Coppa Davis: ball-boys and girls, scopriamo i 15enni pesaresi al fianco dei giocatori

Ball-boys and girls della Davis Cup 3' di lettura 14/07/2016 - Passano le palline e gli asciugamani ai giocatori; stanno al loro fianco durante tutto il match e si fanno a carico di tutte le loro necessità. Conosciamo meglio i ball-boys and girls della Davis Cup che inizierà venerdì 15 luglio presso il Circolo Tennis Baratoff.

Letteralmente sono i “ragazzi delle palline” o i “racchetta-palle” termine che ha sempre evocato, almeno nell'immaginario collettivo, un ruolo secondario e in qualche modo poco “edificante” ; per i non gli addetti ai lavori il loro ruolo potrebbe sembrare infatti uno dei più semplici, ma dietro a quei giovani si nascondono storie, passioni sportive e tanto allenamento. Con uno solo scopo: “servire” al meglio i giocatori in campo.

Ed è proprio per scoprire queste figure che abbiamo deciso di incontrare quattro dei ballboys protagonisti del quarto di finale di Davis Cup tra Italia e Argentina: Matteo Mancini, Linda Canestrari, Gabriele Marchetti, Arianna Radi sono tutti quindicenni della provincia di Pesaro, tutti appassionati del tennis e loro stessi giocatori nei vari circoli della regione. Alcuni di loro hanno preso parte anche agli ottavi giocati all'Adriatic Arena a marzo. È proprio la passione per questo sport che li ha portati a diventare ballboys: “essere vicino a dei pro è sicuramente un'emozione unica. Per me si tratta della prima esperienza e non vedo l'ora di essere in campo con i grandi del tennis e godermi il momento”, conclude Matteo.

Fognini, Seppi, Lorenzi da un lato, Del Potro, Monaco e Delbenis dall'altro: “è bellissimo vederli giocare e apprezzare la loro tecnica, C'è sempre qualcosa da imparare. A me per esempio piace moltissimo la tecnica di Lorenzi e vederlo così da vicino è unico anche per strappare qualche trucco” mi dice Arianna emozionatissima nell'essere intervistata. “Vedere Del Potro allenarsi fa capire l'impegno che ci mettono questi atleti di alto livello e la loro potenza” aggiunge Gabriele . Ma non c'è solo l'emozione di essere davanti ai propri eroi: al Baratoff è previsto il tutto esaurito e loro saranno davanti agli occhi di tanti spettatori: “la paura di sbagliare qualcosa, come la posizione o il lancio della pallina c'è. Si deve essere concentrati in campo e fare tutto come previsto durante le prove” .

Anche perché non sempre le cose in campo sono facili: i giocatori sono spesso nervosi e il momento della battuta è sicuramente molto delicato nel tennis maschile: per questo è importantissimo che i giovani ball-boys e girls siano in grado di eseguire tutto al meglio: “certo, passiamo le palline ai giocatori, ma la nostra presenza in campo serve anche a garantire la tranquillità degli atleti” mi spiegano. Ed é per questo che questi ragazzi - per un totale di 18 - si allenano da maggio tutte le settimane sotto gli occhi attenti di Gabriele Costantini.

Ma la Coppa Davis è innanzitutto una festa del tennis e la festa parte proprio dall'entusiasmo di questi giovani tennisti che per tre giorni scenderanno in campo con alcune delle stelle di questo sport. “Del Potro è stato uno dei primo 10 del mondo e già pensare di essere al suo fianco è una bellissima sensazione ma al momento stesso anche un po' di soggezione dato che è altissimo” mi confessa Linda.

Le prove sono state fatte; i movimenti sincronizzati; l'impianto è pronto e il cartellone è già stato sorteggiato: che i quarti di finale della Davis Cup by PariBas abbiano inizio.








Questo è un articolo pubblicato il 14-07-2016 alle 20:14 sul giornale del 16 luglio 2016 - 7325 letture

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