Migranti, Fabbri: "Distinguere integrazione da accoglienza. Ed accoglienza non è equivalente a terrorismo"

3' di lettura 27/08/2017 - "L'accoglienza tra sicurezza e solidarietà'' è il titolo della tavola rotonda che si è svolta nella terza giornata della Festa nazionale dell'Unità tematica degli enti locali in piazza Collenuccio a Pesaro. Sono intervenuti la senatrice Camilla Fabbri, l'ex sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini e il sindaco di Prato Matteo Biffoni.

Un argomento di grande attualità che Camilla Fabbri ha subito chiarito nella sua impostazione generale: "bisogna distinguere integrazione da accoglienza. Ed accoglienza non è equivalente a terrorismo. Con il decreto Minniti si vuole dare una regolamentazione ad uno status legato ai flussi migratori e ai comportamenti delle ong. D'altra parte la parola accoglienza è contenuta nella costituzione. Per quanto riguarda lo sgombero di Roma la responsabilità è del comune di Roma che ha gestito in maniera barbara e improvvisata la situazione, quando già sapeva che lo sgombero era previsto già da due anni".

Perchè il comune non ha previsto dove fare alloggiare questi rifugiati? L'assessore ai servizi sociali di Roma si è collegato sulla vicenda twittando. Per Giusi Nicolini l'esperienza di lampedusa è unica in Italia. "Innanzittutto perchè ha già venti anni di storia di flussi migratori, essendo Lampedusa territorio di confine sul mare e pertanto gli sbarchi non si possono monitorare. Nel 2014 sono sbarcati sull'isola ben 65.000 rifugiati, creando un massacro totale verso le persone e la drammaticità nei confronti dei vivi ma anche dei morti e il massacro per la comunità locale con le emergenze che negli anni sono state recepite con grande professionalità delle forze dell'ordine e i volontari".

"La maggior parte dei rifugiati a Lampedusa provengono dal deserto sud sahariano e sono eritrei, di cui abbiamo un triste ricordo nel 2013 con 233 morti. L'effetto di attrazione di Mare Nostrum con 170.000 rifugiati, è stata negativa. In questi anni da sindaco ho sentito e visto tante storie e persone. Molti di quelli partiti con i barconi della morte non sapevano neanche che sarebbero arrivati in Italia e molti di questi vogliono arrivare nell'Europa del Nord. A Lampedusa adesso vi sono meno sbarchi ma il lavoro è ancora enorme e in controtendenza vi è stato un aumento di presenze turistiche del 36%".

Per il sindaco di Prato Matteo Biffoni, la sua piccola città ha la maggior presenza di cinesi, 19.000 che hanno realizzato 6000 industrie ed una sotto economia in nero che non si vuol collegare con la vita sociale, civile ed economica di Prato, che come presenze di comunità cinesi viene dopo Londra e Parigi. "A Prato noi monitoriamo il 19% di presenze di flussi migratori in città. Sono riuscito a realizzare una mercato solidale per 1.769 famiglie bisognose di cui 760 sono italiane. Ma è il mercato cinese che non rispetta le regole e non paga le tasse che rifiuta lo ius soli e solo una famiglia cinese ha chiesto aiuto al comune. Il radicamento nelle periferie, dei figli di stranieri nati in Europa, determina anche il rischio di subire influssi e sentire le sirene del terrorismo. Per cui in Italia bisogna rivedere la legge Bossi-Fini ed entrare in un sistema di cooperazione internazionale che permetta all'Europa e all'America di intervenire nei confronti dei paesi africani in guerra, prima che la Cina non domini nei prossimi anni anche nel continente african".






Questo è un articolo pubblicato il 27-08-2017 alle 23:04 sul giornale del 29 agosto 2017 - 1727 letture

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