Elisir d'amore con il coro Città futura di Vallefoglia: grande successo al teatro Goldoni di Corinaldo

Elisir d'amore con il coro Città futura di Vallefoglia 4' di lettura 20/08/2017 - Lo aveva detto il regista e cantante lirico, Roberto Ripesi, che l'Elisir d'amore presentato a Corinaldo sarebbe stato una scommessa con le condizioni meteorologiche. Infatti il melodramma giocoso in due atti di Gaetano Donizetti, per l'incertezza del tempo è stato rappresentato nel teatro Carlo Goldoni, della bella cittadina in provincia di Ancona, invece della vicina Piazza del Cassero.

Ma il successo è stato ugualmente grande e vi è stata una buona partecipazione di pubblico, che ha accolto con entusiasmo la prova collettiva di un buon cast vocale, composto da Annalisa Di Ciccio nel ruolo di Adina, il tenore di grande esperienza e professionalità Patrizio Saudelli in Nemorino, il noto baritono siciliano Alessandro Battiato in un focoso Belcore, il grandissimo Roberto Ripersi in Dulcamara, un ruolo che ha portato in scena per tantissime volte, sempre con grande professionalità, sia vocale che attoriale e Laura Tomacci in Giannetta.

Accanto a loro il Coro di Città futura di Vallefoglia diretto dal maestro Stefano Bartolucci, che ha dimostrato di avere una grande preparazione musicale e anche interpretativa con gestualità naturali che si sono subito inserite nel contesto scenografico semplice ma simbolico e significativo che il maestro Roberto Ripesi, ormai da anni anche affermato regista, ha saputo realizzare. Una menzione particolare al maestro Valentina Picardi, che reduce dalla bellissima interpretazione solistica al pianoforte per Rigoletto a Pesaro, si è ripetuta con grande professionalità e passione in questo Elisir d'amore, che rientra sempre più nelle programmazioni liriche estive a livello nazionale.

L'opera venne composta da Donizetti in pochi giorni, dopo che il musicista veva già intrapreso una serie di composizioni drammatiche. Il passaggio al melodramma giocoso è avvenuto in maniera spontanea, rispettando sia i canoni settecenteschi che quelli ottocenteschi. D'altra parte l'Italia è stata la patria dell'opera buffa, che non si identifica solo con lo stile rossiniano, ma già ha avuto dei precursori con Piasiello e la scuola napoletana, che è stata per un lungo periodo la capitale mondiale della musica. Donizetti ha avuto un grande merito quello di utilizzare l'aspetto ludico, il giocoso con una struttura che non disdegnasse il tono malinconico, melodrammatico, che poi Verdi trasformerà in drammaturgico

. "Una furtiva lacrima'', che Patrizio Saudelli, ha interpretato con grande pathos e capacità vocale, è l'esempio di questa intelaiatura. Anche Annalisa Di Ciccio, indimenticable Gilda, nei due Rigoletti portati in scena al teatro della Regina di Cattolica e a Villa Caprile di Pesaro, è entrata nel personaggio con molta nauralezza evidenziando nelle arie da sola e in duetti, le sue doti belcantistiche. Alessandro Battiato è un professonista con bel 78 ruoli sulle spalle e si è mosso da "giogione'' e "volpone femminino'' con grande disinvoltura, ruoli che interpreta con grande professionalità e una potenza vocale che sta sempre più maturando. Di Roberto Ripesi che cosa dire, che all'età di 70 anni, e più di 50 in carrirera lirica, è ancora una forza della natura. Solo alcuni dati: ha lavorato come basso buffo ma anche in ruoli drammatici come il recente Giorgio Germont, in 178 rappresentazioni liriche in tutto il mondo, nei principali teatri e con grandissimi cantanti.

Una esperienza che Ripesi vuole trasmettere ai giovani, un amore per la lirica e i suoi personaggi, come il dottor Dulcamara, dove l'aspetto comico del personaggio si intreccia con l'ironia e una certa autorità del ruolo, che è tipica di questo grande cantante di Ostra. Speso Ripesi ripete: è più difficile far ridere che piangere. E nel nostro paese di santi e poeti, personaggi fantasiosi e imbroglioni su cui poi giocherà molte volte nel travestimento anche Rossini, Dulcamara-Ripesi è divenuto un simbolo consolidato nella lirica non solo itlaliana. Ancora una menzione al coro di Città futura Vallfoglia, che nel giro di pochi anni è maturato, grazie al lavoro prezioso e appassionato del suo maestro Stefano Bartolucci e si presenta come una delle realtà liriche più consolidate e pronte del panorama marchigiano.






Questo è un articolo pubblicato il 20-08-2017 alle 01:47 sul giornale del 21 agosto 2017 - 1601 letture

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