Altra amara sconfitta per la Vuelle, Leka: "Orgoglioso di come ha lottato la mia squadra"

8' di lettura 15/10/2017 - Ancora una volta la fortuna ha detto no alla Vuelle sul parquet dell’Adriatic Arena. Hanno lottato come tigri i ragazzi in biancorosso contro la mandria di bisonti della Virtus Bologna, ma, come già era accaduto contro Brescia, sono stati due episodi in negativo negli ultimi secondi di gara a consegnare la vittoria in mano agli avversari.

Se poi ci mettiamo anche il fatto che la squadra di coach Leka ha dovuto fare a meno di Dallas Moore, cioè del suo principale punto di riferimento sul campo, costretto a lasciare il parquet per un brutto infortunio nel secondo quarto di gioco, allora davvero si può concludere che mai come stavolta si è confermato il detto: la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo.

La partita si è giocata praticamente alla pari per tutti i 40 minuti, anche se Bologna si è mantenuta quasi sempre avanti nel punteggio sia pure per poche lunghezze, grazie soprattutto ad un incontenibile Alessandro Gentile ed anche alla potenza fisica dei suoi lunghi e dei suoi esterni.

Si è giunti così all’ultimo quarto di gioco con la Vuelle che sfiora la parità in apertura grazie ad una bella triple di Bertone (62-63 al 31’). La Virtus prova a riprendere in pugno la gara piazzando un break positivo di 2-9 (64-72 al 33’), sfruttando soprattutto le troppe palle perse dei biancorossi (saranno ben 17 alla fine, contro le sole 11 dei bolognesi), ma la Vuelle reagisce alla grande e, con una fulminea entrata a canestro di Mika, si riporta al -2 al 37’ sul punteggio di 73-75. Lottano faccia a faccia le due avversarie, nel clima arroventato dell’Astronave. Due liberi di Ceron a –1’30” (75-77) alimentano ancora le speranze di vittoria dei biancorossi, ma è proprio a questo punto che avvengono i due sfortunati episodi che condannano la Vuelle alla seconda sconfitta casalinga: un tap-in tentato da Mika e risputato dal ferro ed una brutta palla persa da Mario Little, che impedisce ai suoi di sfruttare un prezioso possesso. Così la Virtus mette a segno il canestro decisivo con una prodezza di Lafayette e chiude la gara a suo favore sul punteggio di 75-81. Esultano i 200 tifosi bianconeri giunti a Pesaro al seguito della loro squadra, ma anche tutto il pubblico pesarese saluta con grandi applausi l’uscita dal campo dei ragazzi in biancorosso, testimoniando il grande apprezzamento che gli oltre 5000 presenti sugli spalti hanno avuto per la loro combattività ed il loro incrollabile impegno agonistico.

Su tutte ha brillato la prova di Alessandro Gentile, che ha segnato 27 punti con un pesante 12/20 da sotto canestro, catturato 7 rimbalzi e 4 palle recuperate. Ma è stata soprattutto il grande atletismo a tutto campo del giocatore e la sua micidiale capacità di attaccare il canestro in transizione che gli hanno permesso di mettere in panico la difesa di Pesaro per tutta la partita. Buone cose hanno fatto in maglia Virtus anche il play Lafajette (12 punti con 2/4 da tre e 3 assist) ed il pivot Slaughter (10 punti e 9 rimbalzi), ma quella dei bianconeri è stata essenzialmente una vittoria di squadra, fondata sulla saldezza difensiva a tutto campo e sull’enorme atletismo dimostrato da tutto il roster.

In maglia Vuelle non c’è stato invece un vero leader in campo: tutti hanno provato con orgoglio e grande impegno a dare il proprio contributo al gioco del collettivo, tanto che la gara si è conclusa con ben 5 elementi in doppia cifra. Il migliore in campo dei biancorossi è stato comunque Omogbo, che nonostante i 3 falli fischiatigli dagli arbitri in soli 15 minuti di gioco, ha chiuso con 12 punti e 13 rimbalzi, lottando come un leone sotto le plance contro lo strapotere fisico dei bolognesi. Ma molto valide sono risultate anche le prestazioni di Ceron (14 punti e 6 falli subìti) e di Monaldi (11 punti e 3 assist), quest’ultimo in grado anche di giocare da playmaker, per colmare il vuoto lasciato dall’uscita dal campo di Dallas Moore. Bene infine si sono comportati anche Mika (14 punti e 9 rimbalzi), ed il neo-biancorosso Little (13 punti con 2/4 da tre e molta aggressività in difesa). L’unica davvero deludente è stata invece la prova di Bertone, con soli 5 punti segnati, ben 6 palle perse e -2 di valutazione. Pablo, è ora che ti svegli!

Insomma, si può davvero concludere che, se una sfiga balena non avesse colpito la Vuelle privandola di Dallas Moore, cioè del suo giocatore più importante, forse ora tutta Pesarobasket sarebbe a festeggiare la prima vittoria casalinga dei suoi ragazzi. C’è da sperare solo che l’infortunio subìto dal play biancorosso non sia di quelli davvero seri, come purtroppo si è sentito ipotizzare dietro le quinte. Atteso già domani il referto degli accertamenti medici ai quali sarà subito sottoposto il giocatore.

E adesso veniamo alle interviste del dopo-partita, con Alessandro Ramagli che tiene subito a ricordare l’affetto che lo lega alla Vuelle da lui stesso riportata in Serie A1 dopo la retrocessione causata dal fallimento Amadio: “Per prima cosa, un abbraccio a tutta Pesaro, una città di intatta passione per lo sport dei canestri, che stasera ha portato sugli spalti oltre 5000 tifosi con un entusiasmo che davvero sbuccia il granito! E la sua squadra sta facendo un percorso di rapida maturazione davvero inatteso, anche se ancora non condito dai punti in classifica che avrebbe anche meritato. Da parte nostra, posso dirmi comunque soddisfatto di come la mia squadra ha tenuto in mano la partita con energia, pur senza mai riuscire ad ucciderla fino agli ultimi secondi di gioco. Però stavolta, diversamente da quanto fatto a Trento, abbiamo gestito con lucidità il finale di gara ed il risultato ci ha premiato. Ale Gentile, il migliore in campo dei nostri, ha dimostrato, con 27 punti realizzati, di avere molte cartucce nel suo fucile, ma mi aspetto di più dagli altri in fase offensiva. Un dato negativo della nostra prestazione è stato invece la scarsa percentuale dei rimbalzi catturati, con solo il 40% contro il 60% di Pesaro (ben 36 quelli della Vuelle contro i 25 della Virtus, N.d.R.), mentre siamo riusciti finalmente a controllare al meglio le palle perse (11 quelle della Virtus e 17 quelle della Vuelle, N.d.R.). Per fortuna, è finita bene, ed ora ci godiamo questa bella serata di vittoria con i nostri tifosi che in tanti ci hanno seguito”.

Ed ecco il commento alla gara di Spiro Leka, che dice di ritenersi comunque soddisfatto di come la sua squadra si è battuta sul campo: “Siamo rammaricati per il risultato finale che, come contro Brescia, ancora una volta non ci ha premiato, ma i ragazzi devono sentirsi ugualmente orgogliosi della prova che hanno offerto, lottando senza risparmio tutti assieme contro un avversario molto potente. Purtroppo quest’anno non siamo ancora mai riusciti a giocare col roster al completo, ed anche per questo i risultati finali non ci hanno premiato come avremmo meritato. La differenza stavolta l’ha fatta Gentile, che ha girato decisamente la gara a favore dei suoi con la sua grande efficacia offensiva. Abbiamo provato a fare su di lui raddoppi sistematici mentre palleggiava in avvicinamento al canestro, ma la sua fisicità ci ha impedito di frenarne le penetrazioni. Insomma, stasera Gentile ha fatto pentole e coperchi, come forse avrebbe però potuto fare per noi anche Dalla Moore, se fosse rimasto in campo. Comunque. Adesso comunque resettiamo tutto e guardiamo avanti, continuando a lavorare forte per migliorare nei nostri punti più deboli, ed anche per inserire al meglio il nuovo arrivato Little, che può sicuramente dare un buon contributo a questa Vuelle”.

Infine le parole di Diego Monaldi, intervenuto anche lui alla conferenza stampa dopo-partita: “Certamente Moore è stato finora un fattore importante per assicurarci un buon rendimento di squadra, e senza il suo contributo contro la Virtus siamo andati in difficoltà. Complimenti comunque ai nostri avversari, per l’atletismo e la forza difensiva che hanno saputo mettere in campo, ma anche stavolta sono stati gli episodi dei secondi finali di gioco che non ci hanno permesso di portare a casa la vittoria. Un grazie di cuore ai nostri grandi tifosi, che ci hanno sostenuto con passione per tutta la partita ed anche applaudito all’uscita dal campo nonostante la sconfitta”.

Ha assistito alla partita anche un mito del basket biancorosso: l’americano Mike Sylvester, leggendario uomo guida della VL Scavolini dei primi anni ottanta. Grande l’entusiasmo dei tifosi, che si sono stretti attorno a lui per dimostragli tutto il loro affetto.






Questo è un articolo pubblicato il 15-10-2017 alle 09:22 sul giornale del 16 ottobre 2017 - 1635 letture

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