Una croce in vetro per Papa Francesco. Opera dell'artista Vittorio Livi

Vittorio Livi con la sua opera 3' di lettura 28/10/2015 - Sarà consegnata a Papa Francesco dall’UCID in udienza privata il 31 ottobre in Vaticano, una grande croce realizzata dall’artista pesarese Vittorio Livi. Alla presentazione dell’opera presso la sede di rappresentanza della Fiam italia, a villa Miralfiore, era presente l’Arcivescovo di Pesaro, mons.Piero Coccia.

Si tratta di una scultura da cui promana la figura di Cristo, presenza fatta luce. Ha scritto nella nota di presentazione dell’opera la critica d’arte Sergia Jessi, che “la croce è costante richiamo al mistero della Sua Morte e Risurrezione e nel tempo ha assunto interpretazioni teologiche e simboliche differenti. Si passa da un Cristo vittorioso sulla morte, con gli occhi aperti, della tradizione costantiniana ( il Christus Triumphans), al Cristo morto con gli occhi chiusi ( il Christus Patiens).

Questa nuova spiritualità giunge dall’Oriente e si diffonde in tutta Europa, basti pensare a San Francesco d’Assisi che conforma la sua vita a quella di Cristo persino nel tormento portando le stigmate ricevute sulla Verna. Un’ulteriore svolta si ha nell’età dell’Umanesimo rinascimentale in cui l’uomo con la sua fisicità e il suo mondo interiore torna ad essere al centro della Creazione. Ora non si ostenta la sofferenza né la si cela ma è suggerita da una dignità, compostezza e bellezza formale che ci restituisce un Cristo in gloria trasfigurato quale assoluta perfezione, come nell’opera di Donatello. Bisogna arrivare al Concilio di Trento, che ribadisce la centralità della Celebrazione Eucaristica e per questo motivo giunge a modificare i luoghi di culto prescrivendo che le Chiese abbiano forma di croce.’’

Tutti i grandi maestri dell’arte contemporanea si sono confrontati con l’immagine del Crocefisso nella ricerca di una espressione attenta a sottolineare l’individualità dell’artista: tuttavia nell’arte sacra, e a questo proposito viene in mente la composizione scultorea di Vangi per il santuario di San Pio da Pietralcina, ciò che conta è trasmettere la fede. Anche Vittorio Livi ,imprenditore di Pesaro, artigiano del vetro, con cui riesce ad ottenere una grande duttilità, ha voluto confrontarsi con la Croce. Il simbolo in cui all’estetica si associa la spiritualità. La croce è costituita da 4 strati di vetro, il primo liscio e portante, i rimanenti tagliati e molati a mano ed uniti tra loro da resine trasparenti in modo da ottenere straordinari giochi di rifrazione.

Maestro Livi, che significato ha voluto dare alla sua Croce? “Non sono andato alla ricerca del significato teologico di Passione, ma dell’unione dei popoli in Dio, la sofferta ricerca di un mondo migliore. Ogni piccolo blocco rappresenta un popolo, che cerca di aggregarsi con altri e formare un unicum e le fratture presenti rappresentano le lacerazioni morali e fisiche che ha subito Cristo. Dal sostrato cristallino della Croce, emerge la tridimensionale figura di Cristo in vetro a specchio. Ho desiderato comporre un Gesù Crocefisso, fatto non solo di figurazione, ma anche di concetti, gli stessi che hanno da sempre accompagnato la mia vita.I 260 blocchetti di vetro sono uniti da resine trasparenti, proprio come il vetro, l’acqua e l’aria. Il vetro è il materiale che con la sua trasparenza, rappresenta la purezza materiale e spirituale, la fede in un mondo migliore, con il rispetto del pianeta e delle sue energie’’.


   

da Paolo Montanari





Questo è un articolo pubblicato il 28-10-2015 alle 10:56 sul giornale del 29 ottobre 2015 - 2241 letture

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