Cisl e Anolf contro Forza Nuova: "No al fanatismo ideologico, rafforziamo la coesione sociale"

1' di lettura 20/11/2015 - La Cisl di Pesaro Fano Urbino unitamente all’ANOLF in riferimento al gravissimo fatto di intolleranza avvenuto nei confronti dei centri islamici della Nostra provincia con le affissioni di volantini offensivi della dignità della persona del valore inclusivo della Religioni e che negano il valore dell’integrazione sociale e religiosa esprime la piena solidarietà alla comunità musulmana della nostra Provincia.

Il nostro territorio e la nostra società SONO INCLUSIVE, fanno del valore dell’accoglienza e della coesione sociale nel rispetto reciproco delle diverse religioni, idee politiche e tradizioni culturali, il fondamento della pacifica convivenza.

Coloro che ignobilmente e nel buio della notte hanno voluto compiere un gesto così vile e deprecabile non conoscono il valore arricchente della reciprocità, della coesione sociale, ma vogliono unicamente creare e fagocitare sentimenti di emarginazione, odio razziale e religioso.

La Cisl di Pesaro Fano Urbino condanna fermamente questo gesto e si adopererà con rinnovato impegno per scardinare qualsiasi forma virale di razzismo e rafforzare la coesione sociale con l’integrazione di ogni persona indipendentemente dalle differenze culturali religiose politiche.


da Cisl e Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere
Pesaro Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-11-2015 alle 10:04 sul giornale del 21 novembre 2015 - 761 letture

In questo articolo si parla di fano, urbino, politica, cisl, pesaro, anolf

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"Il nostro territorio e la nostra società SONO INCLUSIVE, fanno del valore dell’accoglienza e della coesione sociale nel rispetto reciproco delle diverse religioni, idee politiche e tradizioni culturali, il fondamento della pacifica convivenza."

Questa è la frase chiave, analizzandola si evincono vari aspetti:

1. Che le tradizioni culturali indigene debbano essere accantonate a favore di quelle importate (la negazione stessa, cioè, dell'integrazione).

2. Che i fondamento della pacifica convivenza non si basi sull'educazione e il rispetto delle leggi ma sulle consuetudini.

Dunque se le consuetudini sono, ad esmepio, il non rispettare le leggi queste possono non essere rispettate per una presunta "pacificazione".

Purtroppo questa frase spiega, ampiamente, l'imbarbarimento in corso da un paio di decenni nella nostra zona, dove il rispetto (delle persone e delle leggi) sono diventate qualcosa da poter essere ignorate.




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