Casapound: "Mancano i fondi per lavori a case popolari e Ricci stanza 1,4 mln per il bocciodromo"

Case non bocciodromi! Politici incoscienti”. Questo il testo degli striscioni a firma CasaPound Italia 3' di lettura 19/11/2015 - “Case non bocciodromi! Politici incoscienti”. Questo il testo degli striscioni a firma CasaPound Italia affissi in più zone della città di Pesaro contro, sottolinea il movimento, “l’ultimo ingente stanziamento di soldi pubblici attuato dal nostro Comune, più interessato alla creazione di un nuovo Bocciodromo che a sanare la grave emergenza abitativa che affligge la città”.

“Da documenti ufficiali che ci sono pervenuti e riguardanti la situazione dell’edilizia residenziale pubblica nel comune di Pesaro - spiega Christiano Demontis, responsabile cittadino di CasaPound - sappiamo che 331 cittadini sono a tutt’oggi in lista per ottenere una casa popolare, a fronte di un totale di 617 appartamenti di cui 562 già dati in locazione. Mentre la richiesta di alloggi rimane alta, il Comune conferma la presenza di sole 55 unità sfitte, di cui 20 già assegnate, 14 a disposizione e ben 21 che non possono essere utilizzate in quanto richiedono lavori di manutenzione stimati in media 5.000 euro per alloggio. I conti sono presto fatti - prosegue il responsabile cittadino di CasaPound -105.000 euro da stanziare per venire incontro a un’emergenza sociale dettata dal peggioramento globale della situazione economica delle classe deboli. Ciò che colpisce e indigna è l’improvvisa necessità, messa in luce dal sindaco Ricci, di costruire un nuovo Bocciodromo per un investimento di 1 milione e 400 mila euro, mentre nulla è stato ancora stanziato per venire incontro alle reali necessità dei cittadini in attesa di alloggi popolari che non verranno loro assegnati. La situazione si fa ancor più paradossale se si pensa che Pesaro già possiede un Bocciodromo che potrebbe essere ammodernato con una spesa inferiore, così da avere subito a disposizione i fondi per i lavori di manutenzione degli alloggi popolari”.

“Ci chiediamo - continua nella nota il responsabile cittadino di CasaPound - se l’improvvisa necessità di una nuova struttura da attuare in tempi brevi non nasconda altre finaltà oltre a quella surreale di riqualificare la zona di via dell’Acquedotto e di Parco XXV Aprile per evitare il ritorno degli insediamenti rom che, a dire di Ricci, frequenterebbero l’area perché sono i soli a tollerare la puzza che proviene dal vicino centro di raccolta di Marche Multiservizi. Un prezzo sicuramente alto per riappropriarsi di una zona da sempre abbandonata a sé stessa alla mercé di rom che ritornano subito dopo essere stati sgomberati, segno di una mancata volontà di risolvere il problema con decisione e serietà“. “Mentre le scuole cadono a pezzi, mancano le aule per gli studenti, le strade sono in condizioni pietose, gli alloggi popolari non vongono ristrutturati, la criminalità è in costante aumento - conclude il responsabile di CasaPound - il sindaco Ricci concentra attenzione e fondi ingenti su false priorità, dimenticando che il Comune ha in primo luogo il dovere di tutelare i cittadini nelle necessità basilari di alloggi, sicurezza e viabilità”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-11-2015 alle 10:28 sul giornale del 20 novembre 2015 - 922 letture

In questo articolo si parla di politica, Casapound Pesaro

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