Basket: le quattro verità che ci ha lasciato Reggio Emilia-VL Pesaro

4' di lettura 09/10/2017 - Nuovo (o quasi) appuntamento sulle colonne di Vivere Pesaro: giornata per giornata analizzeremo i quattro temi tattici della partita settimanale della VL Pesaro. Oggi è il turno della vittoriosa trasferta di Reggio Emilia.

REGGIO EMILIA, DODICI ANNI DOPO

Partiamo dal dato elementare: la VL sbanca il maledetto parquet del Pala Bigi. Buona notizia ai fini dell’obiettivo salvezza? Non solo. L’ultima volta che la squadra di Pesaro s’impose su questo campo fu 4600 giorni fa, il 27 febbraio del 2005: erano altri tempi, l’allora Scavolini, guidata dai 28 punti di Charles Smith e dai 12 di Sconnie Penn, sconfisse la Reggiana per 76-78 e si avviò verso la conclusione di un campionato tranquillo, terminato al nono posto. Il presente, lo sappiamo fin troppo bene, parla di atroci sofferenze e salvezze conquistate per il rotto della cuffia, ma con un gruppo così volenteroso, capace di ricucire ogni tentativo di fuga reggiana e di vincere un incontro che l’ha visto inseguire per lunghi tratti, in svantaggio anche di dieci lunghezze, il futuro appare per una notte più roseo.

LO STRANO CASO DI MARCO CERON

Sono appena trascorsi 80’ di gioco e abbiamo già potuto osservare tre differenti versioni del capitano. La prima, contro Brescia: go-to-guy a tratti svincolato dal sistema di gioco di Leka, solista da 18 punti con percentuali mortifere oltre l’arco. La seconda, nel primo tempo di Reggio Emilia: fantasma impalpabile che in 17 minuti di impiego fa registrare cifre orripilanti come 0/1 da due e 0/1 da tre. Il terzo, nel quarto e decisivo quarto al Pala Bigi: un 11 alla casella plus/minus figlio di 9 punti dal peso specifico incommensurabile. La tripla in transizione a 03:34 dalla fine dell’incontro e il canestro proibitivo in assenza di equilibrio contro l’intera difesa reggiana schierata a 02:32 dal gong, ovvero cinque decisivi punti nella volata finale, ci fanno credere che non possa che essere lui il leader maximo di questa formazione.

PLAYMAKER CERCASI

Potremmo parlare delle mostruose prestazioni di Moore (29 punti con l’80% da due) e Omogbo (20 punti + 10 rimbalzi) o del solido contributo di Mika, ma anche in una giornata così felice per la pallacanestro pesarese bisogna avere la lucidità di esaminare gli aspetti perfettibili del sistema di Leka: se l’arrivo di Little toglierà peso sulle spalle di Bertone (gravato di una responsabilità offensiva che lo induce a ben sei palle perse), c’è una domanda che non trova ancora risposta: chi è il vero playmaker di questa VL?

Il tabellino non inganni: i tre assist a testa di Ceron e Moore provengono da scarichi per il tiratore sul lato debole o da situazioni di transizione offensiva. Il più classico dei pick and roll è stato giocato in una sola occasione (24” al termine del terzo periodo) tra Moore e Ancellotti. Ecco perché crediamo che debba essere Monaldi il vero regista di questa formazione: al netto della sontuosa prestazione offensiva sfoderata dall’ex Sassari lo zero alla casella assist ci fa credere che l’aspetto del playmaking possa e debba essere migliorato.

VERDE PALLIDO

Da anni Reggio Emilia si distingue nel panorama cestistico italiano come piazza ideale per la crescita e la definitiva consacrazione dei migliori talenti nostrani. Domenica sera la nuova linea verde che risponde ai nomi di Della Valle, Mussini e Candi non ha convinto fino in fondo: se il primo si è ormai consacrato come garanzia in termini di realizzazione (24 punti con 5/7 da due, 8/8 ai liberi) e dedizione alla causa collettiva (2 palle recuperate e 3 assist), gli ultimi due hanno palesato tutti i limiti legati alla propria giovanissima età: mancanza di leadership e marginalità nelle azioni offensive, scarsa propensione alla chiamata del pick and roll (spesso giocato con Cervi dai Della Valle o Markoishvili) e, nel caso specifico di Mussini, enorme difficoltà nel contenimento delle esplosive penetrazioni di un pari ruolo come Moore. Il cinque di valutazione racimolato dai due è amaro e severo testimone.

Foto di copertina di Giulio Ciamillo






Questo è un articolo pubblicato il 09-10-2017 alle 20:00 sul giornale del 10 ottobre 2017 - 3933 letture

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