Un tifoso di Valentino Rossi a Valencia: "Lorenzo e Marquez fischiati anche dagli spagnoli"

Stefano Fazi racconta il suo viaggio a Valencia in occasione del Moto GP per tifare Valentino Rossi. 4' di lettura 11/11/2015 - Il tifoso pesarese Stefano Fazi racconta il suo viaggio a Valencia in occasione della gara di Moto GP per tifare Valentino Rossi.

L’attenzione mediatica che ha preceduto e posticipato una delle gare più importanti di questi ultimi decenni per l’assegnazione del titolo mondiale nella classe regina di Moto GP, con annessa la vicenda Valentino Rossi contro i due spagnoli Marc Marquez e Jorge Lorenzo, non si è ancora spenta. Una marea gialla ha invaso Tavullia, si stimano 15.000 unità, per assistere alla gara di Valencia, ma ci sono anche pesaresi che sono anche andati direttamente in Spagna.

Ecco l’esperienza di uno di loro, Stefano Fazi, noto commerciante di via Cavour.

Stefano, può raccontare il suo viaggio e dire quanti eravate? “Sì, siamo partiti dall’aeroporto di Bologna, poi siamo arrivati a Barcellona e da lì, con pulmini vari, siamo arrivati a Valencia. Noi del Fan Club di Valentino eravamo 35”.

Come vi hanno accolto gli spagnoli dopo due settimane di grossa tensione fra i due piloti spagnoli e Valentino Rossi? “Benissimo, all’inizio sinceramente temevamo che ci fossero dei problemi, ma poi fin da quando siamo atterrati, tutti rigorosamente in giallo con la nostra maglietta #iostoconVale, abbiamo constatato che la gente ci veniva vicino ed era contenta di vederci. In molti ci hanno fatto le feste, e sempre in molti, cosa ancor più sorprendente, tifavano per Vale, perché anche agli spagnoli Lorenzo non è poi tanto simpatico di più, un conto Marquez ma Lorenzo proprio non lo digeriscono”.

In autodromo come sono andate le cose? “Molto bene, là era caldo, 35 gradi, noi ci alzavamo presto e subito andavamo alla pista, dove poi stavamo fino alle 22. Lì poi si cenava tutti assieme, rigorosamente a paella e sangria, e abbiamo capito da subito che, oltre noi, c’erano tantissimi tifosi italiani, tanto che il giorno della gara un settore era tutto completamente giallo”.

Ha incontrato altri pesaresi, che erano con il Fan Club? “Sì, almeno una decina e più, persone che poi conosco bene, che si sono volute muovere autonomamente, ma la cosa bella è che abbia fatto amicizia con tanti italiani che erano presenti là”.

Avete avuto modo di seguire la gara e il “biscottone” di Lorenzo aiutato da Marquez? “Sì, perché avevamo il maxi schermo davanti. Un po’ ce lo aspettavamo, Valentino ha dato tutto nei primi giri e per noi comunque è lui il campione perché non si meritava di partire ultimo. Poi il gatto e la volpe là davanti sono stati scandalosi, tanto che, sia all’ultimo giro in pista che alle premiazioni, gran parte degli stessi spagnoli li hanno sonoramente fischiati”.

Lei va spesso in giro per il mondo a seguire Valentino? “Sì vado ogni anno almeno a 3 tappe del mondiale, vorrei seguire di più perché sono esperienze belle da vivere assieme, visto in tv il Moto GP è un'altra cosa, un po’ come una partita di calcio o qualsiasi altro evento sportivo. Purtroppo però con le feste di Via Cavour delle quali sono uno degli organizzatori non posso lasciare sempre l’attività, anche perché questa volta siamo stati via tre giorni, in più me ne serve almeno un altro per riprendermi dalla stanchezza, fra fusi orari, cambio di temperatura ecc…”

Le fotografie più belle di questa ultima trasferta? “Questa aveva, per tutto quello che è successo, un sapore tutto particolare. Mi è rimasto, infatti, impresso il fatto che appena siamo arrivati all’aeroporto di Bologna tutta la troupe di Sky e delle altre televisioni ci aspettavano per riprenderci e intervistarci, una cosa cosi da quando seguo le corse non mi era mai successa, e poi l’accoglienza una volta sbarcati a Barcellona e una volta arrivati a Valencia…ho ancora pelle d’oca!”

Per voi Valentino è? “Una passione gialla, che ci travolge sempre. Per noi lui è il vincitore morale di questo anno e, soprattutto, una persona capace di suscitare interesse e simpatia dovunque corra, portando alto il nome del nostro paese…ora però meglio che smetto i panni del tifosi e torno a lavorare!”








Questo è un articolo pubblicato il 11-11-2015 alle 11:11 sul giornale del 12 novembre 2015 - 6169 letture

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