Il Lago dei Cigni in scena al teatro Rossini

Il lago dei cigni - foto di Francesco Sciolti 2' di lettura 02/01/2016 - Si terrà al Teatro Rossini di Pesaro, domenica 3 gennaio alle ore 17,00, uno spettacolo di danza, fra i più celebri di tutti i tempi: Il Lago dei Cigni con musica di Caikovvskij e coreografia di Fredy Franzutti. Il balletto in due atti viene portato in scena dal Balletto del Sud, un gruppo fra i più affermati in Italia.

Il Lago dei Cigni ha sempre riscosso enorme successo popolare e risulta essere il più affascinante non solo per i significati reconditi ma anche per la calda atmosfera romantica e per la poesia del tema d’amore. Esercita un fascino durevole perché incarna la romantica aspirazione verso un ideale irraggiungibile. La leggenda della donna cigno, ripresa anche nel cinema con il Cigno Nero, ha sempre affascinato gli psicoanalisti, per la bipolarità e ci riporta al complesso dei miti e delle leggende riguardanti le metamorfosi di un essere umano in animale.

Nascosta dietro il classico atteggiamento del cigno si cela il personaggio di una donna eroina e vittima per eccellenza, Odette, appunto, cigno bianco. Diversa è Odile, cigno nero, che rappresenta la seduzione, la sinuosa che inganna con l’aspetto.

Dunque il tema dell’emblematicità o meglio dell’ambiguità, è il filo conduttore di questo balletto, alla ricerca infelice dell’amore. Il cigno bianco è la donna angelicata del Petrarca e di Dante, un simbolo spesso difficile da raggiungere se non nella poesia. Il cigno nero è la femme che lo riscatta dalle insicurezze. E Siegrfied è l’uomo contemponeo, insicuro e debole, che non vuol crescere, vuole rimanere il fanciullino pascoliano. Spaesato, dai sentimenti eterni, si trova di fronte al non facile dilemma dell’universo femminile.

Da qui l’intenzione di Fredy Franzutti, certamente fra i più apprezzati coreografi italiani, che ambienta il suo Lago dei Cigni in Baviera fin de siecle di Ludovico II, il Ludwig viscontiano, in cui la purezza dell’arte porta alla rarefazione dei sentimenti umani e approda alla pazzia, in un castello quello di Ludwig che in italiano viene tradotto, non a caso, il Castello della Nuova Pietra del Cigno.


   

da Paolo Montanari





Questo è un articolo pubblicato il 02-01-2016 alle 12:27 sul giornale del 03 gennaio 2016 - 1383 letture

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