SopravViverePesaro: Pronto Soccorso....a voi ogni commento e giudizio

Pronto soccorso ospedale san salvatore pesaro 3' di lettura 22/07/2015 - Riporto quasi integralmente la lettera di un amico di Fb. E' uno spaccato dello stato comatoso al quale,attualmente, è pervenuta la nostra sanità, grazie alla scelte di chi l'ha amministrata negli ultim anni nelle Marche e a Pesaro.

Troppe consulenze inutili, troppi progetti non attuati ma regolarmente pagati, troppa burocrazia e consistenti tagli fra il personale tecnico, medico e paramedico e troppi tagli alle prestazioni per consentire i consumi e gli sprechi dei gruppi consiliari.

"MALASANITA'. Pochi giorni fa, mio padre, pensionato ottantottenne, ex lavoratore dipendente che ha versato, tramite il suo datore di lavoro pubblico, per quasi 50 anni i "contributi", viene ricoverato in ospedale, a Pesaro. Nonostante la richiesta di ricovero urgente del suo medico per gravi difficoltà respiratorie che stavano influendo anche sulla circolazione sanguigna e il cuore, viene sottomesso a 4 ore di attesa e accertamenti al Pronto Soccorso per poi essere, effettivamente, ricoverato.

Mio padre soffre di sbalzi di pressione che vanno curati con un farmaco prescrittogli dal cardiologo. Premetto questo perché, dopo la prima visita, constatato lo stato critico della sua pressione gli viene consigliato di assumere il farmaco regolatore per il cuore, ma davanti al suo spiegare che quel farmaco non l'aveva con se, dato che si era trattato di un ricovero d'urgenza, gli viene consigliato di farselo portare dai famigliari perché l'ospedale non lo "passa".

Incomprensibile, ma ancora, nell'assurdità con cui ci siamo abituati a convivere, risolto portandolo da casa. Nelle ore seguenti, dopo aver ricevuto un forte trattamento per ristabilire il corretto funzionamento della circolazione sanguigna, mio padre denuncia problemi di vista simili ad allucinazioni. Inizialmente viene esclusa l'ingerenza dei farmaci somministrati, poi, visto il persistere del disturbo, viene visitato da un oculista che rileva un grave stato di disidratazione dei bulbi oculari, dovuto all'assunzione del farmaco somministrato al momento dell'assistenza, in urgenza, all'ospedale. L'oculista prescrive il farmaco per curare la disidratazione e cercare di recuperare la vista, senza continuare a patire questa sorta di allucinazione visiva.

Oggi, mio padre mi segnala che continua con il disturbo alla vista e quindi gli chiedo se non stia notando un miglioramento con il farmaco prescrittogli dall'oculista. La risposta che mi dà mi lascia senza parole: "mi hanno detto che quel farmaco è caro, quindi l'ospedale non lo "passa", o me lo comprano i miei famigliari o niente". Mi tornano le parole solo per scrivere questo post, pensando a dove è precipitata la sanità pubblica, l'effetto devastante dei tagli, senza logica ed etica, il vergognoso abbandono del malato, specialmente se "vecchio" e la mancanza di assunzione di responsabilità, causa effetto, che in questo caso, oltre ad essere palese è certificato anche dallo stesso personale ospedaliero.

Gli scandalosi privilegi, senza bandiera, della casta rimangono e la gente, le persone?






Questo è un articolo pubblicato il 22-07-2015 alle 16:05 sul giornale del 23 luglio 2015 - 11385 letture

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