Il Consorzio vince il 1° premio al Remtech di Ferrara con un progetto sulle "Aree di naturale esondazione"

Il Consorzio vince il 1° premio al Remtech di Ferrara con un progetto sulle "Aree di naturale esondazione" 2' di lettura 03/10/2017 - Grande soddisfazione per il Consorzio di Bonifica delle Marche che quest’anno torna a casa dal RemTechExpo di Ferrara con in mano il 1° premio per un progetto dedicato a: “Le 4 virtù delle aree di naturale esondazione delle piene fluviali, un caso concreto”.

Lo studio, elaborato in collaborazione con l’Università di Urbino, lo spin-off GeoInTech e lo studio associato Consulenza e Progetto, è stato giudicato il migliore su 34 presentati ad una commissione composta da Alta Scuola, Unesco Wwap e Università di Perugia.

Nato in seguito ad un lavoro commissionato dal Consorzio di Bonifica all’Università di Urbino, il progetto ha visto la creazione di modelli idrologici dei fiumi principali del nord della regione (Conca, Tavollo, Foglia, Arzilla, Metauro e Cesano).

“I risultati ottenuti – spiega il geologo Federico Biagiotti, dello studio Consulenza e Progetto - hanno stimolato la domanda più semplice ed immediata. Perché non vengono valorizzate per salvaguardare i centri abitati in caso di piene? Per cercare la risposta ci siamo concentrati sul fiume Foglia, candidato ideale e rappresentativo dei corsi d’acqua regionali, con i suoi 700 kmq ca. Lungo il suo corso sono state individuate 23 aree di naturale esondazione. In gran parte sono aree agricole che si allagano in occasione delle piene: con opportuni interventi (niente cemento, né stravolgimenti in alveo) sono in grado di aumentare sensibilmente la loro potenzialità, sia in termini di volumi d’acqua invasati che di valore ambientale. Le aree esondabili possono infatti arrivare a contenere fino a 12 milioni di metri cubi con opportuni interventi, mettendo al riparo la vallata e soprattutto Pesaro da eventi catastrofici”.

“L’efficienza di ciascuna area di esondazione naturale – spiega Biagiotti - deve essere in qualche modo certificata periodicamente, come qualsiasi altro dispositivo di salvaguardia della salute. Il monitoraggio è forse l’aspetto cruciale che, ricollegandosi al valore culturale di identificazione delle aree di naturale esondazione come patrimonio e risorsa nella pianificazione del rischio idrogeologico, ne ribadisce l’importanza ed il valore educando al mantenimento in efficienza di quelle porzioni del territorio “naturalmente” vocate ad aumentare i gradi di libertà del sistema fiume”.


da Consorzio di Bonifica delle Marche





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-10-2017 alle 10:02 sul giornale del 04 ottobre 2017 - 594 letture

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