A Pesaro 200 senzatetto, in gran parte italiani

Senzatetto alla stazione di Pesaro 5' di lettura 01/12/2016 - "Purtroppo a Pesaro vi sono i famosi poveri invisibili, che aumentano vertiginosamente. La crisi economica che ha colpito il settore del legno, gli artigiani e il commercio, sta creando sempre più in città povertà estreme''.

Sono le parole di Pino Longobardi, presidente di Pesaro solidale, intervenuto a margine della presentazione nel salone Metaurense di Palazzo Ducale, sede della Prefettura, della mostra "Migranti La sfida dell'incontro'', organizzata da La Nuova Scuola di Pesaro, in collaborazione con il Liceo Statale di Pesaro Guglielmo Marconi, Arcidiocesi di Pesaro, Ufficio per l'Ecumenismo e per il Dialogo, Federazione islamica Marche, Migrantes Pesaro e Festa dei Popoli e con il patrocinio della Regione Marche, Comune di Pesaro, Fondazione Anna e Mario Gaudenzi, Fondazione Migrantes e il Meeting di Rimini, che ha concesso la mostra,visitabile dal 28 novembre al 15 dicembre nella Chiesa della Maddalena di Pesaro.

"In questo momento a Pesaro, vi sono 200 senza fissa dimora, ha sottolineato Longobardi, che si spostano come cavie randage, da un angolo della città ad un altro e trovano rifugio, o lungo la sponda del fiume Foglia, o alla stazione del treno o nei giardini pubblici. Spesso, anche con questi freddi sono coperti da cartoni. Chi sono? Sono in gran parte italiani, provenienti dal Sud, ma vi sono anche degli stranieri, che vivevano da tempo a Pesaro e poi hanno perso il lavoro. Il problema del lavoro si coniuga drammaticamente con quello abitativo. Nel 2015 vi sono state 300 sentenze di sfratto a Pesaro, di cui 170 esecutive, mentre 130 hanno abbandonato le loro dimore. Stanno aumentando i cosiddetti agglomerati spontanei, di stranieri senza lavoro, migranti che non hanno il permesso di soggiorno, e che spesso ritroviamo a vivere in nero e in clandestinità in abitazioni occasionali, come quelle case a schiera al Campus vicino al supermercato Sidis, in cui vivono anche 5 o 6 persone in un garage, e pagano sempre in nero 300 euro al mese ,per una stanza ad uso cucina. E' sta per arrivare il grande freddo e le feste di Natale, che per molte persone povere, è purtroppo, un segnale negativo''.

La drammatica situazione a livello locale, presentata da Pino Longobardi, ha trovato negli interventi , alla presentazione della mostra, da parte del Prefetto di Pesaro e Urbino, dottor Luigi Pizzi, S.E.Giuseppe Orlandoni Delegato della CEM per le migrazioni , don Giorgio Giorgetti, delegato per le Marche di Migrantes e biblista e il giornalista Giorgio Paolucci, curatore della mostra e con la partecipazione di don Stefano Brizi Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Pesaro e del vice sindaco Daniele Vimini, una conferma che si estende a livello nazionale e internazionale.

Per il Prefetto Luigi Pizzi, le Prefetture, svolgono un ruolo importante e difficile sul tema delle migrazioni. "Spesso incontriamo nel nostro ruolo, anche sfiducia da parte dei cittadini, ma invece ritengo che il ruolo delle Prefetture sia cruciale". All'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università agli studi di Urbino, il rettore, il professor Stocchi, ha parlato nel suo intervento, in gran parte di migrazioni e addirittura alla presenza del presidente della Corte Costituzionale, si è proposto anche di costituire il diritto di migrazione. Spesso parlare di fenomeni migratori, significa parlare a sproposito e in maniera ignorante. Il fenomeno migratorio deve essere analizzato non solo da un punto di vista filosofico,religioso e politico, ma anche in un versante laico-materiale. La distinzione del rettore Stocchi, fra limes, il confine presidiato e il limen, il confine aperto, con l'accettazione di quest'ultimo termine latino, dà la possibilità di accogliere i migranti che sono una risorsa per il nostro Paese.

Per don Giorgio Giorgetti, la mostra che è nata dal Meeting di Rimini, segue l'importante mostra fatta su Abramo, padre dei credenti e dei migranti. Bisogna tener presente che i temi interreligiosi sono prima di tutto culturali. Lo stesso Umberto Eco, prediligeva la lettura della Bibbia, codice dell'Occidente e dei fumetti. Se pensiamo alla situazione locale, vi sono diverse famiglie siriane che sono state accolte da cooperative come il Labirinto. E la paura deve essere vinta dall'arricchimento di un incontro. D'altronde, ha aggiunto don Giorgio, noi siamo figli di migranti, che sono andati all'estero per trovare lavoro. Dal dossier 2015 risultano 4 milioni.580.000 italiani che lavorano all'estero e 5.000.000 di stranieri che vivono e lavorano in Italia e sappiamo che il lavoro dei migranti riesce a pagare con le tasse 600.000 pensionati italiani. Per mons.Orlandoni, non è facile parlare di migrazione, perché prevale spesso il sentimento della paura. Occorre invece l'apertura agli altri ed evitare di costruire barriere. La mostra è uno strumento utile per la complessità del fenomeno migratorio.

Per comprendere questo fenomeno, non bisogna solo valutare le statistiche, ma occorre parlare di persone e di volti. Non dobbiamo creare categorie concettuali ma dobbiamo prendere in esame la disperazione di queste persone che lasciano il loro paese per la fame e la guerra.D'altra parte in Italia, l'8,8% del PIL è dovuto dalla presenza dei migranti. Dal 1 gennaio 2016 sono morte 4000 persone nel mare Mediterraneo e 170.000 stranieri somo venuti dal mare in Italia mentre 150.000 italiani se ne sono andati all'estero per trovare lavoro. Bisogna superare i pregiudizi e l'individualismo.



Foto: Danilo Billi






Questo è un articolo pubblicato il 01-12-2016 alle 08:50 sul giornale del 02 dicembre 2016 - 14236 letture

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