Intervista a Peppino Saponara sull'Angolo della Poesia: dal 20 luglio a Rocca Costanza

Giuseppe Saponara 5' di lettura 18/07/2016 - Il tema del bacio, sarà il filo conduttore delle quattro giornate della sesta edizione dell’Angolo della Poesia del 2016, a cura di Peppino Saponara, autore, conduttore, regista televisivo, un’autentica macchina dello spettacolo, che ha firmato negli anni format importanti con Sergio Zavoli, pittori e poeti del nostro tempo. Le date: dal 20 luglio al 24 luglio nel suggestivo cortile di Rocca Costanza ore 21,00.

Perché, Peppino Saponara il bacio. All’immaginario collettivo il bacio viene in mente la famosa opera pittorica di Hayez. Ma lei come vuol intendere questo simbolo universale dell’amore?

“Lo voglio intendere come messaggio poetico universale e saranno cinque poeti rappresentativi del secolo breve, il XX secolo, che con le loro poesie, o messaggi d’amore, sapranno penetrare negli archetipi del bacio, che grazie al cinema, ha avuto un valore metaforico e universale’’.

Percorriamo insieme, maestro Saponara, questo iter poetico. Ed il primo artista che ci viene incontro è Fernando Pessoa.

“Le poesie d’amore di Fernando Pessoa sono molto belle e particolari, versi speciali, romantici e dolci ma con quella punta di ironia che nello scrittore portoghese non manca mai. Pessoa, insieme a Pablo Neruda, è considerato il poeta più rappresentativo del ventesimo secolo. Le sue opere sono caratterizzate da un forte realismo e Pessoa aveva perfettamente chiara la posizione dell’essere umano nel mondo e più volte si è interrogato su questo, senza perdere mai l’attaccamento viscerale alla vita e alla terra. La passione si deve avvicinare ai sogni dell’uomo o della donna.’’

AMO TUTTO CIO’ CHE E’ STATO DI PESSOA
Amo tutto ciò che è stato
Tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato il dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.

Maestro Saponara, Lei è un grande estimatore di un regista che ha lasciato nel 2000, un segno indelebile con la sua cinematografia: Stanley Kubrick. La scacchiera, il tema della violenza psicologica, il labirinto. Temi che troviamo nel suo secondo poeta dell’Angolo della Poesia: Jorge Luis Borges. Il poeta argentino, capace di scrivere critiche letterarie a libri inesistenti. Concorda con questo mio modesto giudizio?

“Certamente Borges sui può in parte identificare nel cinema misterioso e in parte violento, con un netto distinguo dalla violenza di Tarantino, perché in entrambi questi due geni vi è il fascino dell’inizio del tutto, l’Aleph borgesiano, che si impersonifica con la figura divina. Da questa vocale si sprigiona l’intero mondo, con i suoi problemi, i suoi labirinti. Vi è un altro autore regista vicino anche per tradizione e lingua a Borges, Luis Bunuel, che pur essendo affascinato dal desiderio umano, non cade nella trappola dell’ineffabile, ma si pone in una posizione di indulgenza, perché la saggezza di Borges va ad abbracciare anche ciò che è inspiegabile, un mistero risolto solo con il sentimento: l’amore.’’

Quest’anno Saponara, ha fatto delle scelte anche radicali, nel mettere di fronte cinque poeti diametralmente opposti fra loro. La poesia di Gregory Corso….

“Gregory Corso è uno dei più grandi poeti del secondo Novecento. In Italia la sua poesia esplose nel 1989 con l’antologia Mindfield, a cura e traduzione di Massimo Bacigalupo. Il libro che ha un sottotitolo Campo mentale , rientra di diritto nella letteratura della beat generation. Nella poesia di Corso la sensibilità della sofferenza (personale e altrui), l’estraniamento, la deriva, la polemica contro ogni Convenzione sociale e si accompagnano sempre a toni originali di nostalgia o di esaltazione creativa.

Mio figlio nei miei sogni sembra me
La piccola stanza senza balia
L’ombra veloce
La piccola testa innocente sicura sotto il lenzuolo…..

Da RAPPORTO DI CAMPO

La notte muore nell’alba
Come un gigantesco sbadiglio
Sono fuori sul campo
A fare rapporto, ma a chi?

Dalla beat generation alla poesia polacca, in particolare di Wislawa Szymborska, premio Nobel nel 1996. La sua prima raccolta Per questo viviamo è del 1952, poi un susseguirsi di successi, incontri artistici. Saponara ci parli della poesia della Szymborska….

Ascolta come mi batte forte il tuo cuore “S. preferiva usare il verso libeo nelle sue poesie. Le sue opere sono contraddistinte, dal punto di vista linguistico, da una grande semplicità. Utilizza espedienti retorici quali l’ironia, il paradosso, la contraddizione e la litote, per illustrare i temi filosofici e le ossessioni sottostanti. Dal miniaturisma, la S. evoca ampi enigmi esistenziali . Le poesie hanno un ampio respiro etico che riflettono sulla condizione delle persone, sia come individui che come membri della società umana.’’

Infine un poeta italiano, Lorenzo Calogero, un uomo fragile psichicamente, ricordato da Leonida Rèpaci, fra i pi più significativi poeti calabresi degli anni ’60. Perché questa scelta?

“E’ un grande poeta, che occorre riscoprire. Come scrisse Leonardo Sinisgalli nell’introduzione al volume “Come in dittici’’. Siamo, è chiaro, di fronte a una poesia colta, che, però, scarta il lusso intellettuale, l’encicplopedia, la sublime futilità e si preclude la scoperta fortuita. In Lorenzo Calogero, c’è un’idea dell’essere come tremore, terrore, catena di eventi fulminei. Il Poeta arriva a cogliere un soffio, una scintilla e a restituircene qualche similitudine. Questa partecipazione, questa mediazione viene raggiunta quasi a dispetto della sua coscienza: le sue parole disorte, i suoi nessi incredibili, i suoi lapsus sembrano trascrizione di uno stato di estasi.’’

Da COME IN DITTICI (1933-35)

RIMANE FRA ME E TE

Rimane fra me e te questa sera
Un dialogo come questo angelo
A volte bruno in dormiveglia
Sul fianco. Non ti domando
Né questo o quello, né come
Da materne lacrime si risveglia
Di notte il tuo pianto


   

da Paolo Montanari





Questo è un articolo pubblicato il 18-07-2016 alle 10:17 sul giornale del 19 luglio 2016 - 2041 letture

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