Provincia ad Adriabus: "I soldi dovete chiederli alla Regione"

adriabus - autobus - 550x411 2' di lettura 09/11/2015 - “La Provincia di Pesaro e Urbino versa ad Adriabus 12 milioni e 600 mila euro l’anno trasferiti a tal fine dalla Regione Marche. L’accusa di Adriabus ci sembra dunque pretestuosa, perché la società sa bene di non poter avanzare alcuna pretesa nei confronti del nostro ente, che fa solo da tramite nel trasferimento”.

Il direttore generale Marco Domenicucci risponde all’intervento della società Adriabus, facendo il punto della situazione. “Al centro della questione – evidenzia – c’è l’ammontare dell’Iva. In passato l’Iva del 10% sui 12 milioni di euro per il trasporto pubblico locale, vale a dire 1 milione e 200mila euro, veniva ripartita in pari misura tra Stato e Regione, che versavano 600mila euro ciascuno. In seguito lo Stato non ha più corrisposto la propria parte e la Regione Marche ha continuato a girarci soltanto la sua quota, senza rispettare il protocollo d’intesa stilato nel 2003 tra il presidente della Regione Marche ed i presidenti di tutte le Province marchigiane, secondo il quale la Regione avrebbe assicurato la copertura finanziaria dei contratti di servizio, compresa l’eventuale Iva non coperta dallo Stato”.

Come aggiunge ancora Domenicucci, “piuttosto che 13 milioni e 200mila euro, abbiamo dunque continuato a girare ad Adriabus i 12 milioni e 600mila euro trasferitici dalla Regione. Non è nostro compito farci carico del restante 5%, sia perché non è previsto da alcun accordo, sia perché con la legge “Del Rio” (legge 56 del 2014), le Province non hanno più alcuna competenza in materia di trasporto pubblico locale e da gennaio non avranno più nemmeno il compito di trasferire fondi per conto della Regione. Peraltro, questa causa è già stata inserita nell’elenco di quelle che passeranno alla Regione, trattandosi di funzioni considerate dalla legge ‘non fondamentali’ per le Province”.

Il direttore generale rimarca: “Adriabus dovrebbe richiedere i soldi alla Regione Marche e proprio per questo abbiamo proposto opposizione al decreto ingiuntivo notificato dalla società. Ci sembra inoltre inopportuna l’uscita sugli organi di informazione proprio alla vigilia della decisione del giudice sulla nostra richiesta di sospensione del decreto ingiuntivo, pronunciamento previsto per martedì 10 novembre”.

Infine un commento: “Parlare di stipendi e tredicesime a rischio per i 900mila euro di mancati trasferimenti regionali appare allarmistico: riteniamo che rispetto al fatturato di Adriabus, questa cifra incida in maniera minimale…”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-11-2015 alle 11:04 sul giornale del 10 novembre 2015 - 755 letture

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