brillante con il ritornello iniziale.

Impegnativa l'esecuzione di Kol Nidrel, Adagio per violoncello e orchestra op.47 di Max Bruch. La composizione del musicista protestante Bruch, non è ebraica, ma in ogni caso il musicista vuole diffondere antiche melodie ebraiche del VII secolo. Bruch assegna in questo caso al violoncello di Maisky il compito di rappresentare la voce rapsodica del rabbino che intona un canto in sinagoga. Colpito dalla bellezza di questa Musica, Bruch realizza un'opera sublime da un punto di vista emozionale.

Infine le Variazioni su un tema per violoncello e or,chestra, op.33 scritte nel 1876, un vero e proprio omaggio a Mozart. Il titolo è legato al modello classico, ma Caikovsji lo utilizza per sviluppare il suo excurus malinconico che caratterizza tutta la sua opera.






Questo è un articolo pubblicato il 23-10-2017 alle 09:11 sul giornale del 24 ottobre 2017 - 1257 letture

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