Grande partecipazione di pubblico al corso di storia del teatro alla associazione Maria Rossi

3' di lettura 07/10/2017 - Affrontare la storia del teatro dalle origini è un'impresa che nessuna associazione culturale e istituzionale è riuscita a realizzare e tanto meno a ideare. Il presidente dell'associazione culturale dottor Dante Trebbi ha invece creduto al progetto realizzato dal giornalista e operatore culturale Paolo Montanari che con un team di alto livello artistico: dottor Giovanni Migliaccio, classicista, gli attori Franco Andruccioli, Elvira Montesi, Donatella Biagioli, Carla Rondanini e Giuseppe Scherpiani, ha inaugurato un organico corso sulla storia del teatro.

La lezione introduttiva tenuta da Paolo Montanari ha riguardato la nascita del teatro come rappresentazione reale o fantastica della vita umana. Il teatro delle origini ha già dei connotati che si ritroveranno fino al teatro contemporaneo: i due soggetti innanzitutto dell'attore e del pubblico, a cui il Molinari nella sua storia del Teatro, aggiunge anche l'autore, che spesso si identifica con l'attore. Gli elementi del teatro dei popoli primitivi sono il ciclo stagionale, il mimo la maschera, il passaggio dall'adolescenza alla maturità. Poi bisogna arrivare in Grecia, Vi e V sec. a.c.per comprendere il teatro classico che è composto dalla scena, skenè in greco, il dramma, dal tessuto narrativo che nella tragedia e commedia greche ha un'importanza fondamentale, il dialogo che si sviluppa lentamente nelle opere della maturità di Eschilo, Sofocle e Euripide e nella commedia di Aristofane e meno sentito in Menandro.

La tragedia da lirica diviene drammatica quando Eschilo si decide ad introdurre accanto all'unico attore e al coro con ben 15 coreuiti, un secondo attore, promuovendo il dramma conflittuale, anche perchè esposto dalla necessità per la rivalità di un giovane Sofocle che stava rivoluzionando la tragedia. Eschilo è un drammaturgo religioso, fautore del deus ex machina, ma predilige l'azione diretta e i monologhi e la trilogia della sua maturità, Orestiade, è una continuazione di tre racconti. Eschilo è il fondatore della tragedia greca, legata all'aspetto educativo, religioso e morale.

A questo proposito il dottor Migliaccio ha svolto una interessante riflessione sul mito greco riprendendo dall'importante saggio di Robert Graves, con l'influenza dell'aspetto dvinatoria sulla popolazione, le feste dionisee. Un teatro come edificio stabile nato in Grecia verso il VI VI sec a.C., forma a semicerchio, e agradinate, come quello di Siracusa, con la cavea, l'orchestra in cui si stabiliva il coro che proveniva da due corridoi laterali, i parodoi. Dopo le regole teatrali di Eschilo, sono arrivate le tragedie e i drammi satireschi di Sofocle , con il suo capolavoro Edipo Re seguito da Edipo a colono.

Il legame con la polis è ancora fortissimo, ma in Sofocle si accentua l'aspetto filosofico su quello razionale e pratico. Infine Euripide, il tragediografo più moderno e complesso, in cui vi è la rottura con la realtà e la polis e dominano i conflitti psicologici e la passione come in Medea, la commedia greca che ha avuto tre periodi è altrettanto importante, perchè pur mancando la componente drammaturgica, sviluppa aspetti satirici e ironici contro il potere e il maschilismo, ha avuto in Aristofane, il suo maggiore rappresentante e in Menandro il continuatore della commedia greca in quella latina.

Prossimo appuntamento con la storia del teatro venerdì 13 ottobre ore 18,00 presso associazione culturale Maria Ross.






Questo è un articolo pubblicato il 07-10-2017 alle 01:52 sul giornale del 08 ottobre 2017 - 1204 letture

In questo articolo si parla di cultura, teatro, pesaro, Paolo Montanari, articolo

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