Carreras a Pesaro nel segno della musica e in ricordo di Pavarotti

Josè Carreras 2' di lettura 18/01/2016 - E’ stato un grande successo, con l’Auditorium Pedrotti gremito, per il Concerto finale degli allievi di Josè Carreras, al suo primo Masterclass internazionale di Canto Lirico in Italia.

Ed è stata scelta Pesaro, innanzitutto per l’amicizia con il suo pianista Lorenzo Bavaj, che da 27 anni lo accompagna in concerti e tournee in tutto il mondo, poi per la musica di Rossini e per i ricordi che lo legano alla villa di Pavarotti, che in questi giorni è tornato a visitare, accompagnato dalla figlia del grande tenore modenese. Ricordi, studi, scherzi, che facevano parte della famosa macchina da spettacolo che i tre tenorissimi, Domingo, Carreras e Pavarotti, portarono nei più teatri del mondo.

“Pesaro rimarrà nel mio cuore’’, ha detto Carreras, 47 anni di attività artistica, che ora mostra tutte le fragilità di un uomo che ha dovuto combattere anche una grave malattia. Dieci i cantanti finalisti del suo masterclass, di cui otto provenienti dai paesi orientali e due italiani. E’ certamente il segno dei tempi , di una tradizione lirica italiana in crisi, di scuole di canto che chiudono di teatri in forti difficoltà. Ma ciò che Carreras ha voluto lasciare al conservatorio pesarese e alla città, è stata la sua signorilità e l’amore per la musica, lasciando l’auditorium con una canzone napoletana, interpretata più con il cuore che con la forza vocale.

E lui, il piccolo Josep, nato a Barcellona, già a 6 anni, aveva deciso quale sarebbe stato il suo destino: il canto. Infatti andò con la madre al cinema a vedere “Il Grande Caruso’’, interpretato da Lanza. Per tutta la durata del film il piccolo Josep era eccitatissimo e tornato a casa cominciò a cantare un’aria dopo l’altra, di quelle che aveva ascolato. Subito gli studi musicali e a otto anni esordisce alla radio nazionale e a 11 anni è in scena al teatro Liceu nel Pedro di Manuel de Falla. Poi dopo il Conservatorio de Musica del Liceu, inizia la carriera lirica di Carreras con la Norma di Bellini e Lucrezia Borgia di Donizetti. I suoi legami artistici con Montserrat Caballe, Ricciarelli, Scotto e celebri direttori d’orchestra come Muti e Karajan, lo renderanno per le sue doti vocali e la perfetta Tecnica, fra i più importanti tenori del mondo.

Infine il legame con l’Italia e in particolare con il teatro La Scala: “Dopo Barcellona,la mia città, La Scala è il teatro che amo di più. Alla Scala il teatro si sente’’


   

da Paolo Montanari





Questo è un articolo pubblicato il 18-01-2016 alle 10:05 sul giornale del 19 gennaio 2016 - 1566 letture

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