Basket: una Vuelle tutta grinta e cuore conquista la vittoria contro Brindisi

Tifosi della Vuelle 5' di lettura 16/11/2015 - Gettare il cuore oltre l’ostacolo. Era davvero l’unico modo per battere Brindisi, e questo è proprio quanto la Vuelle ha fatto in un finale di partita al cardiopalmo, conquistando una vittoria che vale davvero oro.

Vincendo contro una formazione ben più attrezzata e competitiva come l’ENEL Brindisi, la VL Consultinvest ha infatti ottenuto un risultato prezioso non solo in termini di classifica, ma soprattutto sotto il profilo psicologico, col recupero di quella fiducia in se stessa della quale la squadra biancorossa ha assolutamente bisogno per puntare ad una tranquilla salvezza.

E pensare che le cose sembravano essersi messe davvero male per la formazione di Ricky Paolini, perché, dopo una prima metà di gara combattuta testa a testa con l’avversaria nonostante l’esordio in campo poco convincente (48-46 per i nostri il punteggio al 25’), la Vuelle aveva cominciato ad annaspare penosamente in attacco, soffrendo assai più del prevedibile contro la zona 2-3 match-up messa in campo da coach Bucchi e segnando la miseria di appena 6 punti in 10’ di gioco (54-62 al 35’).

Ma è proprio a questo punto che i biancorossi sono riusciti a cambiare il trend negativo che sembrava aver consegnato la gara in mano a Brindisi: hanno infatti ritrovato una aggressività agonistica davvero entusiasmante, con una mobilissima difesa individuale a tutto campo che ha fatto perdere il filo del gioco all’attacco degli ospiti. Ed il finale punto a punto ha premiato meritatamente questa indomita Vuelle tutta grinta e cuore, guidata come sempre dal suo incontenibile trio di esterni Christon, McKissik e Lacey, quest’ultimo autore della triple decisiva che ha portato il punteggio sul 67-64 per i biancorossi a 55” dall’ultima sirena.

Una vittoria che alla fine ha incendiato di entusiasmo il pubblico dell’Adriatic Arena, il quale non aveva però risparmiato pesanti fischi ai biancorossi per il loro deludente inizio di gara (6-15 al 7’ e 19-31 al 14’): anche da qui è venuto comunque un segnale positivo, e cioè la grande voglia di riscatto che ha animato tutta la squadra davanti alla delusione mostrata dai suoi tifosi nelle prime fasi dell’incontro.

Se un connotato negativo va invece rilevato nella prestazione della Vuelle, questo è, come di consueto, la prova indubbiamente poco convincente del suo reparto lunghi. Perché Walker, nonostante i 10 rimbalzi catturati, ha sofferto più del dovuto la fisicità degli avversari sotto canestro, ed in particolare quella di un combattivo Gagic, mentre davvero inguardabile è stata la prestazione fornita da D.J. Shelton, che ha preso due soli rimbalzi e segnato un solo canestro a partita ormai conclusa, con valutazione finale di -7 (!).

E allora non si può fare a meno di chiedersi cosa potrebbe fare questa Vuelle, sicuramente compatta come gruppo e ben attrezzata nel settore esterni, se potesse contare anche su un’ala forte di buon livello sotto canestro. La parola passa obbligatoriamente alla società, ma la speranza di tutta Pesarobasket è che si corra al più presto ai ripari.

Abbiamo giocato davvero col cuore, mettendoci l’anima e credendo fino in fondo alle nostre possibilità di vittoria” ha esordito Ricky Paolini nell’intervista del dopo-partita “spero davvero che questa bella vittoria, conquistata soprattutto grazie ad una ottima difesa a tutto campo, serva a toglierci quell’ansia che troppo spesso ci è costata cara nei finali di gara. Se una critica devo fare alla mia squadra, questa riguarda invece la scarsa efficacia del nostro attacco contro la zona di Brindisi: perché abbiamo mosso palla troppo lentamente, senza costruire quasi mai buoni tiri aperti con scarichi puntuali sul lato debole della difesa avversaria. Dobbiamo quindi continuare a lavorare moltissimo in allenamento anche su questi dettagli, peraltro molto importanti, del nostro gioco”.

Perché non è mai sceso in campo Candussi, nonostante la pessima serata di Shelton? Ecco la risposta del coach: “Si è trattato di scelte legate alle diverse fasi della gara: nel finale, ad esempio, ho preferito abbassare la squadra per dare più mobilità e versatilità al nostro gioco, rinunciando ad un pivot puro come è Candussi. Lui però non l’ha presa male: sa bene che ogni partita fa storia a sé, e che avrà molte altre occasioni per farsi apprezzare dal suo pubblico e da tutti i suoi compagni di squadra”.

Piero Bucchi, coach dell’ENEL Brindisi, non nasconde la sua delusione per come sono andate le cose e spiega così la sconfitta della sua squadra: “Siamo scesi in campo con la carica giusta, ma poi abbiamo man mano perso lucidità e compattezza di gruppo, soprattutto per l’evidente stanchezza fisica che ha compromesso la nostra prestazione dopo tre partite giocate in appena sette giorni. In più, abbiamo sofferto troppo l’assenza del nostro regista Cournooh, visto che anche l’altro playmaker Reynolds non era al massimo della forma, a causa di problemi ad un ginocchio. E la stanchezza di cui ha sofferto la mia squadra si può evincere chiaramente anche dalla pessima percentuale nei tiri liberi (9/20, con un misero 45%, N.d.R.), che alla fine ha pesato moltissimo sull’esito di questa gara giocata punto a punto. Onore comunque alla Vuelle Pesaro, che con un finale di grande saldezza mentale ha saputo conquistare una meritata vittoria”.

Per chiudere, una battuta anche da Giulio Gazzotti: “Grazie di cuore al nostro grande pubblico: perché ci ha fischiato duro quando era ora, ma con questo ci ha spronato a reagire e a ritrovare il meglio di noi stessi. Ed il suo calorosissimo sostegno nel finale di partita ci ha enormemente aiutato a conquistare questa bella vittoria. Grazie Pesaro!”.






Questo è un articolo pubblicato il 16-11-2015 alle 08:57 sul giornale del 17 novembre 2015 - 879 letture

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