"Favole e politica. Pinocchio, Cappuccetto rosso e la Guerra fredda", si presenta il volume di Stefano Pivato

Stefano Pivato Favole e politica Pinocchio, Cappuccetto rosso e la Guerra fredda (pp. 188, Il Mulino 2015). 2' di lettura 23/11/2015 - Martedì 24 novembre 2015 alle ore 18,00 nell’auditorium di palazzo Montani (piazza Antaldi, 2 - 61121 Pesaro) in collaborazione con Iscop e Biblioteca “Bobbato” viene presentato il volume di Stefano Pivato Favole e politica Pinocchio, Cappuccetto rosso e la Guerra fredda (pp. 188, Il Mulino 2015).

Discutono con l’autore Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, e Ugo Berti Arnoaldi, presidente della Fondazione Biblioteca del Mulino.

Nell’età delle masse, la politica vuole parlare a tutti e di conseguenza adotta un linguaggio semplice e di persuasione; il parlar figurato, per metafore e per apologhi, è strumento principe di propaganda. Così non stupisce che la politica racconti, letteralmente, favole, cioè ricorra a strutture narrative note, proprie della tradizione favolistica, mescolando dati reali con elementi satirici, leggendari, zoomorfici, ecc. Pinocchio, che è – anche oggi – il personaggio fiabesco più citato nella metafora pubblica e nella satira italiana, è così di volta in volta campione fascista e poi comunista; il Gatto e la Volpe sono effigiati come Togliatti e Nenni quando, in cambio di un semplice voto, invitano il burattino di Collodi al Paese della Cuccagna. Ma non solo: Stalin è personificato come Mangiafuoco, Truman come Orco, il lupo di Cappuccetto rosso ha i tratti di Togliatti, ecc. Tutto ciò è allusivo, falso e seducente, come dimostra lo studio di Stefano Pivato che approfondisce il tema del vasto campionario di favole utilizzato dalla politica italiana, soprattutto negli anni della Guerra fredda.

Stefano Pivato, già rettore dell’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”, è ordinario di Storia contemporanea. Tra le numerose pubblicazioni ricordiamo fra l’altro La bicicletta e il sol dell'Avvenire. Tempo libero e sport nel socialismo della Belle Epoque (1992); L'era dello sport (1994, tradotto anche in francese); Italia vagabonda. Gli italiani e il tempo libero dall’Ottocento ai nostri giorni (2001, in coll. con Anna Tonelli); La storia leggera. L’uso pubblico della storia nella canzone italiana (2002), Bella ciao. Canto e politica nella storia d’Italia (2005, in coll. con Amoreno Martellini); Vuoti di memoria. Usi e abusi della storia nella vita pubblica italiana (2007); Il secolo del rumore. Il paesaggio sonoro nel Novecento (2011), I comunisti mangiano i bambini. Storia di una leggenda (2013).

Ingresso libero

La cittadinanza è invitata






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-11-2015 alle 19:20 sul giornale del 24 novembre 2015 - 1470 letture

In questo articolo si parla di cultura, Società pesarese di studi storici, stefano pivato

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