Villa'n'Roll+Carpe Riem, day 3: la prima a Pesaro dei Mighty Oaks, un Edda sorprendente. Questa sera live di Mondo Marcio

2' di lettura 07/08/2017 - Il primo live pesarese dei Mighty Oaks, la veracità struggente di Edda, la freschezza immacolata di HAN: questi i tratti salienti di una terza giornata di Villa’n’Roll+Carpe Riem afosa quanto basta.

Il copione è ormai lo stesso: ingresso guadagnato alle 17:15, breve sguardo circospetto sul second stage, una birra fresca ad accompagnare i primissimi live di giornata. Con grande piacere aprono i Gastone, duo gabiccese formato da Leonardo Antinori e Marco Bertuccioli questa volta supportato da due strumentisti più il giovane violinista Edoardo Brandi. Un disco ancora non edito, suoni maneggiati con cura: queste le loro cifre. Un palco smontato di fretta. A seguire. Strueia e KRANO. Cantautore frusinate nel segno del dream pop il primo, progetto coraggioso in dialetto veneto di Marco Spigariol il secondo.

Cala il sole, si aprono le porte del Main Stage “Pompilio Fastiggi”. Nuvole minacciose e un vento forte e sufficientemente fresco fanno temere il peggio per qualche minuto, ma quando il chamber pop di Nicholas Michaux si diffonde con insolita grazia tutto pare svanire in un colpo solo. Michaux, cantuatore e polistrumentista belga, propone brani dal suo album di debutto “ À la vie, à la mort”, accompagnato da una band davvero valida. Nel frattempo sul second stage ha inizio il live di HAN, giovane artista di Brescia che ha nell’utilizzo sapiente di synth e nel cantato cristallino solidissimi punti di forza.

Nemmeno il tempo di un paio di pezzi di HAN che la voce di Edda impone una veloce discesa verso il palo principale. Stefano Rampoldi non ha bisogno di alcuna presentazione: cantante dei Ritmo Tribale, una lunga pausa, comunità di recupero, una rinascita autentica che si traduce anche e soprattutto nel suo ultimo album “Graziosa Utopia”, che conferma senza dubbio il suo immenso talento come storyteller.

Quindi il tempo dei Mighty Oaks, band berlinese del pesaresissimo Claudio Donzelli che in poco più di un’ora di live propone pezzi dal recente lavoro “Dreamers”. Pubblico già infiammato già dal primo pezzo, quell’’ “Horsehead Bay” che racconta di una forte nostalgia per le tre località del cuore dei tre componenti: una di queste, appunto, è Pesaro.

Terminati i concerti sul main stage, rimane un ultimo scampolo di serata per godere dell’ “esistenzialismo diascalico” del progetto Sorge, costituito dal cantante dei Massimo Volume Emidio Clementi e deal produttore/musicista/tecnico del suono Marco Caldera. Pianoforte e voce, uno storytelling maturo arricchito da elementi elettronici sempre puntuali: ad aggiungerci una birra bevuta senza fretta seduto sul prato, un ottimo finale di terza giornata.








Questo è un articolo pubblicato il 07-08-2017 alle 17:28 sul giornale del 08 agosto 2017 - 1568 letture

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