Banca Marche...un guizzo e per il resto tutto sa di lento...Il punto...di Francesco Taronna

Banca delle Marche 3' di lettura 03/11/2015 - Nell'ultima mia trasferta romana, durante un colloquio con un dirigente molto addentro alle cose della Banca d'Italia, questi mi ha sparato in faccia, a brutto muso, "A Francé ma lo sai che il Fondo interbancario anticipa per il salvataggio fondi di proprietà degli istituti bancari nazionali e, in questa occasione, essendo coinvolti numerosi istituti di credito, la posta è molto alta, fra tutti si parla di almeno due miliardi di euro.

I tre maggiori istituti contribuiranno per circa 200 milioni di euro ciascuno e poichè sono loro ad anticiparli faranno di tutto per garantirne il rientro e la fonte più sicura e semplice alla quale attingere sono le azioni e le obbligazioni".

Quindi dobbiamo essere preparati ad aspettarci il peggio nel mentre il governo continua a fare melina e a farsi sbeffeggiare ancora una volta dalla UE. Questi considerano l'intervento del Fitd, come aiuto di stato, tanto più che il governo non ha provveduto ad approvare il Brrd, provvedimento che agevolerebbe l'iter europeo della vicenda.

Il Fondo ha fatto, finora, la sua parte deliberando un intervento per 1250 milioni di euro per il salvataggio della Banca delle Marche, adesso tocca al governo mettere in essere tutte le procedure necessarie per consentire alla UE di approvare l'operazione. In pratica il governo, dopo aver approvato circa due mesi fa le norme che disciplinano l'applicazione della Brrd, nonostante la palese urgenza, ha fatto trascorrere 3 settimane senza trasmettere il provvedimento alle competenti commissioni di Camera e Senato. Attualmente è colà in discussione e si pensa che entro questa settimana dovrebbe essere approvato. Successivamente sarà necessario un ultimo passaggio nel consiglio dei ministri il quale dovrebbe decidere entro il 15 novembre per evitare che decada la delega per legiferare concessa al governo dal parlamento.

Trascorso tale tempo massimo il tutto decadrebbe e si ritornerebbe al punto di partenza con la quasi certa bocciatura da parte della UE dell'intera operazione ed il fallimento degli istituti bancari.

E il discorso dai 2000 miliardi necessari ai 4 istituti di credito, per risarcire i depositi garantiti, salirebbe a 12.5 miliardi, dei quali 7.5 miliardi solo per BancaMarche. Intanto, forse per placare la platea inferocita degli azionisti ed obbligazionisti, un ramo dell'indagine è stato stralciato ed è arrivato a dei provvedimenti di sequestro dei beni. Riguarda l'ex Dg Bianconi e due imprenditori importanti a livello nazionale. Uno di questi è Casale, il quale declina ogni responsabilità e si dice fiducioso dell'operato della magistratura. Uno dei fatti riguarda la vendita dell'immobile di Via Archimede a Roma ad un parente di Bianconi, la cui rata del mutuo è inferiore alla rata dell'affitto mensile, facendo realizzare all'acquirente un guadagno mensile secco di 13.000 euro.

Per il resto tutto sa di lento, il destino dell'altra trentina di inquisiti, dei loro beni...

A presto!






Questo è un articolo pubblicato il 03-11-2015 alle 10:12 sul giornale del 04 novembre 2015 - 4032 letture

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