Migranti, Ministro Minniti a Festa Pesaro: "L'Italia ha fatto da apripista"

ministro dell'Interno Marco Minniti a Festa Pesaro 3' di lettura 30/08/2017 - Centro storico blindato per l'arrivo alla Festa dell'Unità tematica nazionale Enti Locali, del ministro dell'Interno Marco Minniti. Ad accoglierlo il prefetto di Pesaro e Urbino dottor Pizzi, il questore di Pesaro, l'assessore regionale Minardi, l'assessore regionale Biancani, gli assessori comunali Vimini, Mengucci, Delle Noci e i dirigenti del Pd locale con il sindaco di Pesaro e presidente nazionale degli Enti Locali, Matteo Ricci.

Certamente insieme alla notizia che il segretario nazionale del Pd Matteo Renzi sarà a Pesaro domenica 3 settembre alle ore 11 in piazzale Collenuccio per chiudere la kermesse pesarese, l'appuntamento con il ministro Minniti, sono i due appuntamenti non solo politici, che hanno interessato non solo al popolo di Sinistra ma anche a tanti pesaresi.

E per Minniti il giusto riconoscimento internazionale di queste ore dopo tante sofferenze e isolamento italiano sul fronte dei flussi migratori.

"Ormai siamo parte fondamentale dell'Europa. Quello che è accaduto in questi giorni - ha sottolineato Minniti - è che ha avuto il successo non solo il governo, ma l'Italia. Vi è una data il 29 giugno che in un certo senso ha fatto da apripista a questi ultimi eventi, quando dovetti prendere una decisione immediata, sull'arrivo di 12.500 profughi in 36 ore. Non è certamente merito mio ma del sistema di accoglienza italiano efficiente che operavano in una situazione senza precedenti. La maggior parte di questi immigrati provenivano dalla Libia ma non vi era un libico. Allora fu necessario aprire un confronto immediato con i grandi paesi europei e la commissione europea per trovare un accordo con la Libia e leggitimamente di trovare un accordo unitario per un osforzo umanitario nel Mediterraneo centrale. L'Italia ha fatto da apripista e come governo siamo andati in Libia e poi l'incontro a Roma dei sindaci libici con il problema del traffico delle persone''.

"L'italia - ha proseguito Minniti - ha cercato di indicare una strada per non essere lasciata sola ed avere un riconoscimento internazionale".

Alla domanda di quanti soldi serviranno per l'accordo con la Libia, il ministro Minniti, ha sottolineato che l'Europa deve investire nel Mediterraneo centrale con una cifra che è paragonata a quella spesa per i paesi balcanici. "Se riusciamo a far star bene l'Africa anche l'Europa starà bene. Dobbiamo intervenire sui paesi di provenienza, soprattutto anche con la formazione dei dirigenti dei paesi africani e con una ong ho condiviso un progetto per formare dirigenti africani in maniera che possano tornare nei loro paesi con una mentalità nuova e organizzativa. Abbiamo rischiato una instabilità economica e sociale in quei giorni di giugno, superati per la grande collaborazione fra governo e i sindaci. Si è maturata l'accoglienza che ha superato la paura dei profughi andandogli incontro e stargli vicino. I populismi della destra, di Salvini e cinque stelle invece si basano su una vicinanza per incatenarli nelle loro pseudo ideologie". Ma questa apertura alla Libia e ad altri paesi africani non rischia un isolamento o abbandono degli italiani alla crisi economica e disoccupazione giovanile? Per Minniti "no perchè si crea una integrazione e aiuti che possono meglio favovire anche interscambi economici".

Due principi sono alla base dello stesso decreto Minniti. la legalità e i principi di umanità che nella democrazia sono due facce della stessa medaglia. Infine lo ius soli che è un principio di civiltà e democrazia in un paese come l'Italia.






Questo è un articolo pubblicato il 30-08-2017 alle 09:07 sul giornale del 31 agosto 2017 - 1585 letture

In questo articolo si parla di politica, Marco Minniti, festa pesaro, Paolo Montanari, ministro dell'interno, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aMxX