Intervista al regista-autore pesarese Agostino Vincenzi sul suo ultimo film "La verifica''

Teatro, foto di repertorio 3' di lettura 08/02/2017 - Ogni volta che esce un film di Agostino Vincenzi, autore-regista pesarese è un evento culturale a livello regionale. Vincenzi, ex docente di storia dell'arte, da cinquant'anni ha due grandi passioni: il cinema e il teatro.

E soprattutto con la Settima Arte, ha raggiunto dei traguardi artistici ragguardevoli. Solo un dato: Vincenzi, il primo cineasta italiano, ha vinto il Premio internazionale del cinema per l'infanzia a Teheran.

Maestro, lei è definito dalla critica e dal pubblico che segue il suo iter artistico, un Antonioni marchigiano, per il suo genere di film riflessivo. Anche in questo ultimo corto metraggio, rimane dentro a queste coordinate? "Si questo ultimo film, "La verifica'', riprende una tematica di grande attualità e che porta lo spettatore a riflettere. Il film sarà presentato in anteprima mercoledi' 8 febbraio alle ore 21,00 nella sala convegni della Circoscrizione Cinque Torri, ad ingresso libero. Il tema è quello dell'integrazione e accoglienza.''

Vincenzi, ci può dare qualche anticipazione sul film? "Il progetto parte da un testo teatrale da me scritto e rappresentato da titolo "Poch da veda,tutt d'arveda'', un testo in vernacolo e in lingua. La storia è una giornata all'interno di una scuola italiana. La location è la V C del Liceo scientifico e musicale G.Marconi e i personaggi sono gli stessi studenti, un professore, Andrea Angelucci e il personale non docente.Vengono trattati i rapporti che esistono fra i professori con gli alunni e i bidelli. In venti minuti, entro in questo mondo, sconosciuto da fuori''.

Ma perché ha scelto come titolo La verifica? "La verifica scolastica è un atto didattico-amministrativo all'interno della scuola. Ma io l'ho voluta intendere in senso metaforico. Dove la interrelazionalità fra alunni e bidelli, ad esempio è molto significativa. Vi è una sequenza ad esempio di un bidello, con il passato da cantoniere, che è un bonaccione a scuola e si lascia influenzare da frasi che ascolta dai ragazzi nei momenti di ricreazione. E dunque la celebre frase "Eppur si muove'' diventa per lui,nel ripeterla come una filastrocca, un imperativo categorico, per mettersi alla pari con i ragazzi. Ho voluto evidenziare le caratterizzazioni ironiche dei personaggi, nessuno è autore, ma sono perone dello stesso isitituto. E qual'è la triste conclusione, da parte mia che sono stato anche un rieducatore nel discolato: la scuola dei miei tempi non c'è più''

Ma la Verifica non è certamente un film da inserire nel libro Cuore di De Amicis... "No certamente, anche se a me da professore con i capelli bianchi, un pò di nostalgia verso i sentimenti deamicisiani rimangono. Vi è infatti nel film una novità che è l'inserimento nella classe di una alunna extra comunitaria con il velo, che è l'unica persona che aiuterà il personaggio principale,uno studente svogliato e non preparato e che viene emarginato dal resto della classe. Il tema dell'integrazione è appena sfiorato, ma l'aiuto della ragazza "straniera'', che gli passa il compito con un foglio, ha un significato profondo. Infatti il ragazzo per riconoscenza le scrive Grazie nel foglio. Altro che costruire muri''.

Maestro Vincenzi, quali altri impegni futuri? "Entro aprile o i primi di ,maggio 2017, completerò il corto metraggio "Il cane e l'aquilone'', che proprio lei ha ideato e sceneggiato con Isabella Topi., Un film molto sofferto, per la tematica di grande attualità: la solitudine dell'infanzia disabile all'interno di una coppia ormai in crisi. E' un film in cui credo molto''.


   

da Paolo Montanari





Questa è un'intervista pubblicata il 08-02-2017 alle 07:44 sul giornale del 09 febbraio 2017 - 1154 letture

In questo articolo si parla di cultura, spettacolo, teatro, cinema, intervista, intrattenimento, film pesaro, Agostino Vincenzi, la verifica

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve ? https://vivere.me/aGc1







.