Amati risponde all'Anpi: "D’accordo sull’antifascismo permanente"

anpi 3' di lettura 09/02/2017 - Intanto, visto che mi ha risposto non l’ANPI di Fano ma quella di Pesaro, confermo che anche ciò che l’ANPI Pesaro ha ribadito, a proposito della vicenda referendum e della natura della associazione, in un recente comunicato è da me apprezzato.

Quasi quasi mi tessero di nuovo. Ma la situazione nazionale non mi piace. Secondamente preciso che chi mi conosce sa che io non vado cercando momenti di celebrità. Non sento nessun bisogno di questa celebrità. Solo che io, da semplice cittadino iscritto ad un partito, e militante di una politica fondata sulla chiarezza e sulla coerenza, senza ovviamente avere nessun obiettivo personale di carriere politiche dalle quali sono fuori da oltre 25 anni, combatto contro le incoerenze, le contraddizioni e le strumentalizzazioni di tanta politica con il solo strumento dello scrivere.

Perché se il compito del comitato è quello di sostenere un referendum (sul merito del quale non mi interessa entrare ora) non lo si chiama “comitato referendario” invece che Comitato per la difesa della Costituzione? Perché il diritto al lavoro è fondamentale nella Costituzione? Io vi avevo spiegato perché a mio parere quel diritto e molti altri sono disattesi: istituzioni incapaci di decidere con coerenza. Ma il 4 dicembre quelle istituzioni sono state salvate. Il mio intervento era tutto su questo. Perché non mi avete risposto su questo?

Vedo che ancora una volta che si tira in ballo la Costituzione non per promuovere il diritto al lavoro, ma per contrastare “le politiche liberiste volute da un gruppo di governanti senza scrupoli, più simili a dei Superciuk ( daalan ford) che rubando ai poveri per dare ai ricchi, hanno favorito banche e finanza e multinazionali, calpestando diritti di giovani, pensionati, disoccupati, studenti, lavoratori”(potevate aggiungere anche qualche altro insulto). Se è una legittima battaglia partitica contro il governo, perché al comitato non dare il giusto nome?

D’accordo sull’antifascismo permanente. Con il solo strumento delle conoscenze posso chiedere(come ho fatto in passato) “una delibera comunale a Pesaro perché non vengano concessi spazi di pertinenza del comune ai gruppi di chiara derivazione fascista,… perché non si debba assistere ancora a rigurgiti di manifestazioni populiste e fasciste come periodicamente tentano casa pound e forza nuova.

Attenzione però: devo ricordarvi io che durante il referendum del 4 dicembre ci sono state piazze per il NO nelle quali l’ANPI ha mescolato le sue bandiere con quelle di Casa Pound e di Forza Nuova, senza battere ciglio?

Io non so voi, ma a me, fin da quando andavo alle scuole elementari, ciò che fa indignare sono le falsificazioni, le distorsioni o il mascheramento dei veri fini. Perciò, viva l’antifascismo, viva la costituzione, viva il diritto al lavoro, viva chi combatte a viso aperto.


   

da Aldo Amati





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-02-2017 alle 08:18 sul giornale del 10 febbraio 2017 - 947 letture

In questo articolo si parla di attualità, pesaro, anpi, Aldo Amati

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